Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Internet: Germania vuole tassare motori ricerca per visualizzazione news
Il governo tedesco ha approvato oggi un disegno di legge che impone ai motori di ricerca, come Google, il pagamento di diritti d'autore ai media tedeschi in caso di visualizzazione dei titoli delle notizie sui loro siti web.
Una scelta che la filiale tedesca di Google ha condannato parlando di un "giorno nero" per il Web, augurandosi che il disegno di legge venga respinto dal Bundestag. Fino ad oggi i siti aggregatori di notizie non sono sottoposti in Germania all'obbligo di pagare i diritti per la pubblicazione dei titoli e delle anteprime degli articoli. (Adnkronos)
 
29/08/2012 18:49
 
NOTIZIE CORRELATE
In Germania scoppia la bufera tra politica e imprenditori del settore pubblicitario: per quanto i numeri siano ottimi, se si pensa che nel 2016 vennero investiti fino a 45 miliardi di euro in pubblicità, guardati con maggiore attenzione, i risultati pervenuti dalle analisi dello scorso anno, secondo Andreas Schubert, presidente della Zentralverband der deutschen Werbewirtschaft (Zaw, cioè l’associazione centrale dell’economia pubblicitaria tedesca), essi potrebbero essere ancora più prominenti e a favore di un’economia in crescita, ma ad oggi non è ancora così.
YouTube si è lanciata nel mondo dello streaming tv a pagamento (SVOD) e sembra intenzionata a fare le scarpe alle concorrenti, Netflix e Direct tv su tutte.
Google non usa mezzi termini, soprattutto quando si tratta di tutelare la sua immagine dall’essere associati con le bufale online e, proprio per questo è arrivata, recentemente, la prima batosta al mondo delle fake news made in Italy; la compagnia di Mountain View, infatti, ha recentemente privato il noto blog complottista Byoblu, a cura di Claudio Messora, della possibilità di monetizzare i suoi contenuti con i banner di AdSense.
La pubblicità digitale è quasi totalmente in mano a Google e Facebook che costituiscono una sorta di duopolio in questo fiorente settore.
Forte critica di Roger Köppel, proprietario del settimanale svizzero “Die Weltwoche”, rivolta al settimanale “Der Spiegel”, accusato di aver cercato di influenzare l’opinione pubblica a favore di Hillary Clinton nella corsa alla casa bianca.