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Facebook e i politici Usa: una collaborazione strategica per la regolamentazione della privacy
Mark Zuckerberg decide di “reclutare” la politica e affrontare il nuovo business delle reti sociali servendosi degli uomini di Washington.
È così che Facebook vuole nel suo team i personaggi provenienti dal governo e dalla politica Usa. Il padre del social network, infatti, oltre a creare software, ha analizzato la storia delle altre imprese del settore, rivelatasi preziosa per la ponderazione delle scelte, ora palesemente orientate alla gestione del nuovo business in stretto contatto con la politica. Si tratta di un connubio tanto particolare quanto ricco di significato, lungi dall’essere limitato ad un colore politico: la collaborazione riguarda sia il fronte repubblicano, sia democratico. Infatti, molti manager provengono dai corridoi di Washington: direttore generale Sherly Sandberg proveniente dall’amministrazione di Bill Clinton, Catherine Martin prima vicedirettore della comunicazione nella Casa Bianca di George Bush e il consigliere generale Ted Ullyot ex assistente di Antonin Scalia, pilastro dell’ala conservatrice. Una schiera di ex rileva essere la chiave strategica messa in atto da Mark Zuckerberg al fine di intraprendere la battaglia per la regolamentazione delle reti sociali soprattutto ai fini della protezione della privacy. Tale missione è divenuta ancora più audace in seguito al benestare dell’amministrazione Obama in merito alll’adozione di una legislazione a tutela della privacy online. Gestire le informazioni è il nuovo “tesoro”, in quanto permette di custodire e amministrare i dati sull’identità, le abitudini di consumo e i gusti degli utenti quali preziosi oggetti di scambio e godimento da parte di inserzionisti pubblicitari e imprese. È un escamotage sottile che cerca di “regolamentare ed ampliare” i confini della riservatezza sfruttando l’interesse e l’esperienza del mondo politico, ed evitando ex ante accuse per violazione delle norme Antitrust. Ora il social network ha messo gli occhi su Robert Gibbs, ex portavoce della Casa Bianca di Barak Obama, al quale offre un contratto milionario arricchito di stock option e azioni della società, che promettono di “scoppiare” in seguito alla quotazione. Il mandato di Gibbs sarebbe guidare la comunicazione dello sbarco in Borsa previsto per l’inizio dell’anno prossimo. Il portavoce è tra due fuochi: l’offerta allettante di Facebook e la promessa di continuare a collaborare con Obama nella campagna elettorale per la sua rielezione nel 2012. Il motore di una simile strategia “amica” della politica è figlio della nuova forma assunta dalla privacy a causa delle reti sociali, spesso strumento usato nelle campagne elettorali e quindi sempre più forzatamente “pulito” da vincoli. È qui che prende forma la lotta sulla regolamentazione: politici pro-leggi e politici contro-leggi. L’arma di Mark è il sodalizio con gli organi della rappresentanza politica per far fronte al nuovo affare. (C.S. per NL)
04/04/2011 15:18
 
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