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Radio, ascolti. Eurisko: cresce l'ascolto in streaming e (sorpresa?) tramite tv

Un elemento purtroppo scarsamente portato alla luce in sede di disamina dei dati sull'ascolto radiofonico in Italia, come misurato da Eurisko attraverso l'indagine Radio Monitor, è quello della suddivisione per device (cioè i diversi strumenti per la ricezione del contenuto).
A fronte di un totale degli ascoltatori radio di 35.611.000 unità (dati 1° semestre 2016), 962.000 utenti (cioè quasi 1 milione) ascoltano i contenuti radiofonici tramite PC/tablet (streaming), 1.933.000 (cioè quasi 2 milioni) con cellulare/smartphone (in questo caso streaming e FM), 12.500.000 con l'apparecchio fisso (radio tradizionale FM e DAB+), 24.734.000 con l'autoradio (FM e DAB+) e 2.396.000 tramite tv (DTT, sat, smart tv). Da ciò si desume che quelli che ascoltano la radio in automobile sono il doppio di quelli che ne fruiscono con classico ricevitore da tavolo. Complessivamente lo streaming potrebbe arrivare a pesare per quasi l'8% (2.895.000 utenti, cioè un dato molto povero, pari a quasi un terzo della media europea) dell'ascolto complessivo (l'incognita è determinata dall'impossibilità di distinguere coloro che ascoltano la radio in FM attraverso il cellulare/smartphone da quelli che lo fanno in streaming con tali device), mentre la tv (DTT/sat/smart tv) incide per il 6,5%. Quindi la piattaforma digitale (con la precisazione che in questo modello di rilevazione il DAB+ non è distinguibile dalla FM) potrebbe rappresentare quasi il 15% (anche in questo caso un dato di molto inferiore a quello europeo - che supera abbondantemente il 35% - ma pur sempre in crescita). Non stupisce per contro la ripartizione dei device per fasce 'di età: a fruire della radio tramite PC/tablet/smartphone sono soprattutto i ragazzi tra i 14 e 17 anni con una incidenza del 20% (su 1.823.000 utenti, 376,000 ascoltano con gli apparati predetti), mentre in questa fascia ben il 16% (291.000) ascolta la radio attraverso la televisione. Tra i 18 e 24 anni (3.225.000) la percentuale scende a poco meno del 14% (la radio è ascoltata attraverso l'apparato tv dal 13%), per poi ridursi nel range tra 25 e 34 anni a poco oltre l'11% (su 5.255.000, sono 592.000 quelli che snobbano apprecchio tradizionale e autoradio e di questi l'8% ascolta la radio con la tv). Nelle fasce di maggior fruizione del medium, cioè tra i 35 e 44 anni (7.064.000) e tra i 45 e i 54 anni (7.121.000), le percentuali si assestano rispettivamente intorno all'8% e (solo il 5% fruisce tramite la tv) al 7% (anche in questo caso il ricevitore tv è piattaforma utilizzata dal 5%). In definitiva, se è quindi chiara la tendenza all'invecchiamento della platea dei fruitori della radio e della crescita dell'ascolto attraverso il web (per il  quale una crescita esponenziale è prevista con l'imminente avvento delle auto interconnesse e delle tariffe flat per la fruizione in mobilità di contenuti audio), potrebbe essere per molti una sorpresa il peso della tv quale vettore dei contenuti radiofonici soprattutto per i più giovani. (M.L. per NL)
08/09/2016 09:12
 
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