Provvidenze editoria: ecco come si mangiano la torta
"I contributi a radio e tv erogati nel 2008 parlano chiaro: su un totale di circa 30 mln di euro, il 54,24% sono andati a sei emittenti espressioni di partiti politici; il restante 45,76% è andato a circa 1.200 emittenti tra radio e tv locali".
Lo denuncia oggi la Federazione Radio Televisioni, uno degli enti esponenziali che più si sta dando da fare in questi giorni per protestare contro la decisione del governo di cancellare le provvidenze editoriali delle radio e tv locali, disposta, con un vero e proprio blitz, in occasione della conversione in legge del Decreto Legge cd. Milleproroghe. "Banalmente - continua la FRT - si potrebbe, semplificando il concetto per meglio comprendere le reali proporzioni, sintetizzare così: a 8 emittenti (di partito) vanno mediamente circa 2 milioni di euro cadauno, mentre alle “restanti” 1.200 emittenti vanno circa 12 mila euro a testa. Qualora poi si consideri, e si mettano a confronto: il volume di fatturato, il numero di occupati, il livello di ascolti, i servizi di informazione resi ai cittadini (migliaia di notiziari locali mandati in onda ogni giorno da radio e tv locali) si comprende il sentimento di incredulità e sdegno da parte degli editori radiotelevisivi. Se questi sono provvedimenti equi e non discriminatori…".
01/03/2010 22:23
Il Presidente dell'Associazione Tv Locali della Federazione Radio Televisioni (FRT), Maurizio Giunco, intervenendo alla riunione della Task Force tenutasi questa mattina presso il Ministero dello sviluppo economico si è espresso a riguardo della controversa questione della destinazione dei canali.
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"Con precedenti sentenze nn. 6814 e 6901/2011, il Tar Lazio aveva accolto ricorsi proposti da formazioni di emittenti locali avverso il provvedimento dell'Agcom di assegnazione della numerazione automatica dei canali per la televisione digitale terrestre poiché tale assegnazione, tra l'altro, non teneva in debito conto delle abitudini di ascolto dei telespettatori, imposte come criterio dall’art. 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n.44 e recepito dalla delibera Agcom n. 366/10/Cons".
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"Ci sorprende leggere sul "Fatto" che, mentre da una parte si sostengono i referendum sull’acqua e i beni comuni, nella tua rubrica si metta in discussione e si svilisca il servizio pubblico offerto dalla Rai con Gr Parlamento, definendolo “una sfida risultata modesta, e perdente”, e ancora una iniziativa della Rai “costosa e partitica”.
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E’ partita l’indagine Radio Monitor condotta da GFK Eurisko alla quale hanno aderito oltre 250 emittenti locali (più o meno lo stesso numero di Audiradio) e 13 emittenti nazionali, che insieme rappresentano certamente una percentuale molto consistente dell’ascolto radiofonico, vicina all’80% secondo i dati dell’ultima Audiradio.
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"La decisione di emendare il Codice delle comunicazioni, introducendo il divieto di trasferimento e di affitto delle frequenze originariamente ottenute a titolo gratuito, non tiene assolutamente in considerazione della precipua realtà italiana".
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