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Radio. La determinazione dei valori degli impianti successivamente alla crisi economica

Argomento decisamente attuale nell'ambiente radiofonico italiano è costituito dalle modalità per la determinazione del valore economico degli impianti di radiodiffusione sonora (FM), oggetto di un significativo (e costante) calo negli ultimi 8/9 anni.
Al fine fornire un generale riscontro a tali istanze, si rappresenta che la più diffusa metodologia di valutazione adottata nel settore risulta essere quella elaborata oltre 15 anni fa da Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico) e costantemente aggiornata e migliorata. La tecnica è stata indirettamente validata anche in sede giudiziaria, nell’ambito dei numerosi ricorsi avverso gli accertamenti dell’Amministrazione finanziaria (come si dirà di seguito). Detta metodica si fonda sui seguenti metri estimativi: a) valore economico del bene “consistenza tecnica”; b) valore economico del bene “diritto d’uso” per l’esercizio di impianto di radiodiffusione. A fondo, la determinazione del valore economico della “consistenza tecnica” tiene normalmente conto dell’effettiva rilevanza dei componenti hardware che costituiscono l’impianto di diffusione ed è scindibile dal valore dell’unicum, la cui contribuzione in termini economici è imputabile al titolo giuridico abilitante l’esercizio della particolare frequenza su cui il medesimo impianto può operare ex lege, e non alla mera somma dei valori dei singoli apparati tecnologici. Il diritto d’uso di una frequenza di radiodiffusione, stante la disciplina giuridica di specie, non è scindibile dall’impianto di diffusione ad esso riferito, essendo strumentale all’esercizio del medesimo , costituendone una forma di “avviamento”. Come facilmente intuibile, la valutazione economica degli impianti di radiodiffusione si basa, oggi ed in Italia, su numerosi criteri tecnici, socioeconomici e strategici, che non possono essere disgiunti. Consultmedia, nell’esercizio delle proprie attività, ha individuato, e successivamente affinato, una griglia di interventi valutativi, condivisa da gran parte degli operatori e ormai assunta a riferimento da diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di rito.  In proposito, si osservi che, fino a qualche tempo fa, la valutazione di un impianto di radiodiffusione era limitata all'attribuzione di un valore indiscriminato per utente potenzialmente raggiungibile con segnale C.C.I.R. considerato utile e qualità buona, a prescindere dallo stato interferenziale. Oggi, invece, stante la decisa evoluzione del settore, risulta indispensabile adottare parametri più dettagliati ed articolati, nell’ambito delle attribuzioni di valore ai beni in parola. Conseguentemente, al fine di attribuire un valore economico ad un impianto di radiodiffusione, vengono ora generalmente utilizzati i seguenti parametri:

N 1 = valore dell'area di servizio;
N 2 = importanza dell'area servita sotto l'aspetto demografico;
N 3 = importanza dell'area servita sotto l'aspetto commerciale;
N 4 = disponibilità alternativa di altri impianti;
N 5 = valore tecnologico dell’impianto;
N 6 = importanza strategica della postazione utilizzata;
N 7 = valore del livello di presintonizzazione;
N 8 = stato interferenziale;
N 9 = affermazione tecnologia digitale non in FM;
N 10 = conformità alle disposizioni sanitarie, ambientali, urbanistiche e della sicurezza.
Quanto sopra permette di elaborare una tabella come quella di seguito riportata, nella quale si determina la valutazione qualitativa di un impianto attraverso una scala di valori, e ciò indipendentemente dalla valorizzazione economica del medesimo :
N° FX       LOCALITA' N.1 N.2 N.3 N.4  N.5 N.6  N.7  N.8  N.9 N.10
1   100.0   M.te XX       7     6    7    10    6    10    7    10   -5    -4

Tale scala di valori va da 1 (valore minimo) a 10 (valore massimo) per i parametri da N1 a N8 e da un minimo di -10 a un massimo di +10 per il parametro N10, considerato che la mancanza di determinati requisiti può condurre anche a valorizzazioni negative. Con riferimento al parametro N9, esso assume punteggio negativo, fissato convenzionalmente su base annuale. Il punteggio dei parametri sopra citati si dettaglia come segue:

