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Storia della radiotelevisione italiana. Toscana, Pisa: da Radio Quattro a Radio Bruno
Nel 1975 le radio libere sono già sbocciate, ad inizio anno se ne contano già una ventina sparse su tutto il territorio nazionale.
A Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, Mario Comparini ed i fratelli Romolo (detto Franco) e Remo Bolognesi decidono di aprirne una: è’ l’inizio di un avventura. Assieme a Roberto Maccani, Giacomo Benedetti e Franco Marmeggi fondano la società M.B.M. Radio Pisa e nel luglio 1975 la iscrivono alla Camera di Commercio del capoluogo di provincia. Immediatamente chiedono l’autorizzazione dell’amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto per poter montare un enorme (per i tempi) traliccio (che in realtà è una semplice gru dimessa con sopra una collineare di cicloidi) alto 50 metri al di fuori degli studi di trasmissione, ubicati in via Leonardo da Vinci 36. L’esito è positivo: “In riferimento alla vostra istanza concernente l’oggetto, nulla osta da parte di questa amministrazione comunale, perché prima dell’inizio effettivo dei lavori, sia presentata una dichiarazione tecnica corredata da calcoli statistici delle fondazioni e delle strutture in elevazione, sottoscritta da un ingegnere iscritto al relativo albo professionale. La presente autorizzazione, non esonera ovviamente questa società, dall’obbigo di premunirsi di ogni ulteriore nulla osta da parte di altri enti in virtù delle disposizioni di legge in materia di linee e palificazioni aeree e stazioni radio- trasmittenti. Il sindaco. Firmato: Cortopassi”. L’istallazione del traliccio per antenna trasmittente viene messa in opera, domina la zona sottostante e, imponente com’è, richiama centinaia di curiosi (qui il video dell'epoca). La copertura del segnale arriva a coprire un'area che raggiunge i 150 chilometri. L’intento è quello di mandare in onda trasmissioni in stereofonia e notiziari aggiornati. I pionieri vanno in giro per i negozi a regalare radio a transistor, per far capire ai pisani cosa sia la modulazione di frequenza e per insegnare loro che su quella precisa frequenza si sarebbe potuto ascoltare appunto una nuova voce. In effetti, nel 1975 pochi ancora sanno cosa sia la Fm anche, perché le autoradio ricevono soltanto in onde medie dove si sintonizza alla grande Radio Montecarlo. Nel novembre 1975 iniziano le trasmissioni ufficiali di Radio Pisa Fm 103.100. I titolari la credono tredicesima in assoluto in Italia; ma non è vero, perché le radio sono già oltre un centinaio. Per i primi programmi a collaborare ci sono: Luca Simonelli, Paola Ciurli, Marco Lionildi, Marilena Berti, Fulvia Piccioni, Liliana Martinelli. Nel palinsesto: alle 7.30 apertura dei programmi con notizie dai giornali; l’oroscopo; intrattenimento con musica, ospiti, rubriche varie tipo ricette di cucina e consigli per la casa; dediche a richiesta; speciali con cantanti, informazioni in genere; il giochino quiz con gli ascoltatori, una telefonata dietro l’altra; programma a richiesta con gli ascoltatori protagonisti attraverso la posta; programma per bambini; musica e ballo liscio; programma dance; selezione musicale; giochi a premi, intrattenimenti in diretta con gli ascoltatori, trasmissioni speciali; allle 24 fine delle trasmissioni. La novità piace non solo ai pisani perchè il forte segnale arriva a coprire perfettamente le intere province di Pisa, Lucca, Livorno, Massa Carrara, La Spezia (Liguria). Dopo soltanto due mesi di trasmissioni, il 6 gennaio 1976, il Pretore di San Miniato dispone il sequestro delle apparecchiature perché attivate senza concessione: “Il pretore, letta la segnalazione in data odierna (2 gennaio 1975 - ndr) della tenenza di San Miniato, con la quale viene comunicato che Comparini Mario ha abusivamente posto in opera un trasmettitore radio in Castelfranco di Sotto, visti gli articoli 195 comma I del DPR 29 marzo 1973, numero 136 e gli articoli 1 e 43 della legge 14 aprile 1973, numero 103; ritenuto