Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Soppressione provvidenze editoria a radio e tv locali: in onda 3000 spot di protesta al giorno da oggi. Ma dalla prossima settimana potrebbero diventare oltre 100.000
Sono in onda da oggi pomeriggio gli spot di protesta contro la scellerata soppressione delle provvidenze per l'editoria a favore delle radio e tv locali introdotta, con un formidabile blitz, dal Governo Berlusconi.
A trasmetterli sono, per ora, cento emittenti televisive locali aderenti all'Associazione Tv Locali della Federazione Radio Televisioni (di cui è presidente dell'Associazione Tv Nazionali nientemeno che Fedele Confalonieri, cioè il presidente di Mediaset), che auspica che "il Presidente della Repubblica valuti tali aspetti ed eviti di promulgare il decreto" (rectius, la legge di conversione del decreto Milleproroghe). I messaggi (in calce il video) saranno trasmessi per trenta volte al giorno (totale 3000 spot). Ma se non interverranno provvedimenti legislativi tesi a ripristinare i fondi (sottratti a tutto vantaggio di radio e testate giornalistiche di partito), dalla prossima settimana saranno programmati più di 100.000 spot (sic!) su oltre un migliaio di stazioni tra radio e tv aderenti alle varie sigle sindacali (che, in una occasione più unica che rara, si sono mostrate unite). Insomma una spaventosa offensiva mediatica da cui la già indebolita maggioranza potrebbe uscire devastata in proiezione delle prossime elezioni.
 
26/02/2010 23:37
 
NOTIZIE CORRELATE
Zelig, Italia's Got Talent e per la fiction Il Tredicesimo Apostolo, sono attualmente le punte di diamante dell'ammiraglia Mediaset, che adotta una strategia attenta ai dati di bilancio e con una scarsa propensione per il rischio.
Raccontano di un Silvio Berlusconi sempre piu' preoccupato per i processi ancora pendenti a suo carico e per la piega che sta prendendo il decreto Monti sulle liberalizzazioni, soprattutto riguardo il nodo delle frequenze tv.
Con Monti "non abbiamo parlato" delle frequenze tv. "La tv ha avuto un grande cambiamento con l'avvento del digitale. Oggi le frequenze costano di piu' e non sono producenti a livello di redditivita'.
"Anche il governo Monti ci prende in giro, prende in giro i cittadini e gli elettori. Dice una cosa e poi ne fa un'altra". Lo ha detto Antonio Di Pietro, spiegando che al Senato è stato bocciato un emendamento di Idv alla manovra che riproponeva in maniera identica l'ordine del giorno votato alla Camera sull'asta per le frequenza Tv.
Così l'ex premier durante una pausa del processo Mills. Silvio Berlusconi, informa il quotidiano MF, ha aggiunto che ormai "i costi per il contenuto delle frequenze superano grandemente i ritorni che si possono avere.