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Storia della radiotelevisione italiana. Friuli, RTB Radiotelevisione Barbara: superstation ante litteram
Alla fine del 1976, in un industrioso Friuli Venezia Giulia in piena e veloce ricostruzione dopo il devastante terremoto del 6 maggio, a seguito di un altrettanto drammatico evento nasceva RTB, Radiotelevisione Barbara, un'emittente che nel giro di pochi anni avrebbe colonizzato regioni intere, arrivando quasi a Milano.
Importanti informazioni sulla storia dell'emittente sono riportate dal portale Storia Radio Tv dI Massimo Emanuelli, da cui attingiamo per questa puntata della nostra rubrica. Radio Tele Barbara nacque nel 1976 dall'emittente radiofonica Radio Barbara (probabilmente la prima emittente friulana, essendo stata fondata il 30 maggio 1975), diffusa su 102,900 MHz. La prima sede dell'emittente radiofonica era a Pordenone (foto), in via del Troy. Il fondatore Michele Bragatto spiega a SRTv le origini della denominazione: "Il 14 febbraio  1975 mia figlia Barbara aveva due anni meno quindici giorni; purtroppo l'ho persa in un tragico incidente di ascensore: di lei mi restavano ricordi e il suo nome, per me di più non c'era; cosi per aiutarmi a vivere, inventai prima la radio poi la televisione e da subito diedi ad esse il nome di Barbara".  Nel luglio 1976 ebbero inizio le trasmissioni sperimentali: "una telecamera riprendeva in diretta  i lavori nello studio cosi che il pubblico seguiva e partecipava ai lavori", ricorda Michele Bragatto. Il 30 novembre 1976 fu costituita una s.p.a. comprendente radio e televisione. Capitale sociale, un milione di lire. Bragatto faceva l'imprenditore, il pubblicitario, il tecnico: "imparai il mestiere grazie ad alcuni amici che lavoravano alla Elettrolux-Zanussi". Il 4 dicembre 1976 iniziarono i programmi ufficiali: "Festeggiando il giorno di Santa Barbara con le acrobazie di un piccolo aereo che riprendeva  la postazione di ripetizione del segnale in località Castalda di Aviano, sotto il Monte Cavallo, eppoi su Pordenone, presso la sede della nuova televisione con una festa voluta da vecchi  minatori (il 4 dicembre ne è la relativa festa, ndr)". Rtb Barbara irradiava i suoi programmi dal canale UHF 60: "La scelta fu casuale - sottolinea Bragatto - poiché avevo acquistato il ponte e il ripetitore da una società di Jesolo che motivi analoghi aveva comprato le attrezzature dalla Elpro rinunciando poi all'impresa". Il ripetitore fu installato in località Castaldia di Aviano, a 1200 metri di quota, postazione favorevole per illuminare (in assenza di altri segnali sul canale) la piana del Friuli, del Veneto, spingendo le trasmissioni addirittura fino in Emilia Romagna (Ferrara, Bologna e Ravenna), nelle Marche (l'emittente si riceveva nitidamente ad Ancona), in Slovenia e in Croazia. Ienibriato dall'inaspettato successo, Bragatto diede presto vita ad una seconda rete, Barbarella e fra il 1976 e il 1980 investì massicciamente in alta frequenza, "costruendo le postazioni Noas di Torreano di Udine, con due ripetitori sui canali 34 UHF e 26 UHF per la nuova nata Barbarella, per continuare con due impianti a San Michele di Gorizia  per la copertura di Gorizia città. Poi a Trieste, con un ripetitore da Muggia in verticale sul canale 30 UHF e a Conconello sul canale 23 UHF. Ogni ripetitore era splittato ed emetteva oltre al logo RTB la dicitura dell'area di servizio (Trieste per Trieste, Gorizia per Gorizia, ecc.). Fu poi installato un nuovo impianto per Pordenone in località Castalda sul canale 55 UHF con il logo Barbarella. Un allargamento frenetico: attivammo la postazione sul Col Gaiardin di Caneva  con i canali 46 UHF e 52 UHF; sul Colle della Madonna  di Teolo (Padova), accendemmo il ripetitore sul canale 34 UHF, mentre da San Giovanni di Vicenza misi in funzione il 26 UHF. Mi allargai ancora