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Storia della radiotelevisione italiana. Radio Atlanta Milano: in FM e oltre
Anno 1979, Disco Radio Milano - emittente prematuramente perdutasi nell'euforia delle prime stazioni libere della metropoli lombarda - ha da poco cessato le trasmissioni, liberando la frequenza 95.700 MHz da Via Edolo 40.
Un'opportunità che in via Londonio, strada parallela a Corso Sempione, a un passo dalla RAI, dove c'è una gran voglia di radio, non ci si vuol assolutamente far scappare (anche perché di sbocchi nella congestionata FM ormai in città cominciano ad essercene veramenti pochini). Soldi non ce ne sono, mezzi pochi, ma di volontà ce n'è tantissima. Il giovane Mauro Tosi, appassionato di elettronica che di Disco Radio Milano è stato direttore, responsabile dei programmi - in breve factotum - decide di tentare in proprio l’avventura radiofonica in un etere metropolitano che sta lasciando spazio alla radiofonia professionale archiviando la fase dilettantistica e coglie così, al volo, la disponibilità di uno spicchio di FM libera. Così, mentre a Radio Milano International, a Radio Studio 105, a Radio Montestella e in generale nelle grandi stazioni si buttano nel bidone i vecchi apparati per sostituirli con macchinari broadcast di alto lignaggio, nella cantina di Tosi si mettono insieme un paio di giradischi, un mixer, un registratore a bobine TEAC autoreverse, qualche piastra a cassette Technics e un compressore DBX 118 collegati con un lungo cavo ad un trasmettitore di qualche centinaio di watt che alimenta 4 dipoli IRTE issati su un traliccio sulla casa di 5 piani che sovrasta l’edificio. In breve è così in onda Radio Antenna Milano, ultima arrivata nell'affollato etere milanese e che di lì a poco - inalterato l'acronimo (R.A.M.) - muterà la denominazione nel più suggestivo Radio Atlanta Milano, ovviamente, prendendo il nome dalla mitica radio pirata off-shore nelle acque nel mare del Nord che trasmise per due mesi dal maggio 1964 (prima di evolvere nella a noi più nota Radio Caroline). Essenziale come la dotazione tecnica il claim dell'emittente: “Musica, musica… musica!”. In quattro e quattr’otto decine di voci si alternano nella lunga giornata in diretta di Via Londonio 18. La stazione, in breve, emerge: dalla cantina al piano terra, occupando lo spazio di un negozio dalla gialla vetrina. I programmi sono prevalentemente orientati verso la musica a richiesta e le immancabili dediche. Il taglio musicale è estremamente popolare: Renato Zero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti; ma anche Gazebo, Gary Low e P Lion compongono una playlist dimensionata sui gusti del conduttore alla consolle. Il mattino è interminabile: Mauro Magni (nella foto a destra, nome “d’arte” del titolare della radio) conduce per cinque lunghe ore il "Matineé", seguito nel pomeriggio e fino a tarda notte da Toto Farina, Mirko Valli, Valentina, Maurizio Ferrari (pseudonimo dell’attuale Beppe Cogliandro di Kiss Kiss), Davide Rossi (ora presidente Univideo), Silvio Stasi, Franco Giordani, Gianluca Visconti (nella foto sotto, prelevata dal gruppo su FB dedicato all'emittente) con sporadici interventi di Thomas Damiani di Peter Flowers che, abitando nello stesso stabile di Via Londonio si concede di tanto in tanto agli ascoltatori della piccola emittente. Immancabili i notturni, dove le telefonate in diretta degli ascoltatori sono le assolute protagoniste. Nel palinsesto trovano spazio anche programmi di nicchia in dialetto milanese e curiose “radiovendite” di bianco per la casa sponsorizzate dal negozio di Blu Bassetti di Corso Vercelli (il cui proprietario è Franco Oliani, editore di Radio Superstar 106). La radio è decisamente amatoriale e a tratti banale (così un jingle: "Radio, Radio, Radio Atlanta, è la radio che ti incanta: se l'ascolti un momento, non la scordi e sei contento"), ma gli artefici danno l’anima per farsi notare. Tuttavia, la frequenza 95,700 MHz (per lungo tempo riposizionata a 95,650 MHz per distanziarsi dall'ingombrante 95,900 MHz di Gamma Radio), già limitata dalle scarse potenzialità del sito di trasmissione, in una FM congestionata, non consente di superare la dimensione di quartiere.Almeno fino all’intuizione di Tosi dei primi mesi del 1982, a due anni dall’avvio delle trasmissioni: presidiare il fine banda, i 108 MHz, dove (quasi) nessuno vuole spingersi per paura di finire nelle fauci dell’Escopost (Milano è a un tiro di