Parametro N1

Tale parametro rimanda al valore dell’area di servizio (o “bacino di utenza”). Nel merito, il protocollo ITU-R BS.638, recante termini e definizioni usati nella pianificazione delle frequenze per il broadcast sonoro, al capitolo 3 contiene la nota 1 che precisa che la “area di copertura” di un impianto trasmittente è determinata esclusivamente dalle condizioni tecniche specificate, a prescindere da considerazioni amministrative o regolamentari. La Recommendation ITU-R V.573-4 definisce “area di copertura o cattura (di una stazione terrestre)” la “zona associata ad una stazione trasmittente per un dato servizio e per una specifica frequenza al cui interno, sotto specifiche condizioni tecniche, le radiocomunicazioni possono essere realizzate con una o diverse stazioni riceventi”. La cosiddetta “area di servizio”, secondo la citata Rec. ITU-R V.573-4 (Nota 4), ha invece la stessa base tecnica del termine “area di copertura”, ma include anche gli aspetti amministrativi. Ai fini della valutazione si assume a riferimento il valore della “area di servizio”, attribuendo ad essa un’ampiezza più o meno rilevante in relazione alla connotazione giuridica-amministrativa.

Parametro N2

Il dato sotteso a tale parametro è relativo alla densità della popolazione intesa come valore indicativo del grado di occupazione del territorio e, quindi, del rapporto tra popolazione e territorio servito dall’impianto di radiodiffusione con un grado soggettivo di qualità accettabile secondo la scala UIT-R.

Parametro N3

Tale valore è un’affinazione del parametro N2, posto che la densità della popolazione non rappresenta che un valore indicativo del grado di occupazione del territorio e non può essere considerata come un rapporto interpretativo o esplicativo. La densità fornisce il valore grezzo del rapporto tra popolazione e territorio: un indice meno generico, che tenga conta delle differenti situazioni economiche e sociali, si può desumere dal confronto tra i bisogni degli abitanti e la quantità delle risorse a disposizione per soddisfarli. E’ infatti evidente che, sotto il profilo della rilevanza commerciale di un bacino, più del numero di abitanti per chilometro quadrato, giova conoscere la quantità di beni che, in media, ogni abitante potrebbe avere a disposizione per soddisfare i suoi bisogni.

Parametro N4

Quanto al parametro N4, va detto che, nella logica di mercato, esso assume una rilevanza determinante, in quanto l’indisponibilità di frequenze alternative sull’area di riferimento rende evidentemente indefinibile il valore dell’impianto oggetto di interesse.

Parametro N5

Il dato di cui a N5 è un indicatore economico discendente dalla consistenza impiantistica dell’impianto e va inteso anche in correlazione all’oggettività che l’adozione di apparati tecnologici di ultima generazione introducono vantaggi rilevanti in termini di risparmio energetico, di manutenzione ed affidabilità. È quindi evidente che maggiore è il valore tecnologico di un compendio di apparati, migliori, in generale, saranno le prestazioni erogabili dall’impianto e la tendenza ad una migliore o maggiore conformità alle più recenti disposizioni normative in tema di sicurezza.

Parametro N6

Il parametro N6 è relativo alle potenzialità radioelettriche di una data postazione e quindi sulla possibilità della stessa di massimizzare le prestazioni di un diffusore in presenza dei presupposti di cui ai fattori richiamati ai punti N8 e N5.

Parametro N7

Per quanto attiene al parametro N7, cioè al valore legato alla cosiddetta “presintonizzazione”, non ne va trascurata la valenza qualora l'operatore cedente sia particolarmente radicato sul territorio e il suo prodotto editoriale sia in linea con il target dell’operatore cessionario.