con la copertura su Belluno, Cortina, Feltre; per continuare con i ripetitori su Trento Paganella e Finonchio e con un ripetitore anche sulla Val Sugana. Infine, fu la volta di Bolzano, Bressanone e Brescia". RTB era quindi ormai in Lombardia, ad un passo da Milano, capitale della pubblicità italiana e dei giochi tv che contavanoIl primo palinsesto di Rtb, che nel frattempo aveva trasferito la propria sede a Porcia (Pn), in via Ceolini, proponeva film, telefilm, documentari e cartoni animati. Ma anche un'immensa autoproduzione: "Anteprima sport", "Rassegna libri", "A ruota libera", rubriche sportive e mediche, programmi per ragazzi, giochi come "L'azzeccabuste", "Uno, due, tre: fuoco", "Il mercante". Ma, su tutti, il seguitissmo tg "Telenotizie".  "Il direttore di testata - ricorda Michele Bragatto - era il dottor Leopoldo Petto; con lui collaboravano tre giornalisti (due donne  e un uomo). La redazione disponeva  di telex Ansa ed altre agenzie. Nei primi tg, i giornalisti montavano le brevi notizie con la titolatrice, simulando la grafica e l'effetto telex; le notizie erano note informative, categoricamente  prive di opinioni: raccontavano in sintesi ciò che era accaduto. Il tg era strutturato da una sigla iniziale, raffigurante il nostro pianeta che ruotava su se stesso, sospeso nel vuoto,  con la grafica "ultime notizie". Circa dieci notizie, erano confezionate all'interno del tg; le notizie locali  le acquistavamo da free-lance."  Alla fine del 1979 la struttura giornalistica fu arricchita da innovativi ricevitori satellitari, che permettevano di disporre di notizie e filmati da tutto il mondo: la redazione raccoglieva immagini e news che venivano montate in news della durata di 3-5 minuti. Le edizioni si susseguivano ogni 90 minuti. Negli anni '80 il tg fu rinnovato con una sigla composta da un globo che ruotava nel vuoto; le ultime notizie erano composte da brevi filmati di circa 20 secondi ciascuno. Nessun impiego di "mezzi busti", nessun legame con i quotidiani della carta stampata. "Mi è dispiaciuto che dopo la chiusura di Rtb, solo il direttore  abbia trovato occupazione al quotidiano Il Piccolo di Trieste, mentre i giornalisti dello staff, che erano molto bravi, non si siano reimpiegati nel settore: secondo me avrebbero meritato migliore fortuna", commenta Bragatto Uno dei programmi più graditi dal telespettatori era "Occhio sulla città", condotto dallo stesso Bragatto, che precisa: "La scenografia era composta da un quadro che rappresentava un occhio e da una tenda bianca. Io mi sedevo per terra, davanti a me c'era un tavolino, e per scandalizzare sovente usavo rumorosamente la tenda come fazzoletto. La trasmissione era tematica (ogni volta un tema nuovo). Una sera sul tavolino distesi delle mazzette da centomila lire sembrava veramente che ci fosse un miliardo in contanti. L'argomento era: "Cosa saresti disposto a concedere  o a dare per un miliardo?" Dalle tante chiamate traspariva da parte di tutti un certo interesse, ma con aria da snob; insomma tutti abbastanza ricchi e sereni. L'ultima telefonata, però, fu quella di una donna disperata:  il marito, un padroncino di un camion per trasporto mobili, tornando dalla Sicilia, aveva distrutto il mezzo; era malconcio, senza strumento e quindi senza lavoro, svuotato dentro: gli restavano solo le cambiali che in quel momento non sapeva come onorare. La donna mi disse con la voce rotta dal pianto: "cosa posso fare per quei soldi, anche se so che sono virtuali? io cosa posso dare?" Restai ammutolito, lo spettacolo aveva una disgrazia vera di fronte e il miliardo non c'era. Una voce, quella del marito, forse da un altra stanza, gli gridava in dialetto: "Nina, verzi le gambe". Terminata la trasmissione quella famiglia trovò solidarietà da parte di un industriale del mobile, che gli finanziò un nuovo camion  e gli diede lavoro". Bragatto ricorda a SRTv gli sponsor dell'emittente, il suo organigramma e gli ospiti famosi che intervennero nell'ambito dei programmi di Rtb, Barbarella e Radio Barbara: "Gli sponsor di RTB, fruitori di spazi nazionali, sono stati tantissimi; impossibile ricordarli tutti, quindi ne citerò alcuni: Fiat, Bmw, Mercedes, Citroen, Renault, Raider, Star, Parmalat.  