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DTT, dividendo interno (beauty contest). Berlusconi interessato solo a frequenze digitali gratis: non credo che Mediaset parteciperebbe ad asta
Mediaset vuole le frequenze digitali del dividendo interno, ma solo se sono gratis. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha dichiarato infatti ieri che il Biscione non ha intenzione di fare offerte nel caso vi siano aste sulle frequenze televisive del digital dividend interno.
"Non credo che Mediaset farà offerte", ha riferito l'ex premier, la cui famiglia è l'azionista di riferimento del gruppo televisivo. Berlusconi, si legge sul suo profilo Facebook, si dichiara "indifferente" rispetto ad un'eventuale asta, ma consapevole che "con il numero incredibile di frequenze oggi disponibili ci sarà pochissima gara per occuparle". Il governo Monti sta valutando l'ipotesi di modificare la procedura di assegnazione delle frequenze televisive da beauty contest ad asta per allocare le frequenze tv liberate dal passaggio al digitale terrestre. Secondo alcuni esperti del settore una gara competitiva potrebbe portare nelle casse dello Stato tra i 3 e i 6 miliardi di euro. (M.L. per NL)
 
 
16/12/2011 09:31
 

Frequenze DTT. I soldi risparmiati sono soldi guadagnati

Ora che si sta faticosamente concretizzando l'ipotesi di non regalare beni pubblici (gli stessi venduti a caro prezzo alle tlc), chi aveva partecipato ed è tuttora in gara per beneficiare di questi regali paventa di ritirarsi e dipinge uno scenario in cui l'asta andrebbe deserta. Oltre a dimostrare una certa fragilità del progetto editoriale (Un nuovo entrante potrebbe dire di non avere i soldi per entrare e competere sul mercato, ma qui si tratta di chi ha il 30% di quel mercato, possiede le torri e ha già tutta l'apparecchiatura montata e pronta ad entrare in funzione come si evince dal periodo di sperimentazione sulla frequenza 58UHF). Se l'asta dovesse effettivamente andare deserta perché perdere l'occasione di avere una frequenza al prezzo minimo (senza rilanci)? Comunque sia, anche senza una gara di bellezza o un'asta queste 5 frequenze potrebbero tornare davvero utili.
C'è infatti il mezzo pasticcio degli espropri dei canali locali dal 61 in poi. Questo comporta: 1) indennizzi alle tv locali che chiudono (saranno anche pochi soldi ma son sempre soldi); 2) eventuali immancabili ticorsi a tar, magistratura, europa, ecc. E il caso di Europa 7 dimostra che alla fine si può anche perdere e dover risarcire; 3) qualunque ritardo nel liberare le frequenze ormai promesse alle Tlc esporrà il governo ad ulteriori beghe, multe, risarcimenti... e qui si parla di soldi veri, non di poca roba, già intascati e pronti ad uscire con gli interessi. Ci sono poi i ricorsi di Telecom e SKY su questa gara gratuita. Io ci aggiungo anche la questione in sospeso di TV Italia, che ha richiesto di diventare operatore nazionale secondo i termini di legge, non è però ad oggi arrivata la concessione, tanto che un importante cliente come SportItalia (e magari anche altri) stanno rinunciando a servirsi di questo operatore di rete. Se poi alla fine risultasse che aveva diritto alla frequenza? Altre multe e altri risarcimenti. Tanto più che l'Europa non ci aveva chiesto nello specifico aste o gare gratuite ma solo di aprire il mercato a nuovi operatori. TV Italia si presenta come nuovo operatore e la risposta è: no, tu no perchè hai fatta le cose rispettando la legge. In definitiva quanto si risparmierebbe se: facendo diventare Tv Italia (e magari anche Canale Italia, Italia 7 Gold, o qualche altro consorzio di tv locali che possono liberare nel contempo molte frequenze locai) operatori nazionali si dimostra all'Europa che ora ci sono molti più operatori nazionali e si blocca la procedura di infrazione. Con le frequenze così liberate si sistemano le tv dei canali oltre il 60 senza bisogno di risarcimenti o cause legali. Le tlc hanno libere nei tempi concordati le loro frequenze e finalmente si fa qualcosa che non è "all'italiana". E questo è solo il peggiore degli scenari: quello in cui l'asta va deserta.

Bruno

Beauty contest. Nondum matura est

Nolo acerba sumere, in realtà questo artefatto ed ipocrita esempio di quella che in psicologia sociale viene definita "dissonanza cognitiva" è una sorta di foglia di fico, pessimamente posizionata, del "Cavaliere". Beh.... se come dice lui, ci sono troppi canali disponibili, mettiamo a posto le locali scippate e conseguentemente con le risorse residue andiamo a verificare semmai qualche "folle" volesse metter mani al portafoglio per tentare una nuova avventura televisiva, o ci si vuole imbesuire con le favole dell'Esopo di Arcore fino al Grande Fratello 50?
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