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Radio digitale, Messico: il Comitato nazionale della radiotelevisione invoca lo switch off radiofonico entro il 2015
Entro il 2015, in Messico, l'intero comparto televisivo nazionale spegnerà il segnale analogico per passare al digitale.
Come reso noto dal quotidiano locale El Universal, e riportato dal blog Radiopassioni, il CIRT (il Comitato nazionale dell'industria radiotelevisiva) ha richiesto al Ministero delle Comunicazioni messicano che, di pari passo con la televisione, anche la radio migri alla trasmissione del segnale in digitale. Da anni, il Comitato spinge perché l'intero comparto vada incontro a un ammodernamento, poiché delle quasi 1700 stazioni esistenti nel Paese, 853 utilizzano ancora le anacronistiche onde medie analogiche. Al termine di uno studio pubblicato lo scorso agosto, infatti, il CIRT – che riunisce le radio commerciali del paese - ha spiegato come l'adozione di uno standard FM di trasmissione ibrido, come l'HD Radio, il cosiddetto IBOC (iBiquity's in-band on-channel) – tra l'altro utilizzato negli Stati Uniti e già sperimentato da numerose emittenti messicane che trasmettono da stati confinanti con loro –, potrebbe portare a un ammodernamento generale dell'industria radiofonica, spingendo le emittenti che attualmente utilizzano le onde medie verso un balzo tecnologico necessario. La soluzione migliore, secondo il presidente del CIRT Rafael Borbon, sarebbe quindi quella di seguire il percorso di digitalizzazione della tv, che effettuerà lo switch off nel 2015, per migliorare la situazione di un'industria che, al momento, offre un servizio insufficiente e incompleto al Paese. “Da qui la necessità – ha affermato Borbon in un incontro con il Ministro delle Comunicazioni Juan Molinar e il Presidente del Cofetel (la Commissione Federale per le Telecomunicazioni), Mony De Swaan – che si seguano le stesse scadenze fissate per la televisione”. De Swaan ha risposto che, seppure la richiesta risulti perfettamente legittima, saranno necessarie diverse analisi tecniche ed economiche, prima che possa essere presa una decisione definitiva. Data la carenza infrastrutturale, gli alti costi e il poco appoggio da parte del governo federale, le prime stime nazionali prevedevano il passaggio della radio al digitale per il 2021. Ora, con la spinta del CIRT, le cose potrebbero cambiare. Ma ci sarà bisogno di fondi ingenti. (L.B. per NL)
03/12/2010 11:24
 
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