Parametro N8

Il parametro N8 rappresenta la “pulizia” del segnale, cioè l’assenza di turbative (intese come interferenze) che compromettano il servizio dell’impianto, o la strategicità dell’impianto stesso ai fini del miglioramento di altro diffusore da esso interferito. Per quanto riguarda questo parametro, si fa riferimento ad una riclassificazione sulla base delle seguenti note:

• 1 = disturbi molto cattivi (disturbi fortemente fastidiosi);
• da 2 a 3 = ricezione cattiva (disturbi molto fastidiosi);
• da 4 a 5 = ricezione non soddisfacente (disturbi fastidiosi);
• da 6 a 7 = ricezione abbastanza buona (disturbi leggermente fastidiosi);
• da 8 a 9 = buona (difetti percettibili ma non fastidiosi);
• 10 = ricezione eccellente (nessuna perturbazione).

Parametro N9

Il parametro N9 riguarda gli effetti della progressiva affermazione delle tecnologie per la radiodiffusione sonora in tecnica digitale (così come codificate dal Regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del 26/11/2009 ex Del. n. 664/09/Cons, per quanto riguarda quelle terrestri) . Tale parametro considera, pertanto, il consolidamento di soluzioni alternative all’ascolto delle trasmissioni radiofoniche in modulazione di frequenza, tenendo conto che, per quanto attiene ai formati IP/Web, si tratta di progressivo sviluppo naturale (legato all’espansione della banda larga e comunque della fruizione di internet), mentre per quanto concerne le tecnologie digitali terrestri scelte come prioritarie dal regolatore italiano (DAB +, DMB), è stato considerato che l’implementazione delle stesse soggiace ai vincoli espansivi determinati dalla vigente normativa (che prevede l’assegnazione dei diritti d’uso per l’esercizio stabile e/o sperimentale solo nelle aree tecniche dove è già avvenuto lo switch-off degli impianti televisivi, da analogico a digitale, cioè con standard DVB-T/DVB-H). Nondimeno, il regolatore italiano ha contemplato la possibilità di sperimentare formati alternativi a quelli prioritari (nella fattispecie DRM, FM digitale, DAB-S), all’insegna del principio della neutralità tecnologica . La problematica è rilevante nella misura in cui l’affermazione di standard per la fruizione delle trasmissioni radiofoniche digitali è destinata a provocare una progressiva migrazione dell’utenza dalla banda FM (analogica) verso le nuove piattaforme. Quindi, il parametro N9 fa riferimento all’impatto che gli standard digitali avranno sul mercato e sugli ascoltatori, così modificando le abitudini d’ascolto dell’utenza di riferimento nella direzione delle trasmissioni effettuate con nuovi formati digitali, a discapito di quelli analogici. Pertanto, a differenza del contesto attuale, nel quale la fruizione del medium radiofonico ha luogo sostanzialmente attraverso le trasmissioni in FM, in un prossimo futuro la ricezione delle trasmissioni sarà frazionata in maniera più o meno rilevante sui vari formati digitali che affiancheranno la diffusione del segnale analogico. In pratica, si riproporrà (con effetti e tempistiche in questo momento di difficile previsione) il fenomeno della migrazione della ricezione delle trasmissioni radiofoniche dalla banda AM (modulazione di ampiezza) alla FM (modulazione di frequenza). Tale fenomeno ha caratterizzato gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, portando ad una progressiva disaffezione dell’utenza dalla prima modalità di fruizione del medium alla seconda, incidendo inevitabilmente sul valore delle infrastrutture in onde medie (AM), che hanno perso, nel tempo, il valore iniziale. A mente del ragionamento che precede, il parametro N9 contribuisce a diminuire il punteggio attribuito all’impianto di diffusione, nella misura in cui l’aumentare della fruizione delle nuove tecnologie digitali determina un deprezzamento del ruolo strategico ad oggi rivestito dagli impianti FM, per sottrazione di utenti. Pertanto, a tale parametro viene assegnato convenzionalmente un valore negativo.


