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Digitale terrestre, valligiani piemontesi in rivolta. Non riceviamo nulla e quindi non paghiamo nulla
Il Piemonte occidentale è evidentemente la spina nel fianco digitale del viceministro al MSE con delega alle comunicazioni Paolo Romani.
Si ricorderà che, a fine novembre dello scorso anno, il viceministro aveva incautamente promesso in diretta a Mi manda Raitre che avrebbe risolto, nel giro di una settimana, i problemi di Limone Piemonte (località della provincia di Cuneo oscurata dal DTT) dopo uno sconfortante battibecco con la rappresentante dei tele(poco)utenti locali, invitandola a presentarsi insieme a lui nella puntata successiva per attestare la soluzione del pasticcio tecnico. Appuntamento però poi bucato senza giustificazione. Ora, a lamentarsi con il MSE-Com e la RAI, arriva anche Pradleves, località posta nella Valle Grana (altra cosiddetta "valle laterale", servita da impianti analogici disattivati il giorno dello switch-off dell'area tecnica 1 e mai più rimessi in funzione), i cui aspiranti telespettatori, stufi della disattenzione ricevuta dal dicastero di Romani e dalla RAI, hanno deciso di non pagare il canone tv per il 2010, come protesta contro l'oscuramento televisivo. "Per i disagi che il digitale terrestre ci sta portando abbiamo deliberato, a parziale risarcimento delle somme indebitamente sborsate e dei disagi sofferti per adeguarci, di contravvenire al pagamento del canone", spiegano i pradlevesi attraverso le pagine del quotidiano online Targato CN, che precisa che "Alla decisione assunta nel pubblico incontro di giovedì 14 gennaio ne è seguita una sottoscrizione e l'invito da parte del comitato: "A strappare il bollettino di pagamento e a firmare la sottoscrizione depositata in Comune a Pradleves". In area il DTT della concessionaria pubblica avrebbe infatti una copertura inadeguata e a nulla sarebbero valse le lamentele verso gli organi deputati alla risoluzione del problema. In particolare, "Come testimoniatoci dai nostri amministratori, nonostante ripetute richieste da parte delle nostre comunità l’ente pubblico radiotelevisivo, tranne qualche vaga promessa, non ha dato alcun segno di voler provvedere né tempestivamente né in seconda battuta alla copertura del nostro territorio". Concludono i pradlevesi: "A dispetto dello sbandierato miglioramento del servizio in termini di qualità e soprattutto di quantità delle emittenti ricevute, nei piani di sviluppo di copertura del territorio non è previsto per la nostra zona un benché minimo incremento del numero di canali rispetto alla precedente configurazione analogica".
17/01/2010 12:10
 
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