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Storia della radiotelevisione italiana. Canale 5: esordi del più importante network privato italiano
Ricollegandoci al trentennale della nascita della rete regina del Biscione di cui abbiamo dato conto qualche giorno fa, dedichiamo a Canale 5 il consueto appuntamento settimanale con la rubrica Storia della radiotelevisione italiana.
Il 12 novembre 1979 veniva registrato a Milano il marchio di proprietà Fininvest (società fondata da Berlusconi l'anno prima) “Canale 5”. Il “5” stava a significare l'intenzione della nuova tv di piazzarsi subito dopo le tre reti RAI e Telemontecarlo. Il 30 settembre 1980 il logo di Canale 5 appariva sugli schermi del nord Italia in affiancamento a quelli di Telemilano 58, stazione diffusa in Lombardia (ed erede della Telemilanocavo fondata da Giacomo Properzj e della milanese Tv One TVI ch 58 UHF, acquistata da Silvio Berlusconi per passare alle trasmissioni via etere col marchio Telemilano 58). Contemporaneamente il neologo si combinava con quello di altre tv locali a copertura di sei regioni del nord Italia: Telemiliaromagna (emittente creata ad hoc rilevando canali da altre tv emiliano-romagnole), Tele Torino International (ceduta dalla FIAT a Berlusconi per garantire a Telemilano 58 l'illuminazione di Torino e province limitrofe), Video Adige (di fatto mero relay per il Trentino Alto Adige), Video Veneto (nata ex novo su impianti rilevati in loco) e A&G Television (ripetitore per la Liguria di Telemilano, senza velleità editoriali autonome). A dirigere i programmi di Canale 5 fu chiamato nientemeno che Mike Bongiorno (al quale sarebbe poi stata conferita la carica di vicepresidente Fininvest nel 1987), mentre alle relazioni esterne fu destinato il giornalista Vittorio Moccagatta, uomo di fiducia di Berlusconi dai tempi Edilnord (e che sarebbe rimasto con lui fino al 1984, per poi passare alla corte di De Benedetti). L'iniziativa fu subito molto articolata a livello societario: la pubblicità era appannaggio di una concessionaria dedicata, la Publitalia 80, il centro di produzione s'identificava nella Videoprogram (cui succederà nel 1981 la Videotime), l'acquisizione dei programmi alla società Rete Italia (fondata nel 1979 con il fine di approvvigionare di contenuti la futura rete di Berlusconi) mentre la gestione tecnica di alta e bassa frequenza era appannaggio dell'Elettronica Industriale (rilevata nel 1975 da Adriano Galliani dall'ing. Barbuti di Monza e ceduta, nella seconda metà dei '70, per il  50% a Berlusconi).  Poco più di un mese dopo, l’11 novembre 1980, andava in onda il primo “pizzone” di programmazione preregistrata su supporto magnetico, distribuito tramite corrieri (quotidianamente o settimanalmente a seconda delle trasmissioni) dal centro operativo di Milano a un consorzio di 25 emittenti, lungo tutto il territorio nazionale collegate in interconnessione funzionale e suddivise nei circuiti Canale 5 (nord Italia) e Canale 10 (centro-sud Italia). I due network (distinti solo a livello di denominazione) erano composti dalle stazioni locali del nord precedentemente citate e da Tele 2000 Aosta (Valle d’Aosta), Tele Radio Asti, Tele Alta Valle Susa, Tele Novara International (presto integrato dal preziosissimo canale 58 del Monte Mottarone, sopra Stresa, di Tele Nord Italia, dove lavorava una giovanissima Fiorella Pierobon) per la copertura capillare del Piemonte; da Tele Radio Sound (Varese) e Cantivù (Como), per l'integrazione dell'illuminazione Lombardia, da Radio Televisione Veneta per la capillarizzazione del Veneto; da Studio BZ per l'Alto Adige; da Il Po tv per il perfezionamento della diffusione in Emilia Romagna; da Teletoscana Uno e Tele Amiata per la Toscana; da Roma Tv per il sussidio diffusivo nel Lazio; da Sole tv in Abruzzo; da Puglia tv nella Puglia; da Tele A in Campania; da Tele Calabria 1 per la Calabria; da Tvr, Retesicilia, Sicilia Televisiva, Siciltele e Trinacria Tv per l'illuminazione completa della Sicilia (acquisizioni, queste, che sarebbero finite molti anni dopo nel mirino della magistratura penale). Le tv, tutte controllate, collegate o legate da accordi stringenti con Fininvest (definiti da Galliani, che si occupava delle acquisizioni delle emittenti locali) avevano l'obbligo di trasmettere il medesimo programma alla stessa ora, per dare l’illusione della diretta su tutto il territorio nazionale (vietata dalle norme al tempo vigenti, che consentivano la deroga al monopolio RAI solo su scala locale). Le tv sindacate, per contratto, mantenevano soltanto la messa in onda in proprio dei notiziari locali. Nel palinsesto spiccava “I sogni nel cassetto” gioco a quiz condotto dal citato Mike Bongiorno, primo grande nome ad aver ceduto alle lusinghe di Silvio Berlusconi. Il primo avvenimento sportivo di grande attrattiva trasmesso fu il Mundialito (30 dicembre 1980 – 10 gennaio 1981), torneo calcistico disputato in Uruguay per festeggiare i 50 anni dalla prima edizione dei Campionati mondiali di calcio. La Fininvest, si assicurò i diritti televisivi europei e li cedette alla Rai in cambio dell'assenso a poter trasmettere le partite del torneo, salvo quelle della Nazionale e la finale. Gli incontri sportivi furono irradiati in diretta in Lonbardia, e in differita nelle altre regioni italiane. Le partite raggiunsero ascolti di 8 milioni di spettatori (da record per una tv privata). Il 26 marzo 1981 Canale 5 si consacrò formalmente come syndication: nasceva la rete nazionale vera e propria (ma non ancora interconnessa alivello strutturale) in seguito all’acquisizione delle televisioni locali che fino a quel momento avevano trasmesso il segnale pur mantenendo il proprio logo. Nello stesso 1981 il colpaccio: Fininvest acquisì dalla Rai il serial tv Dallas per trasmetterlo, a partire dall'autunno, nelle serate di martedì e giovedì in controprogrammazione con Dinasty, della concorrente Retequattro (Mondadori). Nello stesso periodo, altra novità stravolgente per i tempi: l'inaugurazione, con la trasmissione Buongiorno Italia condotta da Marco Columbro ed Antonella Vianini, delle trasmissioni tv in una fascia oraria, quella mattutina, da sempre ignorata dalla tv di Stato. Tra il 1980 e il 1981 gli introiti pubblicitari di Publitalia '80 passarono da 13.000.000.000 a 75.000.000.000 di lire, consacrando la raggiunta maturità della pubblicità nazionale tv alternativa ai canali RAI. In quel momento nel magazzino di Rete Italia c'erano ormai 6.000 ore di cinema (in gran parte film acquistati dai tre network americani ABC, CBS e NBC). Entro pochi mesi Canale 5 sarebbe passata ad un'illuminazione del 90 % del territorio nazionale per mezzo di 300 ripetitori, incrementando le trasmissioni dalle 20 ore quotidiane al non stop 24 ore su 24. Nel frattempo le emittenti locali non di proprietà (ma partecipate) erano state tutte acquistate, sicché la rete di distribuzione del segnale era strategicamente sotto il totale controllo di Berlusconi. Circostanza che avrebbe attirato l'attenzione dei PM di alcune procure della Repubblica, che nel 1984 avrebbero interrotto in diverse regioni italiane l'interconnessione funzionale, creando, oltre ad una sommossa dei telespettatori privati di Dallas,  i presupposti per gli interventi politici del Governo Craxi (che avrebbero condotto all'approvazione dei famosi tre "decreti Berlusconi"). Ma questa è un'altra storia. (R.R. per NL)
 