necessari procedere al sequestro giudiziario delle apparecchiature radioelettriche costituenti il trasmettitore attivato senza concessione o senza autorizzazione; dispone procedersi al sequestro e all’opposizione die sigilli agli apparecchi radioelettrici di cui sopra è cenno: invita Comparini Mario a nominare un difensore per i reati di cui agli articoli sopra indicati, significando che, in difetto, verrà nominato difensore di ufficio l’avvocato Augusto Marrucci di San Miniato; manda per la notifica del presente atto e per la sua esecuzione un ufficiale di polizia giudiziaria della tenenza carabinieri di San Miniato”. I Carabinieri irrompono nei locali di trasmissione e bloccano le voci di Marco Leonildi e Roberto Maccani. La radio si ferma, ma i titolari sperano di poter presto riprendere l’emissione dei programmi e addirittura di ampliare gli impianti per far giungere la loro voce al di là del raggio dei 150 chilometri e, quindi, di coprire regioni diverse dalla Toscana. Nell’arco di pochi giorni l’avvocato Agostino Paoli, legale di fiducia della radio, riesce a risolvere il problema, dimostrando che in base all’articolo 21 del dettato costituzionale a qualsiasi cittadino italiano doveva essere consentita piena libertà di comunicazione, con qualsiasi mezzo. Il Tribunale ridà il via libera: la radio è di nuovo on air. In radio arrivano: Fulvia Puccioni, Marilena Berti, Franco Tesi, Silberio, Alessandro Profeti (Orfy), Loriano Salvatori (Jimmy). L’emittente apre anche una redazione sportiva quando Maurizio Bolognesi, giovanissimo nipote dei “magici fratelli”, idea il programma della domenica pomeriggio che segue tutti i campionati (e non solo) calcistici: soltanto a lui si deve la prima vera e propria trasmissione minuto per minuto dai campi toscani, realizzata da una serie di collaboratori che rispetto quelli delle altre radio hanno una marcia in più. Ci sono: Enzio Casarosa, Ivo Rastelli, Fernabdo Pienotti, Fabio Simoncini, Raffaello Desii, Roberto Rosini, Carlo Giuntini, Sergio Brotini, Sergio Barbani, Massimo Bettini, Sergio Piccioli, Sergio Pasqualetti, Sergio Paradossi, Alfio Tofanelli, Franco Polidori, Giuseppe Calò, Mario Pettinari, Ferruccio Maurelli (direttore). Nel 1977, come annunciato, viene potenziata ed ampliata la rete di distribuzione del segnale, con un nuovo trasmettitore sul Monte Serra, punto focale per il dominio di un raggio di copertura decisamente più ampio. I risultati sono eccezionali: la Toscana quasi totalmente coperta, una buona parte di Sardegna e Liguria ed anche un po’ di Emilia Romagna. Cambia anche denominazione, che diventa Radio Quattro, ponendosi di fatto dietro le tre reti Rai con un palinsesto di programmi molto professionali. L’idea è di Riccardo Heinen, ex speaker di RMC che diventa direttore artistico dell’emittente pisana. C’è Radio Uno, c’è Radio Due, sarebbe arrivata Radio Tre, così la proprietà sceglie di anticipare i tempi e passa al Quattro. Quella è davvero la svolta. La radio diventa leader, mentre altre nascono a frotte e muoiono dopo una breve stagione, spesso nell'indifferenza generale. Il segreto del successo sono programmi nuovissimi che diventeranno i momenti cult di tutte le radio d’Italia, con mezzo mondo dello spettacolo passato dai microfoni di Pisa come conduttori o come ospiti. Arrivano: Denis Monti, Grazia Bernini, Massimo Boldino, Patrizia Pancaldi, Erio Nobili (Chary Sanguemisto), Riccardo Cioni, Brunella Dini, Michele Lopez, Sonia Pepe, Roberto Ferrari, Enrico Ricci, Jerry, Claudio Sottili, Marina Santi, Adriano Frediani, Gabriel Nanni, Massimo Coveri, Carlo Conti, Gianni Giannini, Gianfranco D’Onofrio, Barbara Condorelli, Desirée Consuelo, Alex Simoni, Sabrina Rossi, Ombretta Guidi, Daniela Calandri, Mauro Micheloni. Molti di questi nomi hanno segnato una vera e propria epoca. Fare una cronistoria di tutti i nomi registrati da questa emittente è praticamente impossibile. Basta pensare ad un nome qualsiasi dei grandi artisti italiani (e non solo) e non si corre in errore: è stato sicuramente