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DTT, dividendo interno (beauty contest): Berlusconi, non ho parlato con Monti di frequenze
Con Monti "non abbiamo parlato" delle frequenze tv. "La tv ha avuto un grande cambiamento con l'avvento del digitale. Oggi le frequenze costano di piu' e non sono producenti a livello di redditivita'.
Sky ha gia' rinunciato e ci sono voci dello stesso tipo anche dalla Rai". Lo ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a margine dell'udienza del processo Mills, riferendosi all'eventualita' di un'asta sulle frequenze televisive digitali e precisando di ritenere che, pur non avendo parlato con i dirigenti di Mediaset, anche il Biscione e' orientato sulla stessa lunghezza d'onda di Sky e della Rai. (MF Dow Jones)
 
 
25/12/2011 18:58
 

Finalmente un'ammissione di responsabilità per l'ex presidente.

Che la transizione al digitale terrestre sia stata gestita da Silvio Berlusconi è cosa nota. Sia dall'interno del mercato (attraverso l'azienda che lui stesso ha fondato e che ha potuto sviluppare senza intralci la propria politica industriale), sia dall'esteno, attraverso leggi, norme e autorizzazioni rilasciate da un governo guidato per mano e in cui le opposizioni, se hanno dato battaglia, l'hanno fatto su altri fronti, riscoprendo solo negli ultimi mesi che la tv in Italia è stata ed è uno strumento di potere come pochi. Quindi le regole, e l'attuale assetto frequenziale sono stati plasmati sul modello del progetto di una persona. Che questa persona ora dica che la situazione ora, rispetto al passato, è fortemente peggiorata perché a fronte di un'aumento dei costi e degli investimenti non c'è più redditività è un passo avanti molto incoraggiante. Spero che in un prossimo futuro potremo sentire analoga ammissione di colpa per altri settori economici in cui le imprese hanno esattamente lo stesso problema. Una volta ammessa la colpa, sarà meno doloroso cambiare un sistema di norme ed equilibri evidentemente sbagliato, restituendo alla televisione il suo ruolo di pubblico servizio, che offre anche intrattenimento.

Bruno

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