Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Editoria. Edicole digitali online per arginare Google e non lasciare tutti i ricavi a Apple
Se la tecnologia fa passi da gigante bisogna adeguarsi, onde evitare di rimanere invisibili al mercato o, peggio ancora, essere schiacciati sotto uno dei suoi passi.
Lo hanno capito i vicini editori regionali francesi che avrebbero trovato un sistema per arginare lo strapotere di Google nel settore, nonchè la fame di Apple (non di mele, ma di notizie) che chiede dazio a chiunque appaia sui propri dispositivi. Insomma, per evitare che i propri contenuti siano cliccabili e consultabili prima da G News che dal proprio periodico, e per fare in modo che Apple non possa tenere per sé la maggior parte dei ricavi nella veicolazione di notizie sul proprio tablet pc (iPad), la Syndicat de la presse quotidienne régionale (Spqr) ha progettato un’edicola virtuale allo scopo di mantenere il controllo sul proprio materiale. L’applicazione sarà scaricabile gratuitamente (come spesso accade per questo genere di sistemi), ma la lettura dei 31 giornali aderenti al progetto rimarrà a pagamento con un prezzo imposto da Apple che, sempre secondo la casa di Cupertino, doveva essere obbligatoriamente più basso di quello di mercato (è sbalorditivo sapere che Apple si impone anche in decisioni che dovrebbero spettare agli editori, proprio perché da sempre di competenza di questi ultimi). Pertanto i cugini d’Oltralpe possono ora acquistare, dall’edicola digitale, i 31 quotidiani per 79 centesimi di euro, 30% dei quali li incassa Apple per la veicolazione. Giusto o sbagliato che sia, questo sembra essere uno dei pochi sistemi rimasti per non perdere del tutto il proprio giornale, il proprio pubblico di lettori e l’esclusiva sulle proprie notizie. Senza contare che non saranno solo i giornali locali e regionali a dover cedere al successo di iPad, ma molto più presto di quanto si possa immaginare anche la Syndicat de la presse quotidienne nationale potrebbe trovarsi costretta a riunire tutte le testate nazionali transalpine e fare lo stesso. (M.M. per NL)
24/09/2010 07:03
 
NOTIZIE CORRELATE
YouTube si è lanciata nel mondo dello streaming tv a pagamento (SVOD) e sembra intenzionata a fare le scarpe alle concorrenti, Netflix e Direct tv su tutte.
Google non usa mezzi termini, soprattutto quando si tratta di tutelare la sua immagine dall’essere associati con le bufale online e, proprio per questo è arrivata, recentemente, la prima batosta al mondo delle fake news made in Italy; la compagnia di Mountain View, infatti, ha recentemente privato il noto blog complottista Byoblu, a cura di Claudio Messora, della possibilità di monetizzare i suoi contenuti con i banner di AdSense.
La pubblicità digitale è quasi totalmente in mano a Google e Facebook che costituiscono una sorta di duopolio in questo fiorente settore.
Attraverso un post sul blog aziendale firmato da Kent Walker, vice presidente di Google, l’azienda di Mountain View risponde alla Commissione UE: per loro non c’è alcun abuso di posizione dominante.
Dopo Google, anche Apple lancia la sua idea per innovare il piccolo schermo: si chiama "Tv", un’applicazione che, come il set top box di Mountain View, mira a creare, come dice il ceo Tim Cook (foto), “un unico posto in cui accedere a tutti i vostri show tv e ai film”.