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Storia della radiotelevisione italiana. Tra privati e pirati a cavallo tra lo ye ye e la rivoluzione studentesca
Nel 1933 nasce Radio Tele Lussemburgo (RTL), emittente commerciale in lingua inglese. Il bacino d'utenza da subito comprende la Gran Bretagna e gran parte dell' Europa.
Per aggirare la legislazione inglese, trasmette dal Granducato del Lussemburgo in AM, sulle onde lunghe, medie e corte, ma successivamente anche in FM, da una nave ancorata in acque extraterritoriali per il sud dell'Inghilterra. La frequenza principale è quella dei 1440 KHz in AM, pari a 208 metri (da cui il logo RTL 208), ricevibile facilmente anche in Italia a partire dalle ore serali. Nel 1963 manda in onda “Il discobolo” con Vittorio Zivelli, il primo deejay italiano che nel tempo sarà copiato da tutti; poi ancora “PopOff” e la coppia Arbore-Boncompagni. E' il momento di massimo splendore: la radio è seguitissima dai giovani e alle 18.30 manda in onda dei notiziari per gli immigrati italiani (le notizie arrivano via cavo da Roma a Lussemburgo dove vengono irradiate). Ha stretti rapporti con la Rai che affitta di fatto l’antenna estera per trasmettere un programma che potrebbe benissimo irradiare da sola. Ma la pacchia dura poco, complice la nascita di altre stazioni offshore e di prodotti nazionali e locali di spessore (come RMC), RTL 208 cede sotto i colpi della concorrenza. Il calo è sensibile negli anni '70 e devastante negli '80. Agli inizi degli anni ‘90 iniziano anche le trasmissioni via satellite su Astra a 19,2° est, ma nel 1992 la proprietà decide di spegnere gli impianti in AM, mantenendo solo la veicolazione satellitare. Il crollo dei già pesantemente rosicchiati ascolti è inevitabile e non stupisce che nel 1993 il mito Radio Luxembourg muoia definitivamente. Le frequenze satellitari vengono acquisite dalla RTL lussemburghese, simile solo nel nome, mentre i 1440 KHz, sono tuttora inutilizzati. Nella primavera del 1966, all'alba della rivoluzione giovanile che avrebbe cambiato il mondo occidentale, nel Principato di Monaco iniziano le trasmissioni in italiano di Radio Montecarlo, la stazione che inizierà a saccheggiare più pesantemente il volume degli ascolti di RTL. “Questa è… Radio Montecarlo, la trasmision italo francaise di Noel Coutisson!”, cita lo stacchetto del tempo. Le note arrivano dal Principato di Monaco, all’inizio per due ore poi nel giro di poche settimane a 13, fino alle sette della sera quando la sigla: “Ciao a domani… sicuramente sarai con noi!... Ci sentiremo, per stare ancora insieme a te!.. Per ora chiudiamo… a Radio Montecarlo!”, decreta l’arrivederci al giorno dopo. Ci sono i bravi Robertino, Awana-Gana, Luisella Berrino, Federico l’Olandese volante, Claudio Sottili, Ettore Andenna, Liliana Dell’Acqua, Antonio Devia, Riccardo Heinen e l’indimenticabile Herbert Pagani. Dal luglio 1975 diventa l’emittente più potente del mondo grazie all’antenna installata sul Col de la Madone che garantisce una copertura eccellente di tutta l’Italia. Nella seconda metà degli anni '80 il relay italiano, fino a quel momento affidato ad un gruppo eterogeneo di emittenti locali malamente coordinate, passa sotto il controllo di Radio Studio 105 (Rete 105) di Alberto Hazan, primo network radiofonico italiano, che fa diventare RMC nazionale a tutti gli effetti, allestendo importanti studi di produzione a Milano. Mentre RMC miete successi sul finire degli anni '60 e in Svizzera esordisce Radio Mebo, in Italia, all’indomani dell’iniziativa di Radio Ferrara e Radio Fiera Vicenza (già trattate dalla nostra rassegna), a sfidare il monopolio RAI ci provano la stazione radio dei fratelli torinesi Judica-Cordiglia ex radioamatori e l'emittente installata su una piattaforma nel mare adriatico, di fronte