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Radio digitale, FRT alle locali: non costituite tanti piccoli consorzi, ma grandi enti indipendenti dalle associazioni di categoria
Presa di posizione della Federazione Radio Televisioni nei confronti della radio digitale in un momento particolarmente frenetico per il settore.
In un comunicato diffuso ieri, la Federazione ha fatto sapere che il C.R.DAB, Consorzio che aderisce all'ente esponenziale, ha presentato al TAR Lazio un ricorso avverso il Regolamento che disciplina l’avvio delle trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale (Del. 664/09/Cons), ritenendolo "fortemente discriminatorio e penalizzante per tutta l’emittenza locale, con particolare riguardo alla norma contenuta all’art.12, comma 6 che prevede il rilascio dei diritti d’uso delle radiofrequenze, per ogni bacino o sub bacino di utenza, alle società consortili partecipate da almeno il 30% delle emittenti legittimamente esercenti nello stesso bacino o sub bacino". In attesa delle determinazioni del TAR Lazio, ed "al fine di attenuare la discriminazione operata nei confronti delle emittenti locali", secondo FRT "appare non utile costituire numerosi consorzi partecipati da poche emittenti che, di fatto, non potranno concorrere all’attribuzione dei diritti d’uso delle frequenze nei rispettivi bacini di utenza, soprattutto nelle aree geografiche in cui fanno servizio numerose radio locali, occorre invece partecipare a grandi Consorzi indipendentemente dalle associazioni di categoria cui si aderisce per poter concorrere con certezze maggiori all’attribuzione dei diritti d’uso. La partecipazione a grandi consorzi consente anche forti economie di scala per gli apparati e le spese di gestione che sono di dimensioni non facilmente sopportabili". A riguardo della radio numerica, va in effetti sottolineato come il momento sia particolarmente frenetico, in quanto i soggetti autorizzati alla prosecuzione nell’esercizio dell’attività di radiodiffusione sonora in tecnica analogica ai sensi dell’art. 1, comma 2-bis, della L. 66/2001 (in pratica le emittenti esistenti), sono abilitati (ex Del. 664/09/Cons) a richiedere al MSE-Com, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento (quindi entro il 24 aprile 2010) l’autorizzazione per la fornitura dei programmi radiofonici numerici destinati alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri, in ambito nazionale o locale. E proprio tale circostanza sta creando (anche in conseguenza di una non sempre corretta informazione) una serie di equivoci: primo fra tutti la corsa alla costituzione di consorzi da parte di soggetti che non hanno ancora presentato la domanda come content provider, circostanza che ovviamente contrasta col disposto normativo che prevede che le società consortili che ottengono i diritti di uso delle radiofrequenze per le trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale in ambito locale possono essere partecipate esclusivamente, con quote paritetiche e nel rispetto del principio di non discriminazione, da concessionari per la radiodiffusione sonora in ambito locale di cui all’articolo 3, comma 12, del Regolamento Agcom, che hanno ottenuto l’autorizzazione per l’attività di fornitore di programmi radiofonici in tecnica digitale. Sulla questione ricordiamo che la struttura di competenza a più livelli Consultmedia (collegata a questo periodico) ha predisposto un apposito service di assistenza per la presentazione delle domande per la fornitura di contenuti digitali sulla radio numerica ex Del. Agcom 664/09/Cons.
16/02/2010 08:46
 
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