Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Radio, bene la nazionale anche a gennaio-marzo: +4,2%. Riprende anche la locale, ma con la crossmedialità ed il barter trading
 
La radio conferma il trend di crescita emerso già dalla fine dell'anno scorso: tra gennaio e marzo 2014 la raccolta è aumentata del 4,2% rispetto all'anno prima.
Lo rende noto l’Osservatorio Fcp-Assoradio, che ha raccolto ed elaborato i dati relativi al fatturato della pubblicità nazionale nel periodo gennaio-marzo 2014. Tale dato corrisponde ad un volume totale di 27.563.000 euro. “Il dato positivo del mese di Marzo conferma le nostre previsioni e conclude un primo trimestre molto incoraggiante per l’intero comparto”, ha dichiarato Paolo Salvaderi, presidente di Fcp-Assoradio, che ha aggiunto: “Il crescente interesse nei confronti delle potenzialità della Radio, anche da parte di clienti e settori tradizionalmente meno presenti sul mezzo, è un ottimo segnale in vista dei prossimi mesi che rappresentano un periodo di alta stagionalità per il mercato in generale e per la Radio in particolare”. Anche sul fronte locale il mercato si sta svegliando, sulla scia di una (ancorché moderata) maggior fiducia dei consumatori. Nel merito di quest'ultimo comparto, va anche registrata una tendenza a percorrere soluzioni più articolate per la fidelizzazione o l'ampliamento della clientela, come la crossmedialità (positivamente sperimentata su scala nazionale) e il barter trading (il circuito di scambio dei prodotti acquisiti in cambio merce e rimessi sul mercato attraverso un circolo virtuoso). Positivi riscontri sono stati registrati anche dal connubbio radio-web, che sta portando alla graduale sostituzione degli spot degli esercizi tradizionali (i piccoli negozi, sempre più in crisi) con la promozione di attività esclusivamente online. (E.G. per NL)
13/05/2014 07:16
 
NOTIZIE CORRELATE
In Germania scoppia la bufera tra politica e imprenditori del settore pubblicitario: per quanto i numeri siano ottimi, se si pensa che nel 2016 vennero investiti fino a 45 miliardi di euro in pubblicità, guardati con maggiore attenzione, i risultati pervenuti dalle analisi dello scorso anno, secondo Andreas Schubert, presidente della Zentralverband der deutschen Werbewirtschaft (Zaw, cioè l’associazione centrale dell’economia pubblicitaria tedesca), essi potrebbero essere ancora più prominenti e a favore di un’economia in crescita, ma ad oggi non è ancora così.
Seguendo un trend ormai consolidato che vede l'integrazione delle piattaforme distributive dei contenuti radiofonici anche sui device tv (smart e DTT) in considerazione che la maggioranza degli utenti non dispone più di apparati riceventi FM casalinghi (sicché la fruizione domestica del medium può avere luogo solo attraverso tv, pc o smartphone), Radio Sportiva sbarca sul digitale televisivo terrestre.
Pubblicità attraverso gli influencer: chi, tra i volti più noti al pubblico (non necessariamente per mezzi diversi da quelli online), si scatta una foto (il cosiddetto selfie) o si fa fotografare con un prodotto o un marchio ben visibile fa pubblicità a questo, utilizzando la propria immagine che per via della sua fama, produce un istintivo rapporto di fiducia per i suoi fan, fungendo da cassa di risonanza per il prodotto o brand in questione.
L’ossessione di chi fa marketing nell’era 2.0 è il customer journey: le aziende osservano il comportamento degli utenti per individuare i momenti migliori in cui intercettare la loro attenzione e presentare il proprio messaggio.
Si è spento oggi, all’età di 78 anni, Leone Di Lernia, cantante e conduttore radiofonico, pugliese verace (originario di Trani) e di adozione milanese.