Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Radio. Linus: la radio invecchia, il DAB è meno conveniente di un'app, ma la soluzione è l'aggregatore

Mediaset ha già travolto il mercato radiofonico italiano: un settore che dà continui segni di stanchezza sia nell’approdo in nuove tecnologie che da un punto d’invecchiamento dell’utenza e assenza di un ricambio generazionale nella produzione. Tutte queste problematiche sembrano convergere su di una causa comune: il web.
Questo, almeno, è quanto sembra emergere dalle parole di Linus, direttore di Radio Deejay, in un’intervista sul quotidiano Italia Oggi; il primo argomento toccato è proprio l’ingresso di Mediaset nel settore radiofonico: Linus la descrive come “la Morte Nera, una corazzata che può mettere sul tavolo pacchetti commerciali importanti” che hanno forti ripercussioni sul mercato; resistere è difficile (a meno che non si chiami Rtl) e da qui, secondo Linus, nasce la necessità di “alleanze con altre radio, con operazioni come Manzoni – Radio Italia” (Manzoni è la concessionaria di Radio Dee Jay, Capital ed m2o, Ndr). L’ingresso di Mediaset avrà senza dubbio degli effetti e, se uno di questi non sarà l’abbandono del settore da parte degli attuali player, potrebbe esserlo il diventare un fattore deterrente per le future generazioni; il conduttore radiofonico, infatti, non manca di sottolineare l’assenza di “un ricambio generazionale” dovuto all’assenza di interesse, per quei “giovani che vogliono sperimentare” verso il mezzo, al quale si preferiscono di gran lunga le piattaforme online come Youtube e che creano personaggi che in radio “non funzionano”. La radio sembra quindi veleggiare verso l’identità di anziano nel settore dei media (ironicamente, anche più dei giornali) come del resto dimostrano anche i dati sugli ascolti, con giovani che mentre un tempo iniziavano “a frequentare la radio a 15 anni” adesso, lo fanno “a 25 anni”, magari quando comprano una macchina: il problema è che “molti giovani neanche se la comprano l’auto”. Aumenta però l’età di uscita dal mondo radiofonico che, in sostanza, sta invecchiando; un procedimento graduale ma innegabile e che, probabilmente, è dovuto ad una certa miopia nell’affrontare l’evoluzione del mezzo: il nostro paese rimane fossilizzato sull’idea di un DAB che (tanto per cambiare) anche Linus stesso definisce al momento meno conveniente di “sviluppare una bella app”, perché le radio italiane “hanno investito troppi soldi per acquistare le frequenze” (FM, Ndr); d’altra parte, bisogna dire che l’app dedicata ha il forte svantaggio di frammentare gli ascolti: in parole povere, difficilmente un ascoltatore di diverse emittenti si metterà a scaricare l’applicazione di ognuna di queste piuttosto che ascoltarle attraverso un mezzo unico (i famosi aggregatori e, nella specie, Tune In, con ogni probabilità destinato a diventare il Google della IP Radio). Questo quadro complessivo, secondo il conduttore, porterà a quello che lui definisce un avvicinamento alle radio fuori dal nostro paese, che descrive come “meno ricche di contenuti, più specializzate”. (E.V. per NL)
01/02/2017 12:54
 
NOTIZIE CORRELATE
"Sarà convocato a breve dal Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli un Tavolo per il rilancio del digitale radiofonico e per il riordino delle frequenze, a sostegno di un comparto mai così innovativo come in questa stagione ma che ha necessità di impulsi positivi per una evoluzione tecnologica e industriale".
Nonostante le amorevoli cure del gruppo Discovery Italia, il canale Nove (ex Deejay Tv) continua a subire notevoli perdite. Lo ammette lo stesso broadcaster americano.
I giovani preferiscono i servizi di streaming online alla radio per ascoltare musica: questo è quello che emerge dai dati elaborati dalla Music Business Association in collaborazione con l’agenzia di analisi dati Loop.
I cinesi ci provano anche con la radio digitale, lanciando un DAB in FM (ma adattabile anche alle onde medie), con un formato, chiamato CDR (China Digital Radio), che si sovrappone alla consolidata tecnologia USA HD Radio e al DRM (qui i dettagli comparativi).