Home
HomeRedazioneNewsletterArchivio NewsletterS.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiNotizie più lette
Mentre gli Ispettorati del MSE-Com sono abbandonati al loro destino, evolvono i Co.re.Com.
Viva i CoReCom, abbasso gli Ispettorati del MSE-Com. Questa sembra essere la sintesi non scritta del nuovo accordo siglato dalle Regioni con l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. E mentre agli I.T. non viene assegnato da tempo un ghello, per i CoReCom è previsto addirittura il raddoppiamento dello stanziamento, fino a 3 milioni di euro. L'accordo, illustrato da Agcom, delinea i contorni dei "nuovi e significativi poteri, con l'obiettivo di accrescere le garanzie e l'esercizio dei diritti degli operatori e degli utenti a livello locale, avvicinando al cittadino i centri decisionali e la possibilita' di accedere direttamente a una serie di servizi". Spetteranno quindi ai CoReCom competenze decentrate come la vigilanza in materia di esercizio dell'attivita' radiotelevisiva locale, attraverso il monitoraggio delle trasmissioni dell'emittenza locale; la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (ROC); la decisione sulle controversie tra operatori e utenti in materia di comunicazioni elettroniche. Il presidente dell'Autorita' per le Tlc Corrado Calabro' ha tenuto a precisare in occasione della presentazione dell'accordo che l'attivita' dei Corecom "ha contribuito sensibilmente a deflazionare l'azione giudiziaria", con 30mila tentativi di conciliazione nel 2007 e 80mila l'anno successivo. Per Calabrò "Rafforzare i Corecom significa avvicinare al cittadino i centri decisionali, accrescere la possibilita' di accesso a una serie di servizi' realizzando in sostanza 'il principio di sussidiarieta' previsto dalla nostra Carta Costituzionale e dal Trattato europeo". Con buona pace di coloro che pensavano ad un ripristino della funzionalità degli organi periferici del MSE-Com. Ma del resto, se di loro non si cura nemmeno il loro capo, cioè il sottogretario del MSE-Com Paolo Romani, perché se ne dovrebbe interessare Calabrò?
20/03/2009 10:19
 
NOTIZIE CORRELATE
La commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato ha dato il parere positivo allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue su Tv e internet.
Apprezzamento alle dichiarazioni rese dal Presidente dell'Autorità Corrado Calabrò sul controverso Decreto Romani.
Estratto da una circolare della struttura di competenze a più livelli Consultmedia (collegata a questo periodico)
Romani è cosciente di camminare sulla uova con il decreto di recepimento della direttiva 2007/65/CE sui media, ma allo stesso tempo è deciso a non cedere facilmente.
Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani ha detto che la maggioranza si muoverà in Parlamento, dopo le prossime elezioni regionali, per modificare la legge sulla par condicio definita "liberticida e illiberale".