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Marchi. Coi social network ed i forum si possono costruire o distruggere
Secondo un’attenta riflessione della giornalista Valentina Giannella, pubblicata ieri per ItaliaOggi, internet e i social network possono essere “i migliori alleati o i peggiori nemici di un marchio”.
Il 70% degli italiani naviga sul web mentre guarda la televisione almeno una volta alla settimana e, nel 50% dei casi, utilizza internet per cercare informazioni sul brand o sul marchio appena visto in tv, con il dichiarato intento di ottenere informazioni che possano definire la reputazione di un prodotto o di un’azienda. Abbinando la dichiarazione della giornalista al dato statistico, risulta più chiaro il ruolo che internet (i social network in particolare) riveste nel mondo del marketing, come “livellatore” di reputazione, capace di aumentare l’interesse del potenziale acquirente o di cancellarlo definitivamente. Secondo la citata riflessione, per garantire la nomea del marchio è necessario, prima di tutto, monitorare le discussioni, i forum e le conversazioni condivise in spazi pubblici online, stimolando l’intervento di influenzatori e testimonial e, conseguentemente, tornando a promuovere il dialogo nei social media. Per fare ciò è però necessario non solo avere uno o più canali riservati all’interno dei social network più popolari, ma risulta indispensabile che il proprio quartier generale sul web (ovvero, il proprio sito) offra al pubblico un’immagine e un’architettura tali da attirare l’utente invitandolo a consultare, anche frequentemente, il proprio spazio. In sostanza, il proprio portale dovrebbe essere graficamente accattivante (aspetto che, nella maggior parte dei casi, andrebbe tradotto con "essenziale e ordinato"), ricco di contenuti interessanti (dettaglio che non riguarda solo chi, come il periodico, è obbligato ad aggiornarsi quotidianamente, ma anche chi possiede un sito statico e deve costantemente trovare un modo per rendere più frequenti le visite dei propri utenti) e, se possibile, dotato di uno spazio per il confronto con lettori, utenti e, quindi, potenziali clienti. Una volta che tutto ciò è garantito il marchio rimane in una dimensione più protetta, che rassicura e fidelizza il pubblico tanto da consentire il passo successivo: l’ingresso, comunque da monitorare costantemente, nei social network. Solo così sarà possibile, come recita ancora il contributo di ItaliaOggi, “coinvolgere fan e clienti nell’esperienza del brand”, offrendo un’immagine garantita e valida di se stessi. Del resto, come suggerito da un altro contributo pubblicato su IlSole24Ore.com, “oltre il 70% delle aziende italiane ha investito nella comunicazione multicanale e interattiva (Tv, Web, mobile) per far parlare di sé e per farsi conoscere a nuovi target di riferimento; una percentuale leggermente inferiore ha invece investito con l'obiettivo di migliorare i risultati di business e rendere più efficienti determinati processi”. Qualunque sia il caso, chi ancora non l’avesse fatto si dia una mossa, siamo nel 2010 del resto. Internet non fa sconti a nessuno e le realtà dove il sito web appare un luogo vecchio e dimenticato sono davvero troppe e, molto spesso, denigrano il lavoro svolto da importanti aziende con anni di investimenti. Alcuni esempi? Meglio non infierire. (Marco Menoncello per NL)
12/02/2010 11:25
 
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