Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Libri. Responsabilità per danni da cose in custodia, ex art. 2051

Attenzione: per visualizzare la notizia è necessario abbonarsi al S.I.T. di Consultmedia.

Per informazioni sulle modalità di abbonamento clicca qui.

04/02/2015 09:26
 
NOTIZIE CORRELATE
Scritto da Francesco Saverio Del Buono, avvocato del Foro di Bari e presidente dell’associazione Unione tutela degli inquilini, il manuale intende costituire un pratico sostegno per i professionisti del settore delle locazioni ad uso abitativo: avvocati, commercialisti o agenti immobiliari, fornendo loro un immediato quadro normativo in materia di locazione.
Definito dal New York Times “un incontro straordinario”, scritto a quattro mani dalla scrittrice indiana Arundhati Roy e dal noto attore John Cusack (attore nelle note pellicole “Serendipity” e “1408”, per citarne alcune), il testo in titolo è il frutto di un’idea particolare.
Opera diretta da Ferruccio Auletta, con i contributi di Raffaele Cantone, Francesco Capalbo, Giuseppe Guizzi, Alberto Massera, Federico Riganti, Alberto Rigoni, Elisa Scaroina, Margherita Smarra e Giovanni Strampelli; esperti di scienze economiche, aziendali e contabili (oltre che giuristi) di diversa estrazione disciplinare (e istituzionale).
Scritto a sei mani da Alberto Gambino, noto giurista italiano, Mirzia Bianca e Raffaella Messinetti, entrambe professori di Diritto Privato presso l’Università “La Sapienza” di Roma, questo testo affronta il delicato tema del bilanciamento della libertà di manifestazione del pensiero con i principali diritti fondamentali, tema ancor più pregnante con l’arrivo della tecnica e dei social networks che apre al giurista nuovi scenari e vari interrogativi.
Sempre più diffuso, il fenomeno collettivo delle trasmissioni televisive che vanno a scandagliare tragiche vicende di cronaca crea un divario sempre più evidente tra l'accertamento dei fatti all'interno del processo e quello effettuato nella rappresentazione mediatica, dove i dati scientifici sono filtrati dalla lente deformata dei mass media e presentati come prove indubitabili, creando nelle menti degli spettatori l'emozionante illusione di poter basare su dati certi la responsabilità degli imputati.