Questo il palinsesto di Canale 5 di martedì 21 aprile 1981
 
12,00 Cartoni animati
12,30 Popcorn (programma musicale con Augusto Martelli)
13,30 Speciale Canale 5 (programma informativo giornaliero dedicato all'attualità mondiale prodotto in collaborazione con le principali tv americane NBC- ABC -CBS e l'inglese BBC - replicato la sera verrà spostato nei mesi successivi nella fascia oraria 20-20,30 per fare concorrenza ai telegiornali RAI)
14,00 Il grande walzer – Film
15,30 Lassie – Telefilm
16,00 Cartoni animati
17,30 L'uomo di Atlantide – Telefilm
18,00 Popcorn
19,00 Daktari – Telefilm
20,00 Lassie – Telefilm
20,30 Hawaii squadra cinque zero – Telefilm
21,30 Lo squalo tonante – Film
23,15 Notizie notte (breve notiziario riservato alla sola Lombardia)
23,20 Speciale Canale 5
23,45 Ricercate Etta Place – Film
02/10/2010 08:00
 

Storia di Canale 5: precisazione sul Trentino Alto Adige

All'epoca (anni '80) prima Video Adige per Canale 5 poi Video Athesia per Italia 1 furono, a mio parere, emittenti create ad hoc solo per diffondere i programmi Fininvest, tanto che non furono mai viste prima. I nomi si potevano vedere solo durante i rulli notturni. I programmi di Retequattro arrivavano dal Veneto: di tanto in tanto appariva durante la pubblicitá per qualche errore la scritta Retequattro Veneto anziche Trentino Alto Adige.
 
Paolo
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