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Storia della radiotelevisione italiana. Radio K: da Sanremo per far crollare il monopolio radiofonico francese
 
Dal punto di vista tecnico l'impresa ha una dotazione al pari di quella di Radio 24, emittente italiana volta ad illuminare Zurigo con 50 kW da Pizzo Groppera, sopra Como e di Radio Mont Blanc 102 in Val d'Aosta, 10 kW a 3930 metri di quota, in località l'Aiguilles de Trélatête (detta anche Tré-la-Tête).
Con un trasmettitore da 30 kW sintonizzato su FM 101,100 MHz che alimenta un sistema radiante estremamente direttivo e ad alto guadagno di oltre 20 metri dalla vetta del Monte Bignone, a 1300 metri s.l.m., sopra Sanremo, a pochi km dal confine francese (in grado di illuminare un vastissimo territorio, da Mentone a Marsiglia, lungo le Alpi marittime), Radio K è un progetto ardito voluto da Frédéric Laurent, giornalista fondatore di Libération e collaboratore del Matin de Paris (nonché futuro reporter di TF1), Bernard Laine (giornalista di RTL) e Pierre Crisol (ex vicedirettore di RTL, di cui era responsabile dell'area informativa "politica"), che la versione romantica vuole nato in un bistrot francese sulla scorta della considerazione: "Et si on faisat une radio? Il y a surement un creneau..." (cfr. L'Unité del 20 febbraio 1981). Il nome della stazione è ispirato al "fattore K", cioè il gap rappresentato da quello che, in altre realtà europee, è considerato l'handicap per la sinistra: la presenza di una forza politica antisistema come il partito comunista. In realtà, non si tratta del primo tentativo di irradiare la Francia dai confini liguri attuato da imprenditori - perlopiù ingolositi dal business di RMC Radio Montecarlo Côte d'Azur, Radio Luxembourg, Europe 1 e Sud Radio -, giornalisti (attratti dal nuovo medium), visionari o semplici avventurieri francesi. A cavallo tra il 1976 ed il 1979 da Bordighera (località italiana a ridosso del confine francese ideale per la radiodiffusione sulla Costa Azzurra, poste le alture prospicenti) avevano infatti trasmesso con qualche significativo riscontro di pubblico Radio Vintimille Internationale (99,2 MHz), con le voci di Nagui (il popolare animatore francese, che esordì proprio lì per poi passare a Radio Continentale e quindi a Radio Midi), Gérard Renouf, Michel Pacaud (ex Radio Midi, RMC Côte d'Azur, Europe 1) e Claude Laurent (che fonderanno nel 1981 l'omonima, almeno per acronimo, RVI - Radio des Vallées de l'Isère a Grenoble, relay locale di Nostalgie) e soprattutto RC101 - Radio Continentale (dove iniziò la propria professione Frederic Coste, poi ad Azur 102 e quindi al network Nostalgie), di proprietà nientemeno che della statunitense UBC, United Broadcasting Corporation Inc. Lo spin-off italiano del noto broadcaster tv con sede nel Maryland (che controllava 13 radio e 3 tv tra Nord America e Messico), pare sia stato voluto direttamente dall'ormai anziano patron Richard Eaton, mosso dall'ambiziosa pretesa di insidiare l'audience di RMC mediante un format di stampo americano diffuso con un trasmettitore di 8 kW di potenza sui 101 MHz (frequenza individuata quindi come utilizzabile dai tecnici di Radio K a seguito della dismissione del player USA). Del resto, Eaton aveva mire grandiose, considerato che a Roma nello stesso periodo voleva lanciare un'altra stazione di proprietà, denominata Radio Quasar, dopo aver cercato di acquistare la preesistente The Voice of Daily American (tanto che la stazione aveva già mutato il nome in Radio UBC), attraverso la neocostituita UBC Italiana (Via Vittorio Emanuele Orlando 3), con tanto di denuncia alla Questura (11/08/1976, direttore di testata Michel Hall) per l'installazione di un impianto da Monte Mario con una potenza di emissione di 2500 watt sui  97,7 MHz (frequenza peraltro già