Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Digitale terrestre: domani inizia lo switch-off nel Trentino Alto Adige. Si spera che vada meglio che in Piemonte
Domani, 15 ottobre, il Trentino passa al digitale. E' il quarto switch-off italiano, dopo la Sardegna, la Val d'Aosta ed il Piemonte occidentale.
E si spera che le cose vadano meglio che in questo ultimo caso. L'esperienza piemontese ha infatti insegnato (o dovrebbe asser insegnato) a non cantar vittoria troppo presto, come avevano fatto i portavoce del MSE-Com. L'area tecnica 1 è stata ed è ancora un inferno per i centri minori, allo stato in gran parte parzialmente o addirittura completamente oscurati, con una scia interminabile di polemiche. Ora si spera che in Trentino i guai delle province di Cuneo e Torino non si ripetano (tanto che, questa volta, è stata prestata particolare attenzione alla problematica degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005). Nel merito di questa migrazione, saranno le valli Giudicarie ad aprire il processo di transizione dal sistema televisivo analogico che si concluderà due settimane più tardi, il giorno 27 ottobre, con la città di Trento. Complessivamente sono 9 le aree che una dopo l'altra vedranno spegnersi la televisione analogica e contemporaneamente accendersi la televisione digitale. Tutti con le dita incrociate, quindi.
14/10/2009 02:00
 
NOTIZIE CORRELATE
Comunicato della struttura di competenze a più livelli Consultmedia (collegata a questo periodico) in relazione alla conclusione del processo di digitalizzazione del territorio italiano.
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha presentato ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza n.873 del 26 gennaio 2012 del TAR del Lazio con la quale viene annullata la delibera 366/10/2010 che regolamenta la numerazione automatica dei canali (LCN).
La Federazione Radio Televisioni (FRT) ha promosso due proposte presentate dai Senatori Alessio Butti (Pdl) e Vincenzo Vita (Pd) riguardanti il settore dell'emittenza televisiva locale. Il primo è relativo all'ammontare dell'indennizzo che lo Stato dovrà corrispondere alle emittenti locali per la riconsegna delle frequenze della banda 800 MHz.
“Una petizione popolare per il canone televisivo federale, questa è la soluzione per mantenere in piedi il pluralismo dell’informazione”.
Dopo lo stop al beauty contest, le frequenze in attesa di assegnazione, pur essendo state dichiarate dal ministero dello Sviluppo economico “indisponibili”, sono ‘occupate’ da emittenti locali e dalla Rai, fatta eccezione per il canale 58, che in via sperimentale era stato assegnato a Mediaset.