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DTT, dividendo esterno: Kroes chiede che parte introiti asta resti a settore
Parte degli introiti ottenuti mettendo all'asta le frequenze liberate dal passaggio della tv al digitale terrestre dovrà rimanere al settore delle telecomunicazioni.
Questa la richiesta fatta ieri dal commissario Ue alle telecomunicazioni Neelie Kroes al ministro dell'Economia Giulio Tremonti che avrebbe risposto positivamente alla richiesta. "Ho chiesto al ministro Tremonti la sua disponibilità a restituire parte degli introiti frutto della gara per le frequenze al settore [...]. La risposta di Tremonti mi ha soddisfatto", ha detto la Kroes ai cronisti. Sempre ieri il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha detto che risorse dall'asta delle frequenze sono già state inserite nei 5 miliardi di coperture già trovate per gli oltre 7 miliardi che servono per gli emendamenti sullo Sviluppo che il governo sta per inserire nella legge di Stabilità. Secondo Stefano Parisi, ex amministratore delegato di Fastweb e presidente di Astel, l'Associazione dei gestori telefonici aderente a Confindustria, la cifra di 2,5 mld che il governo si aspetterebbe di ottenere dalle asta delle frequenze tv liberate dal digitale sarebbe però eccessiva e l'esecutivo dovrebbe pensare di chiedere 1,5 miliardi accompagnati da impegni sugli investimenti. "Le aziende del settore si aspettano una richiesta di 2,5 miliardi per la gara delle frequenze per la telefonia. Mi sembra che sia una cifra imponente anche se so che serve per fronteggiare le necessità di finanza pubblica", ha detto Parisi a margine di un convegno. "Forse sarebbe meglio fare il beauty contest: ci chiedano 1,5 miliardi e gli impegni vincolanti sugli investimenti, che generano sviluppo e occupazione", ha spiegato il presidente Astel. (A.M. per NL)
 
 
11/11/2010 06:00
 

Ma le tv locali "hanno avuto fin troppo"

Ero presente, ieri a Roma, al convegno organizzato da Ericsson dove Parisi ha fatto le dichiarazioni riportate nell'articolo. Credo possano interessare ai vostri lettori le parole, durissime ed esplicite, con cui Parisi (e ancor più il presidente di Agcom Calabrò) hanno criticato quello che a loro parere è un eccessivo favoritismo nei confronti delle televisioni locali. Calabrò ha dichiarato che - leggo dai miei appunti, perché credo che le osservazioni fossero estemporanee rispetto al discorso stampato - si privilegiano televisioni locali che occupano il video con i monoscopi perché non possono fare altro e in Parlamento i favori di cui gode la televisione fa sì che tutto venga spinto verso di loro.
 
Un caro saluto (e un grosso ringraziamento anche per il sostegno che mi date) 
Andrea Lawendel
 
P.S. Rileggendo ancora una volta i miei appunti dovere di cronaca mi impone di aggiungere che forse più di Parisi Vincenzo Novari di 3 Italia si è riferito alla questione delle tv locali sollevata da Calabrò affermando ironicamente che "le tv locali sono di pubblica utilità, ma le telecomunicazioni no ed è una posizione anacronistica". Paolo Romani, in un successivo e conclusivo  intervento ha tuttavia ricordato la posta in gioco rappresentata da tante realtà aziendali.
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