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Radio, indagini ascolto. Eurisko riempie il vuoto di Audiradio: coerenza dei dati, ma una diversa idea di audience
Gfk Eurisko Media Monitor supplisce l’assenza di Audiradio e non esita a compiere un’indagine sugli ascolti radiofonici.
Infatti, i numeri sono già ufficialmente sul mercato: Rtl 102,5 mantiene 5,6 milioni di ascoltatori, Rds 5 milioni e Radio Italia 3,6 milioni, confermando i dati di audience rilevati da Audiradio. Radio 101 sale a 3 milioni, mentre Kiss Kiss (1,6 mln), Radio 24 (1,3 mln) e il complesso dei canali Rai subiscono un calo. L’assenza momentanea di Audiradio legittima Gfk Eurisco a compiere le indagini di rilevazione dell’audience, e scatta in modo automatico il termine di paragone. Il confronto pecca di correttezza, in quanto la comunicazione dei dati al mercato è idonea a generare confusione e diversità in termini di modus operandi. Infatti, la rilevazione di Eurisko si ispira a metodologie e finalità dissonanti: la ricerca viene condotta su un panel di 7 mila casi rappresentativi della popolazione italiana dai 14 anni in su. Il cuore del sistema è il sound matching: il panelista, portando con sé un meter di dimensioni ridotte, rileva in totale passività gli ascolti della radio. La durata del monitoraggio è di circa quattro settimane ed è integrata da tre interviste personali al fine di disegnare il profilo in modo completo, e “rimediare” alla connotata passività della rilevazione. L’indagine stima il totale di ascoltatori nel giorno medio in 26 milioni di persone contro i quasi 40 milioni di Audiradio. Inoltre, Eurisko non si dedica esclusivamente alla radio, bensì approfondisce l’uso di tutti i media nell’arco della giornata, e di conseguenza l’indagine, comunicata solo due volte all’anno, ha finalità più qualitative che quantitative. Il quadro risulta ancora più chiaro con le dichiarazioni, lasciate al portare Pubblicità Italia, di Giorgio Licastro,  media measurement managing director. Il direttore ha espresso la sua fiducia nel sistema meter, anche per il futuro di Audiradio, affermando: "noi pensiamo che sia le emittenti, sia i centri media, sia gli investitori stiano maturando la consapevolezza che un mezzo così importante come la radio non si possa permettere ricerche poco precise. il meter, eventualmente con l'integrazione di altre metodologie, è sicuramente lo strumento tecnologicamente più avanzato per la rilevazione della radio e siamo certi che Audiradio, come pure altri organismi analoghi in altri Paesi, sta valutando con interesse questa modalità". Il meter capta anche gli ascolti occasionali e inconsapevoli, rimodernizza il concetto di audience e lascia in sospeso la tradizione. Cambia il pensiero di audience, e tale mutamento è potenzialmente pregiudizievole per una situazione già vittima di un caos paralizzante. La lotta intestina tra i metodi di rilevazione Cati e Diari, infatti, ha congelato l’attività di Audiradio, costretta a promettere di nuovo dati solo per il 2012, investendo sui meter. Il meter stesso però, come si evince dalla recente esperienza di Eurisko, fotografa ascolti molto passivi identificati da qualcuno come “non ascolti”, mentre un’audience attiva ma remota è assicurata dai metodi Cati e Diari. Si rischia di percorrere una strada senza via d’uscita, se persevera l’esitazione a compiere delle scelte definitive e razionali. Urge senza dubbio una responsabile standardizzazione dell’atteggiamento, affinchè si decida, in modo da evitare che il transitorio “coma” di Audiradio non tramuti in un crollo di tutto il sistema radio. (C.S. per NL)
01/04/2011 08:43
 
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