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Editoria. Librerie di quartiere vs librerie di catena, statistiche e previsioni per il futuro

I dati riguardanti i primi mesi del 2017 mostrano, perlomeno in Italia, la crescita di un peculiare meccanismo che vede le grandi catene editoriali prevalere nettamente su quelle che sono le “piccole realtà”; un fenomeno lento ma costante ed in continua crescita.
Non si tratta, tuttavia, soltanto di una lotta interna tra “micro e macro librerie” per detenere il potere di vendita del libro cartaceo: come competitor attivi nel 2017 troviamo anche Amazon, la nuova era dell’e-book e l’e-commerce generico che producono effetti collaterali ed incisivi sulle vendite nel campo dell’editoria che non è più possibile trascurare. “È vero - spiega Alberto Galla, presidente dell’Associazione Librai Italiani  - numerose librerie indipendenti hanno chiuso ed in gran parte in tempi recentissimi, ma bisogna considerare che altre sono state aperte, anche se non in egual misura. Certo, il bilancio tra librerie “nate” e librerie “morte” è indubbiamente negativo”. Per Galla, comunque, il calcolo delle librerie andrebbe però elaborato con parametri diversi. Con la crescita del franchising, si fa avanti un concetto differente e che vede i proprietari di realtà indipendenti affiliarsi sotto una formula imprenditoriale diversa dove il punto vendita si riconosce sotto un’insegna ben definita. “Ciò significa che queste librerie - sottolinea Galla - nella rilevazione statistica, vengono annoverate tra le librerie di catena. Noi librai pensiamo invece che chi sceglie il franchising resta a tutti gli effetti, un imprenditore autonomo. Certamente, non possiamo non ammettere che le repentine chiusure di librerie di quartiere non si palesi un fenomeno ricorrente; ma è altrettanto vero che nel 2017 è in atto un vero e proprio cambiamento del derma del nostro universo, dove i privati scelgono la certezza di un “brand name” di spicco per ottenere sicurezza e affiliazione da parte del pubblico cliente, ma c’è di più…". La libreria nelle sue diverse realtà, si assesta indubbiamente come il luogo preferito di acquisto anche in questi tempi moderni, indipendente o di catena che sia, occupa ancora i 3/4 degli acquisti pari al 72% del mercato. Il vero nemico della libreria, rivendicata come luogo fisico di compera, è (come in altri campi dopotutto) l’e-commerce che oggi pesa in questo caso specifico, per il 16,5%. La vendita degli e-book, infatti, erode lentamente lo strapotere delle librerie. La creazione e la vendita di volumi elettronici continua a crescere, ed ecco che, le librerie grandi e piccole che siano, ne subiscono le dirette conseguenze. Nel 2016, si stima che ad aver letto libri da dispositivi digitali sia stato il 10% della popolazione, nel 2015 i lettori digitali erano l’8,9% e solo il 2,9% nel 2010; numeri questi, che non è possibile ignorare, si tratta di una triplicazione delle vendite in quasi 5-6 anni. Ultimo dato, ma non certo per importanza, è quello legato al colosso delle vendite online Amazon che, in questi anni, ha raggiunto quote di mercato considerevoli ma che non è possibile avere con precisione, a causa del fatto che l’azienda non divulga dati in suo possesso. Se si calcola però il semplice valore di mercato del libro fisico, si evince come per Amazon Italia, soltanto nel 2016, il fatturato complessivo arriva circa a 1,337 miliardi di euro. (E.M. per NL)
13/03/2017 14:16
 
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