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22/02/2012 13:10
 

Tv digitale: nessun rispetto per le minoranze

Noi italiani, in Europa, possiamo considerarci una minoranza. Se Germania, Francia, Belgio, ecc. fanno "A", noi facciamo "B4z" seguendo un'idea tutta nostra. Questo ci rende minoranza, e all'Europa le minoranze non piacciono. Capita quindi che da noi ogni paese ha il suo campanile (fa parte di ciò che rende l'Italia unica e meravigliosa), e ogni provincia la sua antenna tv che controbilancia un duopolio inconcepibile per il resto d'Europa. In sede europea, quindi, la maggioranza fa un ragionamento molto chiaro e funzionale: la TV nazionale viaggia via cavo, via satellite poi ci sono anche le TV estere degli altri paesi che offrono un buon servizio in una comprensibilissima lingua inglese. Per chi non può o non vuole permettersi questi canali di ricezione c'è il digitale terrestre con una scelta seria e di servizio. Col passaggio dall'analogico al digitale (mantenendo pressappoco gli stessi canali) si sono liberate tante risorse frequenziali. Quindi ci sono da una parte le risorse inutilizzate e dall'altra una serie di operatori (telefonici) che scalpitano per poter pagare agli stati onerose concessioni per ampliare i servizi di connettività. Un mix di investimenti e progresso che in questa Europa parecchio in crisi sono una manna caduta dal cielo. Aspettare qui non ha senso: ci sono le risorse, ci sono i clienti disposti a investire... E' lapalissiano che le frequenze saranno assegnate (a livello Europeo) il più velocemente possibile. Illudersi che tutto si fermi perché noi, piccola minoranza, abbiamo fatto tutto diverso dagli altri è un'utopia. Il governo italiano, se non avesse interessi opposti, dovrebbe dire: "Gentili colleghi europei, nel nostro paese la situazione attuale non permette di destinare ulteriori frequenze tv alla telefonia. Per salvaguardare la nostra cultura vi chiediamo, nel rispetto delle regole per evitare interferenze con gli stati confinanti, di poter mantenere tali frequenze riservate all'uso televisivo". Al che l'Europa si chiederebbe perché preferiamo canali zeppi di televendite e tv a pagamento di scarsissima qualità rispetto ad una tecnologia in grado di abbattere il D.D., ma dopotutto non gle ne importerebbe più di tanto. Invece sembra che lo stato italiano non abbia sovranità sull'etere (e a ben guardare non ne ha mai avuta). Quindi seguirà fedelmente le indicazioni dell'Europa, dei ricchi gestori telefonici, degli operatori nazionali e poi forse delle emittenti minori. Vedremo se questo ci porterà ad uniformarci col resto d'Europa o spazzerà via solo le piccole voci lasciando in mano a due o tre soggetti la TV che conta. 

Bruno

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