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Radio. Mondadori non accetta la proposta d'acquisto di R 101 avanzata da RTL 102.5 e valuta cessione 80% quote a Mediaset

Come anticipato su questa pagine ieri, la curiosa offerta in extremis di Mediaset ha fatto saltare la trattativa tra RTL 102,5 e Mondadori (società controllata da Fininvest col 53% delle quote, che partecipa Mediaset al 33%), che ormai sembrava essere sul punto di essere definita, per l'acquisizione di R 101 (per circa 36 mln di euro).
In una nota, il gruppo di Segrate ha reso noto che "Il Consiglio di Amministrazione di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., riunitosi in data odierna, ha conferito all’Amministratore Delegato mandato per procedere all’accettazione della manifestazione di interesse ricevuta da parte di R.T.I. S.p.A., società controllata direttamente da Mediaset S.p.A., in relazione all’acquisizione dell’80% del capitale sociale di Monradio S.r.l. (per 37 mln di euro, ndr), società interamente partecipata da Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. e a cui fa capo l’emittente radiofonica R101. L’offerta prevede un periodo di esclusiva, sino al termine massimo del 20 settembre 2015. La sottoscrizione del contratto preliminare è subordinata agli esiti del processo di due diligence e all’approvazione da parte dei competenti organi societari del Gruppo Mediaset". A questo punto, l'intero sistema radiofonico nazionale italiano potrebbe vedere riscritti i propri equilibri in una maniera del tutto diversa da quella ipotizzata inizialmente. Se R 101 fosse stata acquisita da RTL 102,5, la radio di Lorenzo Suraci (50 mln di fatturato) sarebbe diventata il secondo polo italiano per fatturato, dietro a Finelco (tre reti per 70 mln di euro) e davanti ad Elemedia (pure tre reti con 50 mln di fatturato), determinando probabili nuovi accasamenti per le emittenti nazionali Radio Italia e Kiss Kiss e le superstation Radio Subasio e Radio Norba in concessione a Mediamond. Ora, invece, la possibile successione di Mediaset (attraverso la controllata RTI) nella larga maggioranza delle quote di Monradio, la società che edita R 101 (11,7 mln di euro di fatturato a fronte di una margine operativo lordo negativo di 4,4 mn di euro), apre altre prospettive. E' anzitutto improbabile che Mediaset si accontenti di un ingresso sottotono nel settore radiofonico (che vale 305 mln di euro e che, al contrario di quello tv, sta crescendo e molto), con una radio dalle scarse perfomance d'ascolto ed un fatturato difficilmente implementabile alla luce della ridotta penetrazione. in tal senso, ferma restando la destinazione del relay nazionale di programma estero GBR (ex Voice of America), pure in pancia a Mondadori (e oggetto qualche anno fa di una controversia amministrativa a riguardo della possibilità di mutare il soggetto ripetuto), molti osservatori reputano probabile l'acquisizione di almeno un'altra rete nazionale, forte, tra l'altro, delle sinergie derivanti dalle sinergie con EI Towers (che gestirebbe tutta la parte tecnica) e Publitalia (che creerebbe probabilmente una divisione ad hoc per la vendita quasi certamente a pacchetto con gli spazi tv). Quali possano essere gli interlocutori è facile immaginarlo. Dall'altra parte, difficilmente Suraci se ne starà con le mani in mano e potrebbe esplorare altre strade per l'allargamento del suo gruppo. La terza incognita è rappresentata dalle emittenti del portafoglio Mediamond che potrebbero non gradire l'affidamento del proprio destino economico ad una situazione fluida come quella attuale, optando magari per la realizzazione di singole concessionarie captive o favorendo la costituzione di un ente condiviso e controllato dagli interessati. (M.L. per NL)
01/07/2015 07:13
 
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