Parametro N10

Il parametro N10 esprime una valutazione in merito allo stato dell’impianto con riferimento alla conformità alle disposizioni di tipo sanitario, ambientale, urbanistico e della sicurezza. In particolare:
• D. L.vo 259/2003 e leggi regionali e provinciali in materia di esposizione ai campi elettromagnetici;
• Regolamenti comunali in materia urbanistica e territoriale per quanto concerne le infrastrutture;
• D. L.vo 81/2008 e successive modifiche o integrazioni per quanto attiene alle problematiche della sicurezza all’interno dei siti tecnologici.
In questo caso, le valutazioni sono espresse sulla base delle informazioni di specie rese dal committente e possono, come detto in precedenza, assumere anche valori negativi.
 
Per definire una valutazione qualitativa di un impianto di radiodiffusione, Consultmedia fa impiego dei parametri estimativi illustrati nelle pagine precedenti, ci cui si ripropone una sintesi:

N 1 = valore dell'area di copertura
N 2 = importanza dell'area servita sotto l'aspetto demografico
N 3 = importanza dell'area servita sotto l'aspetto commerciale
N 4 = disponibilità alternativa di altri impianti
N 5 = valore tecnologico degli impianti
N 6 = importanza strategica della postazione utilizzata
N 7 = valore del livello di presintonizzazione
N 8 = stato interferenziale
N 9 = affermazione tecnologia digitale non in FM
N10 = conformità a disposizioni di tipo sanitario, ambientale, urbanistico.

La necessità di determinare il valore economico di un impianto di radiodiffusione, ha suggerito di definire un peso monetario, da abbinare al punteggio derivante dalla valutazione qualitativa di cui al paragrafo precedente, tramite la definizione di un coefficiente correttivo dimensionale che consente di trasformare in valore economico (e quindi in €) il risultato, puramente numerico, della valutazione qualitativa medesima.
 
