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Diffamazione: Commissione Senato vara testo, niente carcere e nuove sanzioni

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23/10/2012 18:45
 
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Se si parla di diffamazione, Facebook e i social non sono assimilabili alla stampa ma vanno considerati come mezzo di pubblicità: così stabilisce una recente sentenza della Cassazione.
Il mutevole evolversi della coscienza sociale e il proliferare di mezzi di comunicazione di massa (tra cui anche quelli telematici) pongono il problema concernente l'individuazione del ruolo dell’informazione e dei limiti di liceità della stessa, ove potenzialmente lesive della reputazione altrui, nel contemperamento dei diritti del singolo alla diffusione di notizie che, seppur veritiere, potrebbero mettere in pericolo il valore dell’onore, tutelato dalla Carta Costituzionale, e dell’interesse pubblico alla diffusione di notizie di rilevanza pubblica.
Ogni giovedì mattina in Piazza della Torretta uno sportello darà consulenza gratuita agli iscritti. Patrocinio alle tariffe professionali minime.
Così non va: il Parlamento italiano deve riprendere il processo di modifica della legge sulla diffamazione in modo da depenalizzare il reato e portare la legislazione in linea con quanto stabilito dagli standard del Consiglio d’Europa.