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Editoria, i dati ADS su diffusione e vendite. Quotidiani sempre in affanno
A tirare le somme del primo anno completo di misurazione delle copie digitali, appaiono chiari i segnali di difficoltà dei quotidiani in Italia.
Guardando infatti alla rilevazione mensile Ads sulla diffusione dei quotidiani a gennaio 2014, il totale riferito alle 64 realtà editoriali italiane oggetto dello screening si è attestato a quota 4,4 milioni. Un anno prima le copie, considerate nell'insieme carta e digitale, erano state di poco superiori ai 4,65 milioni. Insomma, un taglio del 5% che neanche la crescita esponenziale delle sole copie digitali – balzate in un anno dalle 229.625 di gennaio 2013 a 468.556 – ha potuto evitare.Certo, all'interno di un panel così ci sono realtà eterogenee, dall'andamento profondamente differente. Ma il -5% complessivo non è un segnale tale da far sorridere anche se da più parti arrivano indicazioni che spingono a vedere anche la parte piena del bicchiere. Un invito in tal senso è arrivato di recente dalla ricerca Gfk Eurisko presentata in tandem da Rcs Pubblicità e Manzoni (gruppo L'Espresso). Dall'indagine condotta su un panel di 12mila persone è emerso – un dato su tutti – che il tempo dedicato alla lettura del quotidiano negli ultimi 5 anni è aumentato del 29% considerando il sistema carta più digitale. Eccoci al punto, riconosciuto a stragrande maggioranza (se non all'unanimità) come l'elemento chiave: l'importanza delle copie digitali che si pongono sempre di più come asset strategico. Lo sono senz'altro se si guarda ai numeri della diffusione di smartphone e tablet: considerando nel computo anche le vendite di Pc, nel terzo trimestre 2013 secondo Idc (International Data Corporation) c'è stato in Italia un volume combinato di consegne superiore a 5,5 milioni di unità (+22,3% su base annua). In questa analisi non va poi trascurata l'incidenza di un crollo del mercato pubblicitario che nel 2013 ha assunto contorni molto preoccupanti. L'anno scorso infatti, stando ai dati Fcp, gli investimenti pubblicitari sono scesi per i quotidiani del 19,4%, facendo mancare all'appello ben 200 milioni. Una flessione che rappresenta solo la parte terminale di un piano inclinato lungo e puntellato (si legga il Sole 24 Ore del 6 marzo) anche da fenomeni per certi versi estremi, come ad esempio il -50% di investimenti riservati dai 10 top spender del mercato pubblicitario italiano ai quotidiani pay nel solo 2013 rispetto al 2012. Insomma disinvestimenti forti contro i quali la crescita delle copie digitali non può al momento competere. Non lo può fare innanzitutto per i numeri: comunque si parla di meno di 469mila copie complessive. E far rimbalzare i ricavi richiede ben altre cifre visto che gli editori stessi hanno stabilito che per essere certificate le copie digitali possono essere vendute con un prezzo non inferiore al 30% di quello medio di copertina, se si tratta di copie digitali singole o multiple (quelle vendute ai grandi clienti) o del 50% se vendute in abbinata carta-digitale). Detto questo, è vero che i tre gruppi battistrada (Gruppo 24 Ore, Rcs e Gruppo L'Espresso) ci stanno scommettendo. I risultati su questo fronte stanno dando sicuramente ragione al Sole 24 Ore che con 158.282 copie digitali vendute in media ogni giorno conferma il suo primato nel digital. Un primo posto consolidato nel mese di gennaio, aggiungendo anche qualche margine di distacco rispetto a Corriere della Sera e Repubblica. Il quotidiano del Gruppo 24 Ore infatti ha chiuso il mese di gennaio aumentando le copie «2.0» del 6,2% rispetto al mese di dicembre. Dall'altra parte il Corriere della Sera ha perso l'1,5% (attestandosi a 97.631 copie digitali complessive) e Repubblica è scesa del 6% (57.903). Nel complesso è comunque innegabile che nell'arco degli ultimi dodici mesi i tre gruppi abbiano pigiato l'acceleratore sulle copie digitali, con crescite che vanno dal +33,3% fra gennaio 2014 e gennaio 2013 del quotidiano del Gruppo L'Espresso, al +107,7% del Corriere della Sera al +238,4% del Sole 24 Ore. A consuntivo, il combinato disposto delle copie cartacee più digitali pone il Sole 24 Ore al terzo posto in Italia (con 355.049 copie) a 14mila copie di distacco da Repubblica e a fronte delle 460.453 copie del Corriere della Sera che si conferma il primo quotidiano italiano per diffusione. Rispetto a gennaio 2013 però, le copie complessive carta più digitale del Sole 24 Ore sono cresciute del 26,1%, in controtendenza rispetto al -5% del dato medio e al -8,5% di Repubblica e a fronte della sostanziale stabilità (+0,7%) del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli. Anche per quasi tutti gli altri giornali nella "top ten" il dato è risultato in calo: -5,3% la Gazzetta dello Sport; -6,7% La Stampa; -14,4% Il Messaggero; -12,7% Il Corriere dello Sport; -3,4% Il Resto del Carlino; -14,7% Il Giornale. Sale invece Avvenire (+4,6%). Mettendo invece a confronto i dati di gennaio 2014 e dicembre 2013 invece la crescita del Sole 24 Ore (+3,3%) si affianca al -4,1% della Repubblica e al +0,6% del Corriere della Sera. Buone poi le crescite del Messaggero (+2,7%) e soprattutto del Corriere dello Sport (+8,6%). Tornando al Sole 24 Ore, il mese di gennaio si è rivelato infine positivo anche nelle sole copie cartacee con la "Totale pagata" salita rispetto a dicembre dello 0,5% (+0,9% il Corriere della Sera e -3,9% per La Repubblica). (fonte Il Sole 24 Ore)
10/03/2014 06:04
 
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