La valorizzazione del coefficiente correttivo nasce dalla conoscenza del mercato derivante dall’esperienza, acquisita da Consultmedia nella pluriennale attività di coordinamento delle attività di negoziazione per la compravendita di impianti di radiodiffusione. In dettaglio: valorizzazione economica = ∑1n (N1*Qi + ……+N10*Qi). Il coefficiente Qi così definito permette di stimare il valore complessivo del bene “diritto d’uso” relativo all’impianto, partendo dalla somma dei valori numerici attribuiti ad ogni singolo parametro N. Esso, in senso lato, è assimilabile al “prezzo al mq” utilizzato come grandezza unitaria nelle compravendite immobiliari. Tuttavia, contrariamente a tale ambito, dove il grandissimo numero di compravendite concluse annualmente, congiunto alla facile semplificazione della casistica, può portare ad una standardizzazione su base statistica delle tipologie di vendita per aree topo-socio-demografiche, nel caso di alienazione di impianti di radiodiffusione non è possibile una normalizzazione delle tipologie di vendita, atteso il relativamente basso numero di eventi per anno e la specificità dei medesimi. In altre parole, ogni atto di compravendita, in questo settore, è un caso a sé, difficilmente assimilabile ad altri. Il coefficiente Qi esprime e compendia, pertanto, in un valore economico unitario una serie di informazioni che indicano lo stato di salute dell’i¬_esimo impianto oggetto di compravendita e nasce da una sorta di cartella clinica del bene, spesso dai contenuti comprensibilmente sensibili e riservati, che derivano da una preventiva attività d’indagine tecnica in ordine ai tratti caratteristici, con riferimento anche alle relative criticità radioelettriche, ambientali, sanitarie ed urbanistiche. Queste informazioni possono riguardare, ad esempio, la presenza o la probabilità d’insorgenza di contenziosi amministrativi con la P.A., afferenti alle predette problematiche, soprattutto in funzione della particolare frequenza di lavoro dell’impianto o dell’insediamento in siti promiscui. La stima del valore di un impianto si ottiene - normalmente - sommando alla valorizzazione economica del bene “consistenza tecnica” (qui valorizzata a “zero”) e quella relativa al bene “diritto d’uso”. Altri parametri, come ad esempio la potenza, che a volte sono introdotti nelle relazioni sulle perizie estimative, hanno solo carattere documentativo e informativo, ovvero indiziario delle potenzialità, e non incidono in alcun modo sulle valutazioni economiche. Sul piano giurisprudenziale, partendo dall’orientamento assunto dalla Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia, si rappresenta che, in linea con provvedimenti di medesimo segno adottati in precedenza, l’organo di secondo grado di giustizia tributaria lombardo ha depositato l’11/09/2013 due pronunce rese in esito agli appelli proposti da alcune società editrici di emittenti radiofoniche avverso le sentenze dei giudici di primo grado a conclusione dei ricorsi promossi contro avvisi di rettifica e liquidazione relativi alla permuta di rami d’azienda costituiti da diffusori FM, che a parere della scrivente costituiscono un importante precedente giurisprudenziale sulla vexata quaestio. Nel merito, il contrasto tra le società contribuenti e l’Agenzia delle entrate (AdE) era sorto essenzialmente a riguardo dei criteri di valutazione dei beni compravenduti: meramente determinato attraverso l’attribuzione di un valore indiscriminato compreso tra 0,50 e 2,50 euro per utente “illuminato” per l’Ufficio e attraverso un approccio più articolato (e “scientifico”) per le ricorrenti. In primo grado, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (CTP), con sentenze del 2010 aveva accolto parzialmente i ricorsi, rideterminando in diminuzione il valore d’avviamento dei rami d’azienda oggetto di compravendita. Avverso le sentenze avevano quindi ricorso in appello le società editrici radiofoniche, opponendo le eccezioni formulate nel giudizio di primo grado circa l’aleatorietà e l’indeterminatezza del criterio adottato dall’Ufficio per quantificare il valore dell’avviamento dei rami aziendali interessati dai negozi giuridici accertati. Le appellanti, peraltro, sottolineavano nei propri atti come già nel 2010 la Commissione Tributaria Regionale, con sentenza passata in giudicato, pronunciandosi su analoghi avvisi di rettifica e liquidazione notificati ad una delle appellanti dall’Ufficio ed aventi ad oggetto rami di azienda composti da impianti ceduti o permutati, avesse cassato l’identico metodo di calcolo utilizzato dall’AdE per accertare il maggior valore di avviamento, adombrando, nel caso in cui la sentenza avesse trovato conferma nel grado superiore, il contrasto di giudicato e la violazione dell’art. 395 n. 5 c.p.c. La Commissione Tributaria Regionale (CTR), osservato incidentalmente come si fosse in presenza di due differenti Commissioni Tributarie Provinciali che sulla medesima permuta avevano emesso sentenze contrastanti tra loro (nella specie, una sezione della CTP di Milano aveva accolto parzialmente il ricorso di una delle parti che aveva concluso la permuta mentre un’altra aveva respinto l’istanza dell’altra parte), rilevava che la questione in discussione s’incentrava sostanzialmente sulle modalità da adottare per valutare i rami d’azienda permutati. Nel dettaglio, le società appellanti indicavano le modalità che avrebbero dovuto essere utilizzate