a Radio Quattro. Molti di questi grandi ricordano con piacere questa realtà. Andrea Bocelli ha detto: “Se ripenso ai miei inizi, mi ricordo di quando ero un cantante di piano bar pressochè sconosciuto e andai a Radio Quattro con il mio primo vinile che avevo appena realizzato. Era il 1982, il disco s’intitolava “Amico mio” e loro lo programmarono immediatamente facendomi così conoscere ed ascoltare all’intera regione”. Nel 1986 l’emittente apre un secondo canale, Radio Quattro II^ rete, composto da solo musica ed informazioni sulla frequenza 102.100 MHz, con trasmettitori da Monte Serra per la copertura delle zone di Pisa e Livorno e da Monte Albano (Firenze) per l’area di Empoli, Castelfiorentino e Certaldo. L’emittente minore si trasforma poi in Radio Quattro Italia e continua a trasmettere fino alla metà del nuovo millennio, quando cede la sua frequenza. Gli anni ’90 e la legge Mammì non fanno paura alla grande emittente, che utilizza ben 13 trasmettitori per diffondere il segnale, tanto che nel 1994 riceve regolarmente la concessione. Nel 2000 compie venticinque anni e racconta gli anni raggiunti e la sua magica storia nel libro “Era il 1975… 25 anni di radio”, scritto da Maurizio Bolognesi per conto della Marinari editore. Ma i tempi cambiano e nello stesso anno la stazione viene acquistata dall'emiliana Radio Bruno, leader sulla riviera adriatica, e diventa la “radio dei due mari”. L’emittente fa capo all'imprenditore/editore Gianni Prandi ed è quella dove e stato girato il film “Radiofreccia” (foto), uno spaccato di storia sulla nascita e la vita delle emittenti radio libere italiane. Nata a Carpi nel maggio 1976 con sede in via Ciro Menotti, deve il nome a Ettore Piazzi (che costruisce trasmettitori e chiama tutto e tutti col nome Bruno). "Qui Radio… Bruno. Prova, radio”: il nome è rimasto quello… Nel gruppo iniziale ci sono: Gianni Prandi, Enrico Gualdi, Erio Cipolli, Mauro Mazzi. Trasmettono solo musica per fare colpo sulle ragazze. La radio cresce grazie alla collaborazione con Ruggero Po (ex Radio Capodistria). Diventa azienda, organizza eventi, allarga il raggio di emissione a tre regioni, è prima per ascolti in Emilia Romagna: “24 ore al giorno. Energia, music e smiles”. Già negli anni '80 copre le province di Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Mantova. Apre una seconda rete, Radio Bruno Music. Nel 2000 allarga i confini alla Toscana, Liguria, Sardegna. L'emittente acquista molte emittenti fra le quali Radio Stella, Radio Modena ’80 e, appunto, Radio Quattro, che prende la nuova denominazione, ma, come le altre emittenti acquisite, mantiene la propria autonomia per alcuni momenti della giornata. Lo “split”, infatti, consente di ascoltare 16 notiziari legati alle diverse frequenze e gestiti autonomamente da sedi dislocate in modo che ciascuno possa seguire ciò che lo riguarda più da vicino. I notiziari e, ad esempio, la rubrica di appuntamenti Palcoscenico a Bologna sono quindi diversi da quelli che si ascoltano a Modena, Reggio Emilia, Parma, Mantova, Forlì, Imola, Rimini e in Toscana. Allla redazione centrale di Carpi diretta da Pierluigi Senatore ( con Sara Gelli, Elisa Bevini, Chiara Tassi, Stefania Ferrari) si aggiungono nel tempo altre cinque redazioni: Forlì (Vania Leone, Roberto Feroli, Emanuele Bandini); Imola (Rita Missiroli, Maura Gallanti, Giorgio Conti); Rimini (Glauco Valentini, Grazia Antonioli, Riccardo Giannini, Simona Angela Gallo); Mantova (Antonietta Gianola, Marco Veneziani); Toscana (Maurizio Bolognesi, Marilena Bolognesi, Elisa Caponi). Corrispondenti: Modena (Giulio Guerzoni, Giulia Cuoghi); Reggio Emilia (Matteo Incerti, Vanni Zagnoli); Bologna (Micaela Romagnoli, Alessia Angellotti, Giulia Rossi, Paolo Villani); Parma (Stefania Piras); Verona (Georgia Passuello). Dalla torre di Pisa e dal mar Tirreno alla riviera romagnola ed al mar adriatico: una storia lunga 35 anni sulle onde dell’etere italiano (Ruggero Righini per NL)
04/02/2010 21:02
 
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