schioppo dall’aeroporto di Linate e oltre i 108 MHz ci sono le comunicazioni terra-bordo dei velivoli). Così, sul palo che sovrasta qualche troncone di traliccio a sezione triangolare sullo stabile di Via Londonio compaiono altri 4 dipoli IRTE in direzione opposta a quelli della frequenza 95,700 MHz e da lì inizia ad operare prima con 1 e poi con 2 kW la nuova frequenza a 108 MHz (per i primi tempi addirittura con qualche decina di kHz in più). La quale, ovviamente libera, spazia su tutta la città, estendendosi anche in zone a sud della  provincia. L’utilizzo della frequenza di fine banda presenta, in quegli anni, un altro vantaggio strategico: a parte che è facile da trovare (basta dire: vai in fondo all'FM!) di norma i radioricevitori con sintonia a filo (quelli con il display digitale sono ancora pochissimi) si spingono anche oltre i 108 MHz e quindi, scostando un poco la manopola (non c’è nessun adiacente superiore) si superano i disturbi della 107,850 MHz di Teleradio Bramante di Milano, che si contende la frequenza con Radio Capo Nord da Cinisello Balsamo. E’ fatta: Radio Atlanta diviene finalmente una stazione di dimensione cittadina e lo cose si fanno (un po') più serie, anche se gli inserzionisti rimangono sempre quelli del quartiere circostante, salva qualche eccezione. Ma la pacchia dura poco: nel 1984 Teleradio Bramante cede la frequenza a Radio Krishna Centrale, il network che dalla Toscana si sta sviluppando a livello nazionale (rileverà di lì a breve anche la frequenza milanese 94,450 MHz di Radio Città 1) e che è succeduto sui 107,850 MHz a Radio Patriots di Borgonovo Val Tidone (Pc), installando un potente impianto ultraregionale da 5 kW al Monte Penice (Pc). La frequenza di Radio Atlanta, già pregiudicata a nord dal potenziamento delle trasmissioni a 108 MHz da Nerviano (Mi) di Radio NBC Milano (che era subentrata su tale frequenza a Radio Lainate), subisce un duro contraccolpo e ciò anche per il fatto che, nel frattempo, pure Radio Capo Nord si è spostata in su nella scala FM. La radio rischia quindi di tornare ad una dimensione di quartiere, sicché, nel 1985, Tosi decide di installare anch’egli un impianto al Monte Penice, pure a 108 MHz. La dimensione di servizio diviene di colpo extraregionale, ma il nuovo diffusore è troppo distante da Milano per effettuare un servizio sufficiente sulla metropoli e pertanto Radio Atlanta è costretta a mantenere in attività anche il secondo impianto cittadino, con un’isofrequenza deleteria ed instabile. Il diffusore al Monte Penice è poi oggetto di frequentissimi fermi e grava sensibilmente sui costi dell’emittente (che già ha perso di mordente sul piano dei contenuti, con molte defezioni dall’organigramma) per via delle costanti azioni di manutenzione straordinaria a cui è soggetto. La situazione interferenziale sui 108 MHz nel frattempo peggiora, in quanto le stazioni che occupano tale frequenza (o quelle limitrofe) nel frattempo hanno potenziato i segnali per cercare di compensare i disturbi provocati da RKC (che, a sua volta, ha innalzato la potenza a 12 kW). Eppoi c’è una domanda (retorica) che domina i pensieri di tutti: che senso ha mantenere un impianto interregionale quando la raccolta pubblicitaria si concentra essenzialmente nel quartiere dove ha la sede la stazione? La risposta (scontata) è l’anticamera della fine di Radio Atlanta: dì lì a tre anni Tosi, dopo aver dismesso (naturalmente senza cederlo a terzi) il diffusore da Monte Penice, cederà gli impianti milanesi a Radio Maria di Erba, alla ricerca di uno sviluppo su Milano. E l’emergente rete religiosa, nel giro del lustro successivo, acquisterà anche gli impianti di Radio Krishna Centrale (che abbandonerà le mire espansionistiche nazionali) e di Radio Capo Nord (107,950 MHz) per concludere il progetto di colonizzazione dei 108 MHz, dopo un lungo contenzioso giudiziario, con l'acquisto della frequenza già di NBC Milano. La spensierata “Musica, musica … musica!” di fine banda FM lascerà così lo spazio alle compunte orazioni. (M.L. e C.G. per NL) - P.s. La Radio Atlanta che tornò in onda nel 1990 in forma new age sui 91,450 MHz, aveva sì sede sempre in Via Londonio (ma sul lato opposto della via), ma nulla c'entrava con la precedente versione.  L'unica cosa che l'accomunò con l'originale  fu la sorte: chiuse negli anni 2000 cedendo la frequenza ad una radio religiosa (Radio Mater).
30/01/2011 07:57
 
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