per effettuare una corretta valutazione dei rami d’azienda permutati, modalità che confliggevano con quelle utilizzate dall’Ufficio e ritenute corrette dai magistrati tributari di prima istanza. Invece, secondo l’AdE, in mancanza di una specificazione della parte sul metodo utilizzato per calcolare l’avviamento, sarebbe stato sufficiente quanto fondamentale attingere alla redditività della radio in base al bacino di utenza, attraverso un’analisi del potenziale ascolto. Infatti, proprio sulla base di tali criteri valutativi, l’Ufficio aveva provveduto a determinare il numero di utenti che ragionevolmente avrebbero potuto essere raggiunti dai diffusori compravenduti, adoperando il criterio dell’applicazione di una forbice tra 0,50 e 2,50 euro per testa illuminata (assegnando nel caso di specie il valore intermedio di 1,25 euro) cda moltiplicare per gli abitanti residenti nelle province indicate al campo 69 della scheda B dei diffusori secondo i dati ISTAT così da ottenere la valorizzazione dell’avviamento ai fini dell’applicazione della maggiore imposta di registro. Le ricorrenti, per parte propria, contestavano il metodo di valutazione dell’AdE, considerandolo estremamente semplicistico e sostenendo che al fine di attribuire un valore economico ad un impianto di radiodiffusione sonora occorreva tener conto di una serie di parametri articolati e combinati che avrebbero permesso di attribuire una valutazione qualitativa, tramite una scala di valori successivamente corretta attraverso un coefficiente dimensionale, per arrivare alla sua valorizzazione economica. A supporto delle proprie tesi, le ricorrenti depositavano perizie giurate realizzate da professionisti abilitati sulla base del modello valutativo elaborato da questa struttura, basato sulla scomposizione del ramo d’azienda in parametri, quali “il valore dell’area di copertura”, “l’importanza dell’area servita sotto l’aspetto demografico”, “l’importanza dell’area servita sotto l’aspetto commerciale”, “la disponibilità alternativa di altri impianti”, “il valore tecnologico degli impianti”, “l’importanza strategica della postazione utilizzata”, “il valore del livello di presintonizzazione”, “lo stato interferenziale”, attribuendo ad ognuno di essi un valore compreso tra 1 e 10, per poi compendiare gli elementi frazionati previa applicazione di un coefficiente correttivo dimensionale. Per i giudici tributari di secondo grado le tesi delle contribuenti apparivano corrette e quindi meritevoli di accoglimento. Più a fondo, per la CTR “certamente la valutazione dell’avviamento costituisce una problematica complessa che non può essere risolta con l’utilizzo di formule standard applicabili a tutte le ipotesi che si possono verificare nella realtà economica”. Pertanto, spiegavano i giudici, se nel caso di specie “appare certamente corretto, ai fini della valutazione, fare riferimento al numero delle persone potenzialmente raggiungibili dal segnale”, non era invece “condivisibile il metodo utilizzato dall’ufficio per determinare il numero dei potenziali utilizzatori” che, in pratica, erano stati fatti coincidere con la popolazione residente secondo i dati ISTAT, “senza tenere in minimo conto i fenomeni interferenziali da parte di altre emittenti e delle altre problematiche evidenziate dalle parti”. Sul punto, per i magistrati di secondo grado, apparivano “certamente rilevanti le censure sollevate dalle società per mezzo di un’apposita perizia estimativa circa la popolazione raggiungibile dagli impianti, censure che non sono state in alcun modo contestate dall’ufficio”. Secondo la CTR, “il metodo di valutazione utilizzato dalle società appare certamente più appropriato tenendo conto di un maggior numero di variabili rispetto a quello dell’Ufficio che si limita all’applicazione di una formula aritmetica, senza valutare in concreto la realtà aziendale”. “Metodo – si legge nella sentenza disaminata – che la Commissione ritiene eccessivamente grossolano per poter essere considerato attendibile, anche in considerazione del fatto che lo stesso Ufficio non ha ritenuto di dover in alcun modo contrastare le affermazioni contenute nella perizia depositata dalle società che riduce notevolmente il numero degli utenti potenzialmente raggiungibili e, quindi, il valore dei rami aziendali permutati”. In conformità alle argomentazioni esposte ed in “considerazione del fatto che è onere dell’ente accertatore dimostrare la fondatezza della pretesa”, la CTR, in riforma delle sentenze impugnate, accoglieva gli appelli delle emittenti radiofoniche e respingeva quelli dell’Ufficio. Le concordanti decisioni dei giudici tributari di secondo grado contribuiscono a fare chiarezza sulla controversa questione della determinazione dei valori agli impianti di radiodiffusione sonora, avvalorando l’utilizzo di un approccio scientifico come quello analizzato, peraltro da tempo quasi esclusivamente impiegato nel settore (è ormai pressoché prassi accludere agli atti di compravendita le perizie di stima a supporto della determinazione del valore del compendio aziendale radiofonico elaborate secondo i parametri descritti nella presente disamina giurisprudenziale). Per informazioni è possibile contattare Consultmedia nella persona del partner di riferimento avv. Stefano Cionini (serviziogiuridico@planetmedia.it) tel. 0331/452183. (E.G. per NL)
12/01/2017 13:42
 
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