Per quanto riguarda le televendite, ricordo Emiflex, Americastar, Gollinelli, la Lac di Silvano Turin, Mondialcasa, Actuality tappeti, IranianLoom, la Confartigianato e Vanna Marchi, che vendeva creme dimagranti. Per quanto riguarda la direzione artistica me ne occupai in prima persona fino al 28 febbraio 1978; poi, dovendo occuparmi dell'espansione dell'emittente, la direttrice dei programmi fu Pieranna De Giacomi, che entrò in Rtb anche come socia al 15%". Essendo l'emittente di derivazione radiofonica, non mancavano programmi nati in radio e proposti sia sulla seconda rete Barbarella che su Radio Barbara, come "Zia Barbara la cartomante" e "Su con la vita". "La signora Zanella di Aviano di Pordenone ha interpretato il ruolo di Zia Barbara la cartomante dal 1976 al 1989: mentre leggeva le carte una sorta di Gialappa's gli faceva da spalla in studio, esaltando o sminuendo le notizie che venivano dalle carte, tutto perché lo spettacolo fosse sempre il protagonista. Abbiamo  rifiutato di ospitare altre cartomanti, perchè Zia Barbara era uno spettacolo di successo che andò in onda fino alla chiusura della televisione", ricorda Bragatto. Il venerdì e il sabato notte Rtb mandava in onda cabaret e, come tipico all'epoca, programmi osè "trasmessi dopo le 24 con un cartello che a lungo recitava Bambini a letto". Lo spettacolo "consisteva nello strip di signore compiacenti che volontariamente sottostavano al gioco di ragazzi in studio, i quali davano via libera allo spogliarello di un pezzo alla volta creando, più che erotismo, confusione. Gli uomini invitavano poi le signore a indossare nuovamente gli indumenti, ma le donne, ormai parte del gioco, non ascoltavano più nessuno e si spogliavano conservando la mascherina che doveva preservare l'anonimato. Erano strip erotici senza giochi". Non stupisce certamente che dal mondo cattolico vennero numerose proteste, con denunce da Treviso e Rovigo; sui giornali l'occasione era più che propiziatoria per un manifesto di sdegno da parte dei politici del tempo e dalle femministe che "ci accusavano di strumentalizzare le povere donnine  rese  "donne oggetto", senza  considerare che non erano costrette da nessuno, ma si esibivano per loro libera scelta".  Moralismi di facciata che comunque non trovarono fondamento giuridico: "I vari processi si risolsero con assoluzioni", puntualizza Bragatto.  Rtb e Barbarella proponevano anche molte trasmissioni di sport,  con interviste e ospiti in studio il sabato sera, forte di due bravi giornalisti  e di uno studio di 600 mq  con una gradinata che poteva ospitare 600 persone e telecamere di cui una pensile radiocomandata. La domenica sera era dedicata allo sport, con gli stessi giornalisti, i risultati filmati di calcio, basket, palla a volo, hockey. "Uno dei giornalisti era Dario Pedrosa che oggi propone il medesimo programma a TelePordenone", precisa il fondatore. Nei primi anni '80 Rtb, Barbarella e Radio Barbara si trasferirono a Vigonovo di Fontanafredda, in provincia di Pordenone, in via Brigata Osoppo 136. A quel tempo in video erano proposti telefilm e telenovele (in primis Veronica), forniti da distributori di Padova, Roma e Milano, ma anche capolavori della cinematografia mondiale (come Il settimo sigillo, Sussurri e grida, La regina d'Africa, I sette samurai)  oltre ad alcuni programmi distribuiti da Tele Milano - Canale 5 di Silvio Berlusconi  (in primis, "I sogni nel cassetto" di Mike Bongiorno, foto) e film con all'interno pubblicità nazionale.  "Poi il modulo 81 distribuito dalla Manzoni & C. di Milano  nostri concessionari per la pubblicità locale. Ricordo con affetto il primo concessionario di pubblicità nazionale Giuliano Re", si lascia andare Bragatto. Nel 1982 Rtb entrò nel network Rete 4 di Mondadori, che si divideva il mercato privato nazionale con Canale 5 e Italia 1 (di Rusconi). Con l'affiliazione a Rete 4, le trasmissioni di Rtb vennero veicolate su Barbarella. Sottolinea Bragatto: "(Grazie a Rete 4) Mandammo in onda il meglio della fiction mondiale per ricordare alcune gocce nel mare dei film e telefilm trasmessi da Rtb: Dinasty, I Chips, Baretta, Dancing days, Guerre stellari, La febbre del sabato sera, Love story, Paper moon". Poi produzioni come "Pantera Rosa", "Cipria" di Enzo Tortora, "Pillole di saggezza" di Enzo Biagi e i rotocalchi di Giorgio Bocca. Nella seconda metà degli anni '80 Rtb proponeva un palinsesto ricco di programmi  musicali: la video hit, la mattinata con "Barbara allo specchio" (contenitore condotto dalle signore De Marchi e Zanon con giochi a quiz e premi in denaro - un milione di lire ogni mattina -). Negli studi di Rtb c'erano sovente ospiti e conduttori di fama nazionale: "Ci venne a trovare anche Maurizio Costanzo - ricorda Bragatto - in occasione di una delle prime puntate del Maurizio Costanzo Show svoltasi a Pordenone". Pippo Franco condusse negli studi di Telebarbara la trasmissione "Sì e no", distribuita su cassettizzato in tutto il territorio nazionale su emittenti di spessore locale (Telegenova, Retecapri, Telecapri, Telespazio, Telecolor Catania ecc.). La trasmissione di Pippo Franco simulava la diretta, era condotta come un varietà, ospitava intermezzi dedicati alla medicina, alle cure omeopatiche, nonché le televendite con ospiti. Fra gli altri conduttori ed ospiti di Rtb famosi vanno ricordati:  Claudio Lippi, Victor Fusco, Guido Angeli, Ave Ninchi, Marisa Del Frate, Raffaele Pisu, Walter Chiari, Ettore Andenna e molti altri. "Molte emittenti ci chiedevano di poter usare  parte del palinsesto di Rtb, raccogliendo il nostro segnale e ripetendolo", chiosa orgoglioso Bragatto, ricordando alcune di queste emittenti: Tele San Marino, Telestense (di Ferrara) e Videobolzano di Rolando Boesso. Fra i programmi di rilievo prodotti da Rtb Barbara a metà degli anni '80 erano da annoverare "Ave ed io" condotto da Ave Ninchi (foto), "Argomenti" (settimanale di attualità con la partecipazione del pubblico), un rotocalco sportivo, un quiz e un talk-show sempre condotti da Ave Ninchi, oltre alle trasmissioni storiche che hanno fatto la fortuna dell'emittente.  "Non avevamo concorrenti in quanto i nostri mezzi tecnici,  gli split, le potenze degli impianti, i dati di ascolto, ci ponevano fuori da qualsiasi concorrenza. compresi la Rai e la Fininvest - ricorda con una punta di orgoglio l'ex editore - Il nostro fatturato mensile era tra i 100.000.000 ed i 700.000.000 milioni di lire". Cifre impensabili per le emittenti locali dei tempi. "Ma il risultato più importante sono stati gli ascolti: il vero schiaffo alla concorrenza, che non ci ha mai amato", sottolinea il fondatore di Rtb aggiungendo: "Abbiamo investito tutto ciò che abbiamo guadagnato, negli impianti di alta frequenza, postazioni, bassa frequenza (creando uno studio faraonico) e nei programmi, rendendo grande questa emittente a un passo dal diventare un network a copertura nazionale". Ironia della sorte, il primo passo verso la fine di Rtb venne proprio dalla trasformazione dei network milanesi Canale 5, Italia 1 e Rete 4 in reti di proprietà del broadcaster di riferimento. All'offerta di Silvio Berlusconi nel 1985 di cedere le frequenze di Rtb a Rete 4, Bragatto non seppe (o non potè) resistere, anche se decise di proseguire l'attività su dimensioni più contenute ricollocando i programmi della rete principale sui canali di Barbarella (in quell'anno fu alienata anche Radio Barbara, al cui posto in FM c'è oggi Radio Ottanta). Ma anche Rtb Barbara ultima versione avrebbe cessato di esistere di lì a qualche anno: nel marzo 1989 le sue frequenze furono infatti cedute all'Elettronica Industriale di Selvazzano di Dentro di Padova, presieduta da Giorgio Pinton. Cosa fa oggi Bragatto?  "Sono tornato al grande amore: distribuisco filmati  di televendita alle televisioni più piccole con la formula a royalties. Nel tempo, se le emittenti lo vorranno, potranno insieme offrire agli sponsor una copertura in grado di fronteggiare la concorrenza senza essere schiacciati; chiaramente è un lavoro che mi piace, e mi consente di vivere", risponde a SRTv.  Guarda la televisione?  "Sì, certo: la guardo per molte ore al giorno. Con gli impianti satellitari seguo emittenti da tutto il mondo, ciò che il satellite non mi dà lo cerco su internet. Guardo molta televisione  e non disdegno la radio". Nel confronto tra la tv odierna e quella degli anni '70 ed '80 è la seconda a vincere, in quanto per Bragatto: "La tv di oggi è sicuramente migliorata nella qualità dell'immagine, grazie anche all'ausilio dei computer e nella confezione dei promos spettacolari, che vestono i tg e i programmi trasmessi, o che saranno trasmessi. Trovo però che nei contenuti poco è cambiato: se guardiamo la tv in prima serata per quanto riguarda le analogiche di terra, vista una, le altre sono una fotocopia. Cosi dicasi (eccetto Sky) delle altre emittenti satellitari, che secondo me non soddisfano nemmeno i campioni del telecomando. Come telespettatore pagherei per rivedere la tv degli anni 70-80 e pagherei molto di più se questa fosse, la mia TeleBarbara". (M.L. per NL)
27/03/2011 07:30
 

Tele Barbara

Per un breve periodo arrivó anche a Merano (BZ)

Anche la mia, Telebarbara

Ho passato la mia infanzia con Telebarbara. Telebarbara non era solo una televisione tra le tante, era come un grillo parlante, un’oggetto con un’anima profonda capace di parlare. Era come la balena Giuseppina per Cioppi nel cartone animato, ovvero una sorta di segreto nascosto, un sogno che accompagna per tutta l’infanzia e che poi svanisce a causa della realtà circostante molto più fredda e dura. Eppure, quel sogno chiamato Telebarbara è rimasto dentro di me e ancora mi parla a distanza di 20 anni dalla scomparsa. Era il 1989 e io ebbi la mia ultima malattia dell’infanzia, la varicella. Chiuso nella camera in isolamento, tra il talco sparso ovunque e il caldo dell’estate, solo avevo con me qualche libro e una piccola televisione da tavolo. Dopo un lungo periodo di silenzio nell’etere, il segnale di Telebarbara era miracolosamente tornato nella mia casa nella zona di Rovigo. Non rimaneva più nulla di Telebarbara. Solo qualche televendita e un pò di musica di Music Box, e mi ricordo specialmente la canzone di Ninah Cherry “Man Child” che veniva spesso ripetuta in quell’anno. La mia infanzia se ne andava, avevo appena compiuto 16 anni. E anche Telebarbara se ne andava, come una stella che prima di scomparire per sempre aumenta la sua luce per lasciare un ricordo indelebile di sè. La salutavo con un lungo triste addio, lasciando il televisore acceso su quei programmi poco interessanti, ma pur sempre con quel logo affascinante di sempre, amica Barbara. Poco dopo quella frequenza veniva completamente occupata da un’altra piccola televisione, Teliko TV, che già da tempo interferiva nel segnale. Ho odiato Teliko TV che scacciava Telebarbara. Più avanti, ogni tanto cercavo ancora di vedere se Telebarbara sarebbe tornata, ancora una volta, come era successo in altre occasioni durante gli anni Ottanta. Ma non è più accaduto e, soprattutto, non ho mai saputo di che cosa era morta. Come un bambino che non capisce mai la ragione della morte della propria nonna, una cosa misteriosa.