occupata da Radio Città Futura). In realtà, l'idea di Eaton era di creare un circuito di radio di proprietà della UBC contraddistinte da musica importata dall’America e presentata da dee jay professionisti, alternata da informazione ogni ora rigorosamente in inglese con flash su avvenimenti particolarmente importanti. Il target di riferimento, nella sua idea, avrebbe dovuto essere inizialmente il personale americano in Italia, posto che il progetto prevedeva l'installazione di emittenti FM in prossimità le basi NATO (positiva intuizione che, infatti, sarebbe stata poi fatta propria dall'AFN). Resistono invece la rinomata Radio Azur 102, diretta sul piano editoriale da L. Algardi e su quello commerciale da A. Sartore, di proprietà della SEAV Societè d'Etudes Audio Visuelles, con sede nel Principato di Monaco (come la concessionaria pubblicitaria SAM Euratlas) e trasmettitore Telefunken da ben 10 kW in Via Bellanda 6 a  Mortola Superiore loc. Ciotti, a 300 metri s.l.m. nel comune di Ventimiglia sui 102,5 MHz (con tanto di versione tv sui canali 23, 38 e 61 UHF), la dinamica Radio Midi (dallo slang che definisce il territorio meridionale della Francia, attiva su 94,700 e 92,800 MHz) - fondata nel 1978 da animatori di Radio Montecarlo (tanto che gli studi vengono posti nel principato di Monaco, mentre il trasmettitore è a Bordighera - dove rimarrà fino alla chiusura, nel 1982) e Radio Nova International. Quest'ultima, costituita a Montefontane di Camporosso (IM) nel 1979 dagli svizzeri Erwin Meister e Edwin Bollier (i pirati della quasi omonima Radio Nordsee International, installata tra il 1969 ed il 1974 a bordo della nave Mebo II, ancorata al largo di Scheveningen, nei Paesi Bassi che, vent'anni dopo, sarebbero stati interessati dalle indagini sull'attentato "Lockerbie" del 1988), da dove con 2 kW su 101,500 MHz è in grado di servire Menton, Monaco, Nizza, Cannes e Saint Tropez (cfr. foto a corredo dell'articolo). La redazione di RNI è seguita dal giornalista Richard Adaridi (futuro direttore de Soleil de Ré 104,1), mentre tra gli animatori spicca Nicole Torcolo (Radio Nostalgie Menton). Ma nessuna di queste iniziative, per quanto in alcuni casi rilevanti, è paragonabile, per impegno finanziario e dotazione tecnica, al progetto Radio K. Locomotion s.p.a. è la capiente società di diritto italiano (capitale sociale 500 milioni di lire per un investimento stimato in 2,4 milioni di franchi!) veicolo del prodotto editoriale (politicamente "liberale" ed ispirato al quotidiano Le Monde), che inizia le proprie trasmissioni in lingua francese il 27 marzo 1981 con un programma preregistrato a Parigi. Socio di maggioranza della società editrice (il capitale a regime è fissato in 2,5 mln di franchi da suddividere in pacchetti da 50.000 franchi) è il Partito Socialista Francese (53,36%), insieme alla compagine minore costituita, tra gli altri, dall'enologo Alain Schlumberger (11,97%), da Francois Du Grossouvre (industriale e consigliere di François Mitterrand, con una quota del 1,94%), da Jean Loup Demigneux (due anni dopo presentatore del tg di TF1 e, molto più recentemente, direttore di France 2) e da Jean Francois Bizot (già fondatore della pirata Radio Ivre e direttore del giornale D'Actuel). Presto il palinsesto si struttura nella classica bipartizione musica/news, con due grandi sessioni informative dalle 6 alle 9 del mattino (con una rassegna stampa dell'umorista Guy Bedos e i commenti sagaci di Jacques Dupont, proveniente della minuscola ma famosa stazione pirata e di protesta Lorraine Coeur d’Acie 102 di Longwy) e dalle 18 alle 20.30 del preserale (dove trovavano spazio i commenti sportivi di Daniel Cohn-Bendit - pure proveniente da Lorraine Coeur d’Acie 102 - e quelli di cronaca di Alain Bombard, Haroun Tazieff e Anne Gaillard, entrambi