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DTT e shopping. Italia: terra fertile per Qvc. Fatturato in crescita del 41%, largo al Made in Italy
 
Fatturato globale di 8,6 mld di dollari, 13 mln di clienti nel mondo: dallo sbarco nel nostro paese sono trascorsi 4 anni e il canale continua a riscuotere enormi successi.
Con 14 ore di diretta quotidiana, 16 presentatori che si alternano per 364 giorni all’anno – è stato loro concesso il riposo natalizio – raccontando e vendendo i prodotti, il canale televisivo dedicato allo shopping è cresciuto nella penisola del 41% nel 2013, registrando ottimi risultati per circa 127 mln di dollari (pari a 92,7 mln di euro) e 10 mila clienti in più ogni mese. Dati che non indicano un definitivo business in utile (ricordiamo ai nostri lettori che la perdita lo scorso anno è stata intorno ai 28 milioni di euro), ma comunque una netta riduzione del rosso rispetto ai 37,5 mln del 2012. “Stiamo crescendo costantemente, e anche quest’anno prevediamo una forte crescita anche se non ai livelli dell’anno passato. – ha affermato Gregg Bertoni, ceo di Qvc Italia che dall’inizio del 2014 ha preso il posto di Steve Hofmann – Quasi il 90% dei nostri clienti nel Bel Paese è costituito da donne. Sono molto fedeli: comprano 25 volte in un anno, e questo grazie all’alto livello di servizio che offriamo e al fatto che cerchiamo di rendere il processo semplice, compresa l’eventuale restituzione dei prodotti acquistati. Tutte le categorie vanno bene, ma soprattutto gli articoli per la casa, in particolare per la cucina, cui seguono vestiti, borse e scarpe. Anche i prodotti di bellezza hanno successo. Stiamo cominciando a cercare di attrarre pure il pubblico maschile, per esempio con l’elettronica di consumo”. In termini di brand proposti, la strategia del canale sta facendo sempre più spazio al Made in Italy (non è un caso che anche il rivale tedesco HSE24, che trasmette sull’LCN 37 del DTT, come evidenziato da questo periodico negli scorsi giorni, stia scommettendo sempre più su marchi italiani): prosegue Bertoni “Quattro anni fa si trattava per l’80% di marchi stranieri e per il resto italiani. Oggi sono per il 47% provenienti da aziende di casa nostra”. Nel dettaglio, come riportato sulle pagine di Italia Oggi in un articolo di martedì 1 luglio, Qvc in questi quattro anni ha offerto più di 19.593 prodotti appartenenti a oltre 540 brand, attualmente presenta 12 nuovi marchi e oltre 610 prodotti-novità ogni mese. Lo sviluppo italiano rientra in una politica di espansione che sta via via conquistando la scena internazionale: il secondo canale statunitense per dimensioni (fa parte del Liberty Media Corporation – Liberty Interactive Group), dopo lo sbarco nella nostra penisola (sull’LCN 32 del DTT e sulla piattaforma Sky al 475), in Inghilterra, in Germania, Giappone e Cina, si prepara infatti a conquistare anche le case francesi, dove è previsto il debutto entro la fine del 2015. Va da sé che per stare al passo con i tempi, la strategia aziendale stia dedicando sempre maggior rilievo all’e-commerce, introdotto nel 2012: ogni anno le piattaforme registrano visite per 800 mln di utenti, con un fatturato pari a 3,2 mld di dollari. In Italia l’e-commerce al momento pesa solo per il 20%, ma i vertici assicurano la volontà di far crescere questo dato, oltre alle buone performance del mobile, con un sito ottimizzato per smartphone e tablet. E proprio sul web e su nuovi siti intelligenti, atti ad agevolare le piccole e medie imprese, sta puntando Seat Pg: il gruppo torinese specializzato nella comunicazione aziendale ha lanciato gli SmartSite, che porteranno le aziende italiane anche sul mobile e sui social network. Si tratta di portali web da offrire ai clienti chiavi in mano che possono però essere personalizzati, adattati per grafica e contenuti a seconda del mezzo di comunicazione con cui vengono visualizzati e inoltre offrono la possibilità di condividere contenuti e informazioni su Facebook, Twitter, Google+ e Pinterest. “L’offerta SmartSite è la dimostrazione tangibile di quanto Seat Pg sia in grado di mettere a disposizione delle pmi e del mondo dei professionisti, soluzioni fino ad oggi appannaggio esclusivo delle grandi aziende” ha spiegato Mauro Gaia, direttore vendite e marketing della società. Uno dei punti di maggior attrattiva del nuovo servizio è il costo contenuto, che si aggira attorno ai 1.800 euro, e che ha permesso al gruppo piemontese di vendere in un anno circa 2 mila SmartSite; facendo leva sulle potenzialità del network informativo inoltre, Seat PG Italia (PagineBianche, PagineGialle, Tuttocitta', Europages, ecc.) trasforma il sito web di ogni pmi da statico a dinamico, proponendo a ogni visitatore il contenuto più in linea con i suoi interessi e le sue abitudini online. Una possibilità insomma per l’Italia di uscire dalla posizione di fanalino di coda dato che, come dichiarato dallo stesso Mauro Gaia “ad oggi solo il 20-30% delle imprese possiede un sito internet”. (V.R. per NL)
 
03/07/2014 15:33
 
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