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DTT. La cavalcata generalista: Tv2000, + 15% di ascolti; Mtv e Deejay Tv a 0,9% di share

Con lo sbarco di Netflix in Italia, la corsa per lo streaming entra nel vivo: si diramano e differenziano le modalità di visione, si moltiplica esponenzialmente l’offerta, si evolve addirittura la narrazione di quel che viene proposto sullo schermo, sia il grande pannello di salotto o il display dell’ultimo modello di smartphone.
Nell’universo multicolore dell’entertainment, complice anche la moltiplicazione dell’offerta dovuta al passaggio dall’analogico al digitale, i gusti degli spettatori si fanno sempre più frammentati. E la tv generalista questo lo sa bene: per mantenere pressoché stabile la fetta del pubblico più fedele, e anzi al contempo aumentare gli ascolti, è necessario un taglio fresco, più moderno, con alte prospettive in termini di raccolta pubblicitaria. Partiamo proprio da Tv2000, l'emittente televisiva della Conferenza Episcopale Italiana (canale 28 del dtt, 18 di Tivùsat, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it), che la settimana scorsa ha ufficialmente presentato il suo palinsesto 2015/2016 : il menù propone attualmente 21 programmi autoprodotti, insieme a film, documentari e serie tv, un vero e proprio impegno da tv generalista per la nuova stagione della rete che ha come slogan: “Se ci credi, la vedi”. Secondo Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei ed editore del canale, l'obiettivo di una rete “in uscita” perseguito un anno fa, sull'esempio della Chiesa di Papa Francesco, è stato conseguito: la televisione della Cei è tra le poche reti generaliste a poter vantare numeri positivi. I suoi ascolti sono cresciuti del 15% in un anno (con un incremento di circa 200 mila spettatori, vale a dire una media giornaliera di quasi 3 mln di utenti), e un aumento della raccolta pubblicitaria del 52% nei primi nove mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. “Siamo piccoli, rispetto ai colossi Rai e Mediaset, però significativi”, ha dichiarato Paolo Ruffini, da un anno e mezzo direttore di Tv2000 dopo una lunga esperienza in Rai: “Non siamo una nicchia, siamo una realtà che cresce. Lo share che cerchiamo è la condivisione con il pubblico di qualcosa di buono. Tra le 7 e le 10 del mattino, siamo al nono posto tra le emittenti televisive italiane ma con un distacco di solo mezzo punto percentuale dal sesto posto. Tra le 17 e le 19, TV2000 è l’ottava rete per ascolto medio con quasi il 2% di share. Inoltre, abbiamo il più alto indice di permanenza per tutta la durata dei programmi: il nostro è un pubblico che non solo ci guarda ma che è attento. Abbiamo un forte tasso di autoproduzione perché siamo un gruppo affiatato con la stessa visione del mondo. E credere in qualche cosa ci fa essere a nostra volta credibili. La nostra Tv non è usa e getta, fatta di plastica, ma punta all’incontro fra le persone. La sfida tra buona e cattiva televisione è ancora tutta da giocare. Basta vederci per crederci”. Di fatto gli stessi dati Auditel di settembre confermano quanto affermato dal direttore di rete: si parla di un ascolto medio giornaliero di 77,6 mila spettatori, il 20% in più rispetto a un anno prima, e di uno share dello 0,80%. I picchi svettano proprio fra le 7 e le 9 con 92,1 mila spettatori e il 2% di share fra le 18 e le 20.30 con 198 mila spettatori e l’1,29%, esattamente in corrispondenza con i programmi di spiritualità e con le dirette di Papa Francesco. Non per niente Mons. Galantino dichiara che “Tv 2000 sta sentendo forte i benefici della parola e dei gesti di Papa Francesco. Il nostro primo pubblicitario è il Pontefice”. Positivamente si è anche espresso Lucio Brunelli, direttore del settore informazione, che non lesina, tra le righe, anche una stoccata a Rai: “Anche i nostri due Tg quotidiani sono cresciuti. Abbiamo un ascolto medio che sfiora il 2%, un dato che in valori assoluti vale circa 300 mila spettatori al giorno. Più di quanti ne facciano registrare canali come RaiNews e SkyNews. Si pensi che i maggiori quotidiani italiani, ossia Repubblica e il Corriere della Sera, vendono attorno alle 220 mila copie al giorno. Il nostro è un pubblico importante, conquistato con un modo diverso di gestire le notizie. Certo, non ne buchiamo nessuna ma poi puntiamo su ciò che aiuta di più a riflettere, a capire il mondo e i giorni che viviamo. Grazie e Dio, non siamo obbligati dall’editore a fare ogni giorno l’indigesto pastone politico, come si usa alla Rai: ci concentriamo sulla sostanza, cerchiamo di spiegare con chiarezza i contenuti. Poi puntiamo sul racconto di storie vere, non solo di stampo cattolico ma dovunque umanità e solidarietà si affaccino”. Per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria si è ampiamente pronunciato Lorenzo Serra, direttore generale di Tv2000: “Sui ricavi pubblicitari stiamo facendo un gran lavoro: la raccolta in questi primi 9 mesi è stata il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2014 ma siamo solo agli inizi. Il nostro obiettivo è quello di essere riconosciuti per quello che siamo e vogliamo esprimere ancora di più