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Digitale terrestre. Le tv locali chiedono il rinvio dello switch-off nell'Area Tecnica 3
Oggi e domani in Lombardia dovrebbero essere toccate le temperature massime estive e quindi è stato dato l'allerta. Ma anche sul fronte del DTT il termometro segna valori elevatissimi e quinid anche qui il bollino rosso è scattato.
Prima il Piano di assegnazione delle frequenze digitali pubblicato da Agcom, che ha creato grandissima preoccupazione tra le emittenti locali, ritenutesi scippate delle migliori frequenze a favore dei player nazionali esistenti e a venire (dopo l'assegnazione dei canali del dividendo). Gli editori locali, con la prospettiva di dover abbandonare il certo (frequenze esercite spesso da 30 anni) per l'incerto (canali ancora da coordinare a livello internazionale, con gli inevitabili vincoli di diffusione del caso) hanno alzato immediate barricate, preannunciando ricorsi a raffica alla giustizia amministrativa. Come se non bastasse, durante lo scorso w/e si sono diffuse indiscrezioni a riguardo dell'emanando regolamento LCN dell'Agcom, estremamente penalizzante per le tv locali (escluse dal primo segmento di numerazione – LCN 1/9 - con la più parte relegata in posizioni infrequentabili - > LCN 71). Infine, dulcis in fundo, la notizia che il viceministro al MSE-Com con delega alle comunicazioni Paolo Romani vorrebbe mettere all'asta anzitempo (l’UE ne ha prescritto la destinazione entro il 2015) i canali 61-69 UHF per potenziare i servizi di internet mobile di ultima generazione, destinando una parte del ricavato per indennizzare le tv locali che decidessero di rinunciare all'assegnazione delle frequenze DTT consorziandosi e spartendosi i multiplexer. E proprio a proposito dell’ormai imminente switch-off dell’area tecnica3 (Lombardia esclusa la prov. di Mantova, Piemonte orientale, corrispondente alle prov. di Alessandria, Novara, Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, nonché alle province di Parma e di Piacenza), attualmente calendarizzato a partire dal 15 settembre 2010 fino al 20 ottobre 2010, durissime sono state le prese di posizione delle principali associazione di categoria. Se FRT ha ribadito l’inevitabile azione giudiziaria avanti al TAR se il MSE-Com (e per quanto di competenza l’Agcom) non torneranno sui propri passi (evento invero improbabile), Aeranti ha deciso di formalizzare la richiesta di slittamento dello switch-off. Marco Rossignoli, coordinatore dell’ente esponenziale ha dichiarato: “Riteniamo assolutamente necessario un differimento dello switch off dell’area tecnica n. 3 in quanto ad oggi non è stata ancora emanata dall’Agcom la pianificazione delle frequenze relativa a tale area”. Inoltre, “non è stata ancora emanata la regolamentazione relativa all’ordinamento automatico dei canali (LCN)” e “non sono stati ancora emanati i criteri per l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze in tale area”, ha sottolineato il coordinatore Aeranti-Corallo. Infine, ha allertato Rossignoli, “non sono ancora state definite le negoziazioni di coordinamento internazionale ai fini delle utilizzazioni frequenziali nelle zone di confine”. “Risulta pertanto evidente - ha aggiunto il responsabile dell'associazione delle tv locali - che fino a quando non verranno espletati tali incombenti, il Ministero dello Sviluppo economico non potrà procedere all’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze per le trasmissioni televisive digitali terrestri nell’area tecnica n. 3”. “Anche qualora tali incombenti – ha proseguito Rossignoli – venissero completati prima del 15 settembre (ipotesi di difficile realizzabilità, stanti i tempi molto stretti, comprendenti, peraltro, il mese di agosto), il Ministero dello Sviluppo economico, per rispettare la data di switch off, finirebbe per assegnare i diritti di uso delle frequenze per l’area tecnica n. 3 con un anticipo di solo qualche giorno, o addirittura di solo qualche ora, rispetto allo switch off medesimo”. “Tale situazione – ha concluso il presidente di Aeranti – sarebbe insostenibile per le imprese televisive locali operanti nell’area tecnica n. 3 in quanto le stesse si troverebbero impossibilitate, in tali tempi ristrettissimi, a progettare le nuove reti di trasmissione, a procedere all’acquisto degli impianti necessari (che, presumibilmente, le ditte costruttrici non sarebbero in grado di fornire e installare prima dello switch off), nonché a richiedere e a ottenere le autorizzazioni urbanistiche, ambientali e igienico sanitarie necessarie (in base al Codice delle comunicazioni elettroniche e alle normative regionali e comunali in materia)”. (M.L. per NL)
15/07/2010 07:17
 

Odore di rinvio!!!!

Come era logico aspettarsi, non certo perchè le locali ne hanno fatto richiesta o perchè le associazioni si sono imposte con il necessario rigore, lo switch off subirà con ogni probabilità uno slittamento di un mese. Spostiamo quindi la crocetta sul calendario al 15 ottobre, max 1 novembre. I numeri, si sà, sono irriverenti. Iniziare i primi di novembre la dice lunga sulle sorti delle locali.
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