già a Radio France Inter). Gli studi, molto professionali come si addiceva ad un'iniziativa che puntava addirittura a scardinare il monopolio pubblico della radiotelevisione francese, vengono collocati in un'ala del ristorante/discoteca La Giara di Bussana, un paese non lontano dal diffusore di Monte Bignone. Lanciata con la benedizione socialista di François Mitterand (eletto presidente due mesi dopo, il 21 maggio 1981), Radio K, in realtà, ne sarà vittima. Scriveva sulla vicenda la rivista Millecanali: "Ha vinto Giscard? Forse. Non comunque contro Mitterand, ma contro una radio sanremese di nome (ormai famoso) Radio K. Radio abbastanza mitterandiana, "fattore K" - a suo modo e nei suoi limiti - nelle mosse elettorali francesi conclusesi in maggio. Ha avuto poco più di un mese di relativa tranquillità. Poi, Di Giesi ha ceduto alle pressioni del collega francese e ha spedito l'ordine all'Escopost di Genova di spegnere il ripetitore di Monte Bignone che permette alla decina di giornalisti di Radio K di rivolgersi alla gente del sud-est francese, da Mentone a Marsiglia. Giscard in persona si era interessato della cosa in occasione del suo recente (gennaio) viaggio in Italia e, di fronte alla formale evidenza di clausole di trattati internazionali, Di Giesi aveva cominciato a tentennare e ha poi finito per dare - con l'ordinanza di cui abbiamo detto - il voto a Giscard. "Non sarà tollerata l'anarchia che viene dall'estero", era il motto del ministro francese alla cultura Lecat. E rincarava poco cavallerescamente: "Sono avventurieri che sognano di fare man bassa su una fetta del mercato pubblicitario". I responsabili della radio - che si dichiarano indipendenti, senza nessun legame organico con i politici - hanno presentato al nostro Ministero delle Poste un ricorso dettagliato in una quarantina di pagine. E' inutile dire che oggi spereranno in Mitterand, sotto la cui presidenza si potrebbe incominciare a tener conto che - stando ai risultati di un'indagine - il 63% dei francesi è favorevole all'abolizione del monopolio, e che il futuro certamente non gioca a favore della sua difesa a oltranza. Non hanno comunque mai smesso di trasmettere, sia pure più musica che informazione, nonostante le diffide e le minacce italiane, e i disturbi (tecnici oltre che verbali) francesi". Non era vero: a distanza di nemmeno un anno dall'esordio, il 29 gennaio 1982 il potentissimo trasmettitore a 101,100 MHz si sarebbe fermato, più per inedia che per provvedimenti restrittivi. Stanco di combattere contro gli oscuramenti isofrequenziali francesi dalla Costa Azzurra (la tecnica, vincente, della TDF - TéléDiffusion de France, sezione dell'Office de radiodiffusion télévision françaiseè - era quella adottata anche in Val d'Aosta contro Radio Mont Blanc 102, per vanificare sul piano sostanziale l'operatività) e i provvedimenti restrittivi italiani, non avrebbe più ripreso le proprie trasmissioni (che avrebbero dovuto trarre sostentamento esclusivamente dalla pubblicità francese). L'altra radio pirata italo-francese, la citata in apertura Radio Azur 102 di Ventimiglia - ma con studi a Montecarlo - (attiva dal 1977), avrebbe dedicato in segno di solidarietà alla chiusura della sfortuna collega un minuto di silenzio. Ma l'esperienza non sarebbe stata comunque vana: di lì a qualche mese l'etere francese sarebbe stato liberalizzato (e diverse emittenti in lingua francese oltre confine avrebbero traslocato legalmente nel territorio cui erano commercialmente ed editorialmente rivolte). Soddisfazione postuma. (M.L. per NL)
 
Postafazione: oggi la frequenza 101,1 MHz nella medesima area ospita i programmi di Virgin Radio, di proprietà del gruppo editoriale (Finelco) che edita anche RMC Italia.
17/02/2015 17:52
 
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