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Il D-Day di Europa 7 si avvicina. E qualcuno mormora che avverrà in DVB-T2
Non si sa se cadrà proprio il 4, come il più famoso precedente bellico di 66 anni fa, ma è certo - perché annunciato - che il battesimo di fuoco della "tv che (ancora per poco) non c'è" sarà a giugno.
E visto che si tratta di un debutto tanto atteso, tanto vale farlo alla grande, con la massima originalità e il più grande clamore, potrebbe aver pensato Francesco Di Stefano, l'editore che tanto ha tribolato per farsi spazio nell'impenetrabile etere nazionale. Dopo aver ottenuto una frequenza nazionale (VHF 8) e diversi "cerotti" per medicarne a dovere le ferite autointerferenziali, Europa 7 potrebbe sbarcare direttamente in versione pay tv extralusso attraverso un nuovo formato, il DVB-T2. Tale recente tecnologia (il primo gruppo di studio risale a soli 4 anni fa) si pone quale obiettivo quello di  offrire la miglior ricezione possibile con decodificatori fissi e portatili, utilizzando gli attuali sistemi d'antenna. In Europa diverse nazioni stanno già testando l'evoluzione del DVB-T, come la Svezia, che ha pianificato il lancio, nel corrente anno, di un mux DVB-T2 contenente due canali HD; la Finlandia che, sempre nel 2010, avrebbe in previsione l'accensione di due multiplexer e la Serbia, che dovrebbe iniziare le trasmissioni digitali direttamente in DVB-T2. A parità di frequenza e condizioni d'esercizio, il DVB-T2 garantirebbe un aumento minimo del 30% in termini di bitrate utile e, in analoga percentuale, una maggiorazione della distanza tra ripetitori in single frequency network. Disponendo di una maggior quantità di banda, col DVB-T2 si potrebbero trasmettere fino a quattro canali HDTV su un medesimo mux, cioè con una capacità nettamente superiore al DVB-T. Secondo le voci che da qualche giorno si rincorrono tra gli operatori e sui forum internet, Europa 7 potrebbe aver deciso di scommettere su tale nuova tecnologia. E per coloro che danno la cosa per certa, la prova della volontà di Di Stefano di investire in tale direzione si troverebbe nella notizia che la casa coreana di produttori di decoder Kaon Media avrebbe concluso la vendita di ricevitori DVB-T2 ad Europa 7 ("Kaon supplies its new DVB-T2 set top box to Europa 7, Italy"). Di qui a pensare che il nuovo player italiano volesse bypassare l'impensabile competizione con gli irraggiungibili competitori di spicco, puntando su un target facoltoso e sensibile all'altissima qualità audiovisiva, il passo è stato breve. Tanto che c'è già chi ipotizza che il mux di Di Stefano possa chiamarsi Europa 7 HD. Ma, ammesso e non concesso che tale notizia abbia un qualche fondamento (l'idea è affascinante, ma quanto bisognerebbe attendere per avere un numero significativo di ricevitori in circolazione che giustifichi l'investimento in infrastrutture e contenuti?), rimarrebbe da sciogliere il nodo gordiano dei contenuti. Va bene, infatti, la massima qualità tecnica come primo stimolo all'utente evoluto, ma quanti sarebbero disponibili ad investire nell'ennesimo ricevitore da collocare sotto il televisore del salotto per vedere programmi di appeal non superiore all'offerta esistente? I contenuti appetibili, infatti, costano e non sono poi in molti a poterli offrire. Ma, forse, chi li ha potrebbe anche essere interessato a fornirli in cambio di quote del vettore stesso. Comunque sia, se quella di Europa 7 in DVB-T2 è una bufala internettiana o una dirompente novità non dovremo attendere molto per scoprirlo: il 7 maggio è infatti prevista la conferenza stampa per la presentazione del progetto. (A.M. per NL) 
28/04/2010 20:25
 
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