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DTT. Beauty Contest, mentre l'UE aspetta la nuova proposta del governo Mediaset ricorre al TAR
"Aspettiamo dal governo italiano informazioni sui nuovi piani per l'assegnazione delle frequenze Tv per il digitale terrestre, ma non siamo in una situazione conflittuale".
E' quanto dichiarato Antoine Colombani, portavoce del commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia.  Per la Commissione è necessario procedere con l'assegnazione delle frequenze digitali per dare l'opportunità ai nuovi entranti e agli operatori più piccoli di entrare sul mercato per aumentare la concorrenza e ampliare la piattaforma del dtt. L'Ansa ha riportato che il portavoce di Almunia ha altresì aggiunto: "E' vero che c'é una procedura d'infrazione in corso contro l'Italia sulle frequenze, ma al momento stiamo aspettando la nuova proposta del governo". Quindi per il momento è tutto fermo anche sul versante delle eventuali sanzioni. Intanto Mediaset, tramite Elettronica Industriale, ha presentato ricorso al Tar per chiedere l'annullamento del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che ha sospeso per novanta giorni la procedura di assegnazione di sei reti digitali nazionali. Per Mediaset quella del beauty contest è la procedura più adatta per garantire l'ampliamento dell'offerta dei nuovi entranti e archiviare definitivamente la procedura d'infrazione aperta nei confronti dell'Italia. Secondo i legali di Mediaset, la legge 88 del 2009 ha dato "forza di legge" alla delibera 181 dell'Agcom e, quindi, "non può essere revocata o sospesa se non con un atto normativo di primo grado". (FRT)
 
 
22/03/2012 07:42
 

Pretese europee, pretese italiane, ma a pagare siamo sempre noi.

L'Europa assomiglia sempre più all'Italia, e se per il nostro bel paese si usa spesso volutamente il termine Itaglia, io comincerei ad usare anche il termine Europpa. La procedura di infrazione è ormai un fantasma che si aggira nell'etere da tempi molto più consoni alla burocrazia Italiana che non all'efficienza europea. Tralasciando di considerare quanto sia giusto punire i cittadini di uno stato con multe salate quando i loro governanti gli fanno un torto... l'infrazione nata dalla poca concorrenza sul mercato televisivo italiano è nata in un'altra era (televisivamente parlando). Anziché prestarsi al gioco delle tre carte col responsabile di tale situazione, autoincaricatosi di risolverla come ben sappiamo, l'europa avrebbe fatto molto meglio a sorvegliare tutto il processo di passaggio al digitale terrestre avvenuto nel nostro paese negli ultimi anni. Il Beauty contest è diventato lo specchietto per le allodole, in attesa del quale i monopolisti hanno aggiustato ogni cosa a loro vantaggio affossando quel poco di concorrenza rappresentato dalle tv private e dagli altri operatori di rete nazionali che sono rimasti fermi al palo. L'Europa dovrebbe cancellare dalla propria agenda la suddetta gara, venire e verificare la situazione attuale, e se per caso la situazione attuale fosse addirittura peggiore di quella passata, dettare in prima persona i passaggi e le soluzioni da attuare con urgenza. Purtroppo però all'Europpa non interessa impegnarsi per risanare il nostro paese. Dagli immigrati alla crisi economica passando per la TAV... ci arrivano solo rimproveri (giusti), sanzioni (discutibili), ma mai indicazioni e una chiara collaborazione per risistemare le cose al meglio. Penso anche agli accordi per coordinare le frequenze con gli stati esteri: ci hanno lasciato giusto i canali sulle bande ora destinate alla telefonia. Non sono solo le reti nazionali italiane ad aver evitato la mannaia delle nuove regole europee, e ci ritroviamo a dover aumentare i canali a disposizione dei nuovi entranti (e mi pare chiaro che l'idea accettata dalla UE fosse quella di sfruttare i maggiori spazzi disponibili col DTT) mentre l'europa restringe sempre più la banda riservata alle tv, da cui sono stati prima tolti 3 canali di banda prima e i canali oltre il 69 usati in alcune regioni, ora  quelli dal 61 al 69, e tra due anni toccherà ad altri 10 canali; ci aggiungiamo quelli inutilizzabili per accordo coi paesi confinanti e otteniamo che una industria televisiva fiorente nel nostro paese è affossata da leggi europee a favore di operatori telefonici prevalentemente stranieri. Davvero un bel lavoro da parte dell'esigente Europpa. Non bastasse, dobbiamo anche sorbirci i ricorsi al TAR dei soliti noti che hanno avuto più degli altri, e in un momento in cui le risorse vengono tagliate, pretendono di avere ancora di più e gratis. Cara Europpa, mi spiace ma non sei più credibile. 

Bruno

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