le nostre potenzialità. Vogliamo ottimizzare il nostro bacino pubblicitario attuale senza infittire l’affollamento (oggi 7% rispetto al 15% max di legge) per dare ancora più valore al prodotto editoriale senza penalizzare quello pubblicitario. Essere riconosciuti per quello che siamo e per quello che abbiamo raggiunto è il nostro obiettivo principale e per questo abbiamo iniziato un nuovo percorso con la concessionaria di pubblicità PRS di Milano il cui AD è Federico Silvestri e con cui vogliamo fare un cammino insieme per dimostrare a tutti che conviene investire su di noi. Lo dicono i numeri, lo dice il linguaggio editoriale, la qualità delle trasmissioni”. L’obiettivo è quindi di crescere anche con la raccolta, il cui valore assoluto non è stato dato, ma non dovrebbe superare i 2,5 mln di euro: è sicuramente questa la strada da battere per valorizzare gli ascolti, considerato il rapporto piuttosto basso fra pubblicità e share rispetto alla media, e per dipendere sempre meno finanziamenti della Cei, che comunque continua a sostenere l’emittente. Lo scorso anno, infatti, Rete Blu, la società che comprende Tv2000 e la radio Inblu, ha subito perdite pari a 29,3 mln, sebbene in calo rispetto ai 31 mln del 2013, grazie anche ai costi di produzione in diminuzione. Come confermato da Serra, il rapporto di Tv2000 si riallaccia con Prs Mediagroup, concessionaria di pubblicità presieduta da Alfredo Bernardini de Pace e guidata dall’AD Federico Silvestri. Dopo l’ex Sipra (oggi Rai Pubblicità), nel 2013 la tv della Cei affidò la raccolta pubblicitaria proprio alla Prs, fino al gennaio 2014, quando fu Publishare a subentrare. Infine il nuovo switch lo scorso ottobre. “Vogliamo accompagnare il canale in una nuova fase e in nuovo posizionamento: nostro compito è di presentare al mercato i molti asset di Tv2000, audience, qualità, attenzione ai valori e alla cultura, intrattenimento, per ottenere un fatturato il più possibile adeguato all’audience”, ha commentato Federico Silvestri, AD di PRS: “Abbiamo appena iniziato una cavalcata che spero sarà entusiasmante per posizionare Tv2000 alla pari degli altri canali del digitale terrestre. L’offerta, oltre alla tabellare, comprenderà formati speciali, product placement e branded content per la valorizzazione totale dei brand e degli investitori”. Anche per quanto riguarda Mtv, sembra decisa la volontà tesa in maniera inequivocabile al virtuosismo generalista: il canale al tasto 8 del dtt, che a giugno era ancora di Viacom, trasmetteva contenuti per giovani, serie, intrattenimento, il solito cliché senza vincitori né vinti. Mtv aveva chiuso il mese con una media dello 0,9% sulle 24 ore e dell’1,01% in prime time. In luglio, poi, ecco il passaggio di consegne, con l’entrata di Mtv8 nella grande famiglia Sky. In settembre, primo vero mese di palinsesto a cura del gruppo Murdoch, la media registrata è stata dello 0,87% nelle 24 ore e dello 0,95% in prime time. In ottobre, poi, si assiste al palesato sciorinare di serie di contenuti esclusivi in free che seguono il tipico modello generalista: le gare di MotoGp (condivise con Cielo), le selezioni di X-Factor (anch’esse condivise con Cielo), i Mondiali di rugby, le partite di calcio di Europa League e una settimana intera di programmi dedicati agli European Music Awards, culminati con la diretta dal Forum di Assago (Milano) dello scorso 25 ottobre. I risultati non hanno tardato a farsi sentire: le medie di ascolto di Mtv canale 8 in ottobre sono state dello 0,9% nelle 24 ore e dello 0,97% in prima serata, ma se rapportati a quel 1% di share a giugno non si nota quella grande differenza che possa giustificare l’elevato dispiego di energia (e denaro) alla base di diritti di esclusiva. I dati di ottobre mostrano come sia ancora difficile per Mtv8 giocare la partita generalista, accantonare definitivamente l’immagine giovanile pluridecennale di teen entertainment. I manager di Sky sono comunque ottimisti, e guardano con fiducia alle medie del bimestre settembre-ottobre di Mtv (0,86% di share sulle 24 ore, 1% prime time), in netto miglioramento rispetto all’analogo periodo 2014 (dove erano, rispettivamente, 0,61 e 0,64%). C’è da dire che Mtv 8 non ha ancora un palinsesto ben definitivo, e l’assestamento definitivo potrebbe proprio conseguire gli obiettivi anelati. Dipenderà tutto dalle strategie Sky. Deejay Tv (canale 9 del dtt),invece, rilevata a gennaio da Discovery Italia, ha chiuso il mese di ottobre con lo 0,9% nelle 24 ore (come in settembre) e lo 0,95% in prima serata, niente male se si considera che, prima dell’acquisizione, la rete viaggiava intorno a medie dello 0,2% di share: ciò che colpisce è notare come Deejay Tv stia ottenendo medie di ascolto analoghe a quelle di Mtv8, senza particolari esclusive, con qualche buon film e il discreto successo di programmi come Vite al Limite in seconda serata. In novembre sono previsti alcuni punti forti in palinsesto, come la serie TUT, ma si tratta comunque di piccole modifiche che non sconvolgeranno in maniera esagerata gli assetti della tv generalista. (S.F. per NL)
02/11/2015 12:12
 
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