Telebarbara era una televisione dall’animo forte, ribelle, indipendente, aggressivo e gentile allo stesso tempo. La bambina a cartoni animati che usciva da una televisione con un’immenso arcobaleno di colori è sempre stato un momento di allegria in casa. Era la sigla di Telebarbara, che a volte veniva trasmessa per intero e allora iniziava con i colori di un monoscopio, che venivano aperti da una bambina e che poi terminava con la bambina che sorrideva. Straordinario, pagherei per avere una registrazione di quell’animazione.

Telebarbara era la compagna dei bambini, di sicuro. La domenica mattina, a casa da scuola, mi alzavo verso le 8 di mattina, sapendo che il logo di Telebarbara sarebbe stato manualmente rimosso (da qualcuno negli studi) per lasciare posto ai programmi di film di animazione. Quel logo spostato manualmente poteva cambiare di dimensioni o di posizione nello schermo. Nessun’altra televisione passava ben 3 o 4 film di animazione in serie di domenica. E poi tra i più belli che si potesse immaginare. Quelli giapponesi. A parte questo, sono sempre stato attento spettatore di tutti dico tutti i disegni animati giapponesi che le televisioni davano negli anni Ottanta, anche perchè non mi dedicavo magari a tanto sport come altri bambini. Io stavo con Telebarbara, che trasmetteva sempre le migliori serie di carton animati, sempre il meglio e poi in anteprima su altre televisioni che l’avrebbero copiata successivamente, come Antenna Tre Veneto. Nei primi anni Ottanta si vedevano molti cartoni animati sulle televisioni locali, cosa che poi si è esaurita quasi del tutto.

Ma c’era molto di più. Telebarbara trasmetteva molti film in prima serata, spesso di alto livello, da fare concorrenza alle televisioni nazionali. C’era un programma musicale nel primo pomeriggio con videoclips che allietava il dopo scuola.

Ricordo quando Telebarbara, nei primi anni Ottanta, da televisione indipendente divenne di fatto ripetitore dei programmi nazionali di Rete4. Per qualcosa come 2 o 3 anni Telebarbara era come una prigioniera in attesa di liberazione. Rimaneva poco della programmazione autonoma, qualche cartone animato, degli spot pubblicitari peraltro un pò strani. Ad esempio mi pare di ricordare qualcosa come uno spot che mostrava dei lombrichi. Poi appariva la schermata con il numero di telefono per poter fare pubblicità sull’emittente. Pensavo che non ci fossero più soldi o più voglia di fare vivere Telebarbara. Una sorta d’infanzia difficile, di crisi di crescita.

