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Radio-Tv. Canone RAI: un nuovo emendamento propone il pagamento in 10 rate mensili

Ipotizzata una nuova rateizzazione a partire dal 2017 per il canone RAI in bolletta: 10 rate mensili da 10 euro, ma le rate non coincidono con le bollette elettriche che hanno cadenza bimestrale; per il 2016, si inizia a pagare da luglio con una maxi-rata da 70 euro per dare ai gestori tempo per l’adeguamento tecnico.
Cambiano ancora una volta le disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016 riguardanti la rateizzazione del pagamento del canone RAI inserito nella bolletta della luce. Si era partiti con l’ipotesi di suddividere il nuovo importo di 100 euro in sei rate bimestrali da 16,66. Un primo dietrofront ha poi cambiato le carte in tavola, proponendo il pagamento in un’unica soluzione a febbraio del 2016, seguito poi dalla proposta di due rate semestrali. Adesso, con un emendamento ad opera delle relatrici Federica Chiavaroli e Magda Zanoni, la norma cambia un’ennesima volta: dieci rate da 10 euro "con scaglionamento da gennaio a ottobre”. Una suddivisione curiosa, come fa notare anche l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC), dal momento che le bollette riguardanti utenze elettriche domestiche, e quindi interessate dal canone, vengono pagate con cadenza bimestrale. Dunque nel periodo gennaio-ottobre si avrebbero in realtà cinque rate da 20 euro, a meno di non voler imporre alle società elettriche nuove tempistiche nell’emissione delle bollette (ma l’emendamento per ora non ne parla). Non è quindi perfettamente chiaro se siano effettivamente queste le intenzioni, soprattutto se si considera che, secondo le due relatrici, sarebbe proprio “l’esiguità del rateo a stimolare comportamenti conformi”, ovvero a ridurre l’evasione dalla tassa che si aggira oggi intorno al 30%, e quindi raddoppiare la somma sarebbe quantomeno controproducente. Visto che l’entità della cifra delle rate è così centrale, con il senno di poi, la suddivisione in sei pagamenti ipotizzata inizialmente avrebbe causato meno problemi. Inoltre, per consentire un adeguamento dei fornitori ai nuovi sistemi di fatturazione, per il 2016 la tassa non verrà pagata prima del mese di luglio, quando gli italiani dovranno versare una sorta di maxi-rata da 70 euro (che comprende quindi tutti i mesi da gennaio a luglio) dimenticandosi per un anno della conclamata “esiguità del rateo”, per poi distribuire i restanti 30 euro nei tre mesi successivi. Per quello che riguarda la trasmissione delle entrate all’erario da parte dei fornitori di energia elettrica, questa dovrà avvenire “entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e comunque l'intero canone deve essere riscosso e riversato entro il 20 dicembre”. Nota importante è che ai gestori non potrà essere imposto di anticipare i canoni non pagati dagli utenti. Resta infine invariato l’impianto sostanziale della norma: ogni contribuente pagherà una sola volta per l’abitazione in cui ha residenza anagrafica e la presenza in questa di un’utenza elettrica sarà sufficiente a presumere il possesso di un apparecchio televisivo, salvo nel caso in cui si invii un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate per attestare il contrario. (E.V. per NL)
18/11/2015 16:38
 
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