Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Milleproroghe, Stampa diocesi: “Ripristinare i fondi”. Vincenzo Vita (Pd): “Rimborsi all'emittenza locale per i costi di abbonamento alle agenzie”

Attenzione: per visualizzare la notizia è necessario abbonarsi al S.I.T. di Consultmedia.

Per informazioni sulle modalità di abbonamento clicca qui.

01/02/2011 18:26
 
NOTIZIE CORRELATE
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi in data odierna, 24/03/2017, ha approvato, in esame preliminare, il nuovo Regolamento ai sensi della Legge 28/12/2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) per la disciplina relativa ai contributi pubblici a sostegno delle emittenti televisive e radiofoniche locali.
Il lento convoglio delle misure di sostegno alle emittenti TV locali per il 2015 ha superato un’altra stazione. Lo fa sapere a questo periodico Confindustria Radio Televisioni, spiegandoci che “l’INPGI ha comunicato di aver inviato al Mise venerdì u.s. una prima tranche delle certificazioni di regolarità contributiva relative ai giornalisti in forza alle aziende. L’ente ha informato che una ulteriore tranche sarà trasmessa al Mise presumibilmente nella settimana corrente”.
I ritardi nell’erogazione delle misure di sostegno per le TV locali si accumulano come quelli di convogli nell’eventualità di un guasto ferroviario.
A riguardo dei gravissimi ritardi accumulati nell'erogazione dei contributi alle tv locali degli anni passati e sull'adozione del nuovo regolamento, Confindustria RTV ha fatto pervenire a Newslinet.it la lettera del Presidente dell’Associazione TV Locali Maurizio Giunco e delle OO.SS.LL SLC- CGIL, FISTEL –CISL, UILCOM/UIL al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che di seguito integralmente pubblichiamo.
La situazione di crisi dell’emittenza televisiva locale, già grave per l’aumento dei costi di gestione conseguenti alla “ingiusta e discutibile” revoca dei diritti d’uso delle frequenze che il MISE ha operato in tutta Italia e che ha raggiunto il suo apice sulle regioni della fascia adriatica, con in testa la Puglia (in cui ha revocato 12 frequenze su 18), ora è ulteriormente aggravata per il ritardo dei pagamenti dei contributi relativi al bando 2015 (e siamo già a marzo 2017) e per la mancata emanazione dei bandi relativi agli anni 2016 e 2017.