Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Google va al risparmio con le tasse
Scoperta da un giornalista di Bloomberg la tecnica, tutta legale, di Google per pagare meno tasse. Secondo Bloomberg con quest’ultima il motore di ricerca più utilizzato al mondo avrebbe risparmiato circa 3 miliardi di dollari in 3 anni, pagando una tassazione al 2,4%.
Le tattiche antipressione fiscale utilizzate portano il nome di Double Irish e Dutch Sandwich. La strategia è semplice: i pagamenti derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari in Europa, Medio Oriente e Africa vengono inviati direttamente alla sede irlandese di Dublino. Tuttavia qui non restano in quanto l’aliquota prevista è pari al 12,5%. Quindi Google dirotta i profitti sulla Google Netherlands Holdings, società olandese priva di impiegati che invia il 98% del capitale ricevuto alle isole Bermuda, paradiso fiscale non più rientrante nella grey list redatta dell’ Ocse ( Organizsation for economics co-operation and development). Questa politica di “risparmio” sta attirando già da tempo l’attenzione della stampa suscitando obiezioni di natura etica da più fronti. In particolare ai quotidiani inglesi che hanno lamentato una scarsa correttezza nel trasferimento di capitali guadagnati nel Regno Unito ad altri paesi, il colosso di Mountain View ha risposto semplicemente sottolineando come il loro comportamento non differisca dall’operato di altre società, e inoltre contribuisca sia a livello di tassazione locale e nazionale, sia a livello di occupazione. Da ultimo è stato osservato che non solo Google ma anche Facebook e Microsoft hanno adottato strategie simili. (M.C. per NL)
25/10/2010 13:40
 
NOTIZIE CORRELATE
YouTube si è lanciata nel mondo dello streaming tv a pagamento (SVOD) e sembra intenzionata a fare le scarpe alle concorrenti, Netflix e Direct tv su tutte.
Google non usa mezzi termini, soprattutto quando si tratta di tutelare la sua immagine dall’essere associati con le bufale online e, proprio per questo è arrivata, recentemente, la prima batosta al mondo delle fake news made in Italy; la compagnia di Mountain View, infatti, ha recentemente privato il noto blog complottista Byoblu, a cura di Claudio Messora, della possibilità di monetizzare i suoi contenuti con i banner di AdSense.
La pubblicità digitale è quasi totalmente in mano a Google e Facebook che costituiscono una sorta di duopolio in questo fiorente settore.
Attraverso un post sul blog aziendale firmato da Kent Walker, vice presidente di Google, l’azienda di Mountain View risponde alla Commissione UE: per loro non c’è alcun abuso di posizione dominante.
Dopo Google, anche Apple lancia la sua idea per innovare il piccolo schermo: si chiama "Tv", un’applicazione che, come il set top box di Mountain View, mira a creare, come dice il ceo Tim Cook (foto), “un unico posto in cui accedere a tutti i vostri show tv e ai film”.