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Editoria. Grillo: “I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false”

Recentemente è scoppiata una nuova polemica che coinvolge la stampa italiana e il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, scaturita da un post sul suo blog nel quale il comico suggerisce l’istituzione di una giuria popolare “che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media”.
Tutto è nato da un’idea del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella che, in merito alla problematica delle fake news che infestano il web, ha proposto l’istituzione di enti terzi che si occupino esclusivamente di individuare notizie false; sul suo blog, Beppe Grillo ha etichettato la proposta come istituzione di un “nuovo tribunale dell'inquisizione”, sostenendo che “i giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”. Da qui, la proposta di istituire questa sorta di giuria popolare per valutare il lavoro dei professionisti del settore; alle affermazioni di Grillo hanno risposto in molti: ad esempio Enrico Mentana che, prendendosi uno spazio durante il suo tg su La7, ha fatto sapere che sporgerà denuncia contro il leader pentastellato per diffamazione, avendo il suo post sottinteso che gli organi di stampa italiani ritocchino la verità per favorire il potere. Al di là dell’ennesima follia diffamatoria targata Cinque Stelle, non bisogna dimenticare come, la proposta di Pitruzzella, suoni effettivamente un po’ troppo simile ad un ufficio per la censura, cosa decisamente non auspicabile. L’intervento più razionale appare quello che proviene dall’Ordine nazionale, il quale ricorda l’esistenza di “un ordinamento che tutela chi si ritiene danneggiato dagli organi di informazione” oltre alla sua autorità in materia di sanzioni verso i suoi iscritti che non ne rispettano le regole e invita, inoltre, a preoccuparsi, sul tema, della “nuova legge sulla diffamazione” che abrogherebbe il carcere per i giornalisti e porrebbe “un freno alle cosiddette querele temerarie”, se non giacesse in quarta lettura al Senato dal lontano giugno 2015. A questo si potrebbe aggiungere che, in paesi che di giornalismo se ne intendono più di noi (come quelli anglosassoni), da tempo le redazioni assumono i cosiddetti fact checker, specializzati proprio nel verificare le informazioni a disposizione della redazione, segno che se controllo sui contenuti pubblicati dai media deve esserci, non deve certo essere affidato a soggetti terzi che avrebbero per le mani un potere di censura eccessivo. Una piccola nota, per restare in tema disinformazione: nello stesso giorno in cui il post incriminato faceva la comparsa sul blog di Beppe Grillo, un altro testo veniva pubblicato sulla medesima piattaforma, che evidenziava come un articolo di Politico.eu, il noto giornale online, sostenesse che “nel 2017 Beppe Grillo sarà uno dei personaggi più influenti d’Europa” insieme ad altri 11; un modo singolare per riassumere un articolo titolato “12 people who will (likely) ruin 2017”. (E.V. per NL)

04/01/2017 10:15
 
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