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Digitale. Riforma Ue copyright, motori di ricerca pagheranno per pubblicare articoli. Commissione “non è una tassa”

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30/08/2016 09:35
 
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L’Unione Europea, vuole estendere la tutela dei diritti connessi all’editoria digitale per tutelarne la situazione economica: una misura che rischia seriamente di trasformarsi in una clamorosa spallata sia all’accesso d’informazioni per l’utenza che ai piccoli editori.
Il 5 dicembre nella sessione pomeridiana della Commissione per il Mercato Interno e la protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento Europeo si metterà a votazione il progetto di parere sulla proposta di revisione della direttiva dei servizi media audiovisivi (AVMSD, acronimo inglese) presentata dalla Commissione nel giugno scorso.
Yahoo! rischia di vedere una sostanziale riduzione del prezzo di vendita (se non l’annullamento dell’accordo) per buona parte dei suoi asset alla telco Verizon, a causa della massiccia sottrazione di dati da 500 milioni di account avvenuta nel 2014.
Preservare il principio di territorialità: è questo ciò che chiedono broadcaster, organizzazioni, società e singoli professionisti che rappresentano l’industria dell’audiovisivo all’Unione Europea, in una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, al Vicepresidente Andrus Ansip, al Commissario per la Digital Economy, Günther Oettinger, e a tutti i Commissari coinvolti nel project team sul Digital Single Market.
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