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Radio digitale: al via la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso in Trentino Alto Adige
Con apposito comunicato pubblicato sulla G.U. n. 130 dello scorso 6 giugno, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato la procedura per l’assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale nella regione Trentino-AltoAdige.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto pilota lanciato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con delibera 180/12/CONS, con cui è stato approvato il piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale terrestre nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, allo scopo trarre indicazioni utili per la pianificazione delle risorse sull’intero territorio nazionale. Le istanze volte ad ottenere il rilascio dei diritti d’uso dovranno essere consegnate a mano, tramite raccomandata o via PEC (com.scer.div4@pec.sviluppoeconomico.gov.it) entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione nella G.U. del comunicato ministeriale. La procedura prevede che i diritti d’uso saranno attribuiti agli operatori di rete costituti in società consortili. I diritti d’uso saranno assegnati in via temporanea, “tenendo conto della necessità di assicurare l’uso efficiente delle risorse e la compatibilità tra reti locali che operano in differenti bacini”. Nell’avviso sono indicati i blocchi di frequenze nella banda III VHF che potranno essere utilizzati per la Rai e le reti nazionali (12A, 12B e 12C), e per quelle locali (12D, 10A, 10B, 10C e 10D), nei bacini di utenza per le diffusioni locali corrispondenti al territorio delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Quanto ai requisiti delle società consortili, vengono richiamate le regole stabilite dalla delibera Agcom n. 664/09/CONS. E’ dunque previsto che “(…) le società consortili che ottengono i diritti di uso delle radiofrequenze per le trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale in ambito nazionale possono essere esclusivamente partecipate, con quote paritetiche, da concessionari per la radiodiffusione sonora in ambito nazionale di cui all’art. 3, comma 12, del regolamento allegato alla Delibera n. 664/09CONS" dell'Agcom, che hanno ottenuto l'autorizzazione per l'attività di fornitore di programmi radiofonici in tecnica digitale. Alle società consortili devono partecipare almeno il 40 per cento delle emittenti (…). Allo stesso modo, le società consortili che ottengono i diritti di uso delle radiofrequenze per le trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale in ambito locale possono essere partecipate esclusivamente, con quote paritetiche e nel rispetto del principio di non discriminazione, da concessionari per la radiodiffusione sonora in ambito locale, di cui al medesimo art. 3, comma 12, della delibera n. 664/09CONS, che siano autorizzati all’attività di fornitore di programmi radiofonici in tecnica digitale. Alle società consortili deve partecipare almeno il 30% delle emittenti legittimamente esercenti nello stesso bacino di utenza. Nei bacini o sub bacini di utenza nei quali il numero dei soggetti autorizzati all'attività di fornitore di programmi radiofonici in ambito locale sia inferiore a 11 per ogni blocco di diffusione assegnabile ad operatori di rete locali, la citata percentuale del 30% può essere ridotta, oppure conseguita attraverso fusioni o accordi tra società consortili locali. E’ comunque garantita alle emittenti autorizzate alla diffusione dei programmi radiofonici nazionali e locali, che non partecipano al capitale delle società consortili che risulteranno assegnatarie del diritto di uso delle frequenze, la capacità necessaria ad irradiare i propri programmi, e ciò con uguale trattamento rispetto alle emittenti che partecipano al capitale sociale (con riguardo alle emittenti locali, però, compatibilmente con la disponibilità di capacità trasmissiva). Ciascuna emittente nazionale può partecipare al capitale sociale di una sola società consortile, e lo stesso vale per ciascuna emittente locale, per ogni bacino o sub bacino di utenza. (D.A. per NL)
11/06/2012 16:17
 
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