Ma poi un giorno Telebarbara è ritornata alla grande, più grande che mai, credo fosse circa l’anno 1984. D’improvviso era comparsa una presentatrice dei programmi. Venivano poi lanciati molti messaggi promozionali di film, telenovele, telefilm e anche cartoni animati, con l’immagine di uno schermo di televisione che portava il logo storico di Telebarbara. Il programma per i bambini di cartoni animati era diventato un momento d’incontro dagli studi a specchio dell’emittente, dove classi di bambini si avvicendavano come ospiti. Durante la mattinata veniva trasmesso un rotocalco dal titolo “Barbara allo Specchio”, ricco di rubriche con attualità, cultura, tempo libero, televendite. Il notiziario di Telebarbara non è mai stato molto importante nel palinsesto, del resto a nessun bambino piace il telegiornale. Proprio la sua brevità lo rendeva anche interessante. Sullo schermo scorrevano dei titoli di notizie battuti a macchina che una voce nascosta leggeva, una sorta di notizie d’ansa molto sintetiche. Non più di cinque minuti e tutto terminava. Il livello della pubblicità si era molto innalzato, al punto che venivano passati spot che si vedevano solo su emittenti nazionali. Ero contento che il letargo di tre anni di Telebarbara fosse stato la preparazione di un risveglio che poteva trasformare l’emittente in un circuito nazionale. Quando un giorno, facendo zapping tra i vari canali, ho visto che i programmi di Telebarbara venivano ripetuti due volte, ho capito che anche quel sogno si stava avverando. Una piccola e direi del tutto insignificante televisione locale di Ferrara, Telestense, stava ripetendo i programmi di Telebarbara, solo interrompendo nei momenti della pubblicità con spot in autonomia, peraltro sempre troppo lunghi e che finivano per coprire i programmi in corso. Telebarbara non ha mai fatto troppa pubblicità. Le interruzioni erano sempre scarse e di breve durata, a differenza della maggior parte degli sltri canali. Comunque era troppo bello, dato che il segnale nella zona di Rovigo non era mai troppo chiaro, mentre quello di Telestense era (ed è) sempre stato chiarissimo. Però questa ambizione non durò a lungo. Telestense cominciò a dare i programmi di un altro network chiamato Azzurra, poco interessante.

Un giorno si capì chiaramente che Telebarbara era malata. Non parlava più. E non parlava più al cuore. La maggior parte dei programmi prodotti scomparvero. Soprattutto, le serie a cartoni animati, che da anni continuavano a succedersi con sempre nuovi programmi inediti, si interruppero e di fatto per un lungo periodo vennero ripetuti sempre gli stessi cartoni animati. Non aveva senso continuare a riguardare sempre le stesse puntate. Poi pian piano il palinsesto si è ridotto fino a diventare solamente ripetizione del segnale di Music Box, oltre a una serie di televendite. Anch’io stavo crescendo e i miei impegni diventavano sempre maggiori, portandomi fuori casa, tra mille cose, la scuola, gli amici. Telebarbara se n’era andata lentamente e indisturbata. A un certo punto il segnale non arrivò più nella mia casa, credo fosse il 1987. Allora cominciai subito a sentirne la nostalgia. Cominciai a ricercarla. Vedevo che nelle pagine delle televisioni locali dei giornali continuavano a comparire le segnalazioni dei programmi di Telebarbara, ad esempio su TV Sorrisi e Canzoni. Finchè si arrivò a quei giorni dell’estate calda del 1989 quando ero a letto con la varicella. Telebarbara ricomparve sugli schermi. Era il suo saluto di commiato. Un addio come quello della Balena Giuseppina a Cioppi che aveva fatto gli esami di maturità. Uno dei momenti più tristi e toccanti che io ricordi fra tutti i cartoni animati che ho visto. Ho versato molte lacrime, non per Giuseppina, certo, ma per me e per Telebarbara che mi aveva lasciato.
Non ho mai più avuto nessun attaccamento alla televisione nè ho mai più guardato cartoni animati. Non so come mai, ma è come non avesse più senso.   Se qualcuno ha altri commenti, mi piacerebbe riceverli: tessarinc@hotmail.com grazie.
Addio Telebarbara, o forse arrivederci.
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