a Rimini, nominata Isola delle rose che (secondo alcuni) nell’estate 1968 avrebbe trasmesso in onde medie, pur in un raggio limitatissimo e per pochissimi giorni. Nel 1970, è invece la volta della radio “dei poveri Cristi”, la siciliana Radio Libera Partinico del sociologo Danilo Dolci, esperienza di protesta nella Valle del Belice (contro la disattenzione delle istituzioni verso gli effetti del terremoto che aveva colpito l'area nel 1968), on-air da una roulotte per pochi giorni (ma sufficienti a creare il caso). L’8 gennaio 1973 prendono il via i primi test di trasmissione per l’emittente nazionale di Malta (isola su cui pochi anni dopo saranno puntati i riflettori televisivi per via del progetto Tele Malta di Angelo Rizzoli). La programmazione ufficiale di Radio Malta si avvia nell’aprile dello stesso anno in lingua madre dalle 5 alle 22 sui 998 kHz delle Onde Medie. Dal maggio 1974, previo accordo con la EMI – Edizioni Musicali Italiane, la stazione inizia a trasmettere alle 11 un programma musicale in italiano indirizzato ai turisti: “45 al sole ovvero dischi da spiaggia”. Dall’8 settembre 1974 organizza un vero e proprio palinsesto: “P.O. Bx Hasha”; “Musica e sport”; “Antenna”; “Il discobolo”. Le trasmissioni in italiano sono emesse dalle 9 alle 14 sulla frequenza 755 kHz dalla località Delimara (La Valletta) con un piccolo ripetitore di 20 watt, che ne consente la debole ricezione italiana soltanto in Sicilia e Calabria. Nell’organico: il presentatore Corrado Mantoni ed il cantautore Herbert Pagani (foto), già a RMC. Questo l'incredibilmente ricco palinsesto della prima settimana di trasmissioni: 09.00 Domenica con i Pooh; 09.30 Musica per orchestra; 10.00 In diretta, serata con Elvis Presley da Las Vegas; 10.32 Fuori programma: un’orchestra; 10.45 15 minuti con Domenico Modugno; 11.00 45 al sole, a cura della EMI Italiana; 11.15 Casella Postale; 11.45 E’ con noi… la voce di Handy Williams; 12.00 Messaggio inaugurale in occasione dell’apertura del nuovo canale; 12.04 Gli Albums della settimana; 13.00 30 minuti di canzoni d’amore; 13.30 i cantanti del folk: Jerry Palamara; 14.00 Le notizie da Malta in breve; 14.10 Trasmissioni in lingua maltese; 18.00 Fine delle trasmissioni. Nel 1979 l'emittente assume il nome di Radio Malta International, inserendo programmazione in italiano dalle 7 alle 13,15 e in inglese dalle 13,15 alle 17. Ma, a dispetto degli auspici, il 13 dicembre 1979 hanno termine i programmi in italiano. L’emittente passa alle trasmissioni in Modulazione di Frequenza su scala locale e sugli 89.7 trasmette soltanto in inglese dalle 7 alle 19. Del resto, con l'avvio delle radio private in FM in Italia ed in Francia, era finita un'epoca. (Ruggero Righini per NL)
31/12/2009 16:40
 

Precisazioni

 Bellissima l'iniziativa di pubblicare questa storia della Radio.
 
Vorrei solo precisare che 208 - Luxy - Radio Luxembourg non ha mai trasmesso il programma in inglese su onde lunghe (solo medie e corte, sulle lunghe c'era la RTL francese) e soprattutto che non ha mai trasmesso da navi ancorate al largo! Quelle erano le varie Radio offshore, tipo Radio Caroline etc...
 
Infine...la frase che afferma che la Rai affittava le frequenze "per programmi che poteva benissimio irradiare da sola" l'ho letta anni fa da qualche parte, ma e' sempre stata falsa: il programma detto "The Italian Service of Radio Luxembourg", che era un programma per gli emigrati italiani in europa, a quell'ora non sarebbe arrivato che malissimo in centro e nord europa, come sa chiunque avesse acceso una radio ad es. a Londra su 899 Khz (rai 1 milano, ora 900 khz). Di roma 845 non stiamo neppure a parlare.
 
 

dimenticavo...

 ...che Radiomontecarlo 701 (ora 702) non e' mai stata la "piu' potente del mondo", quella era una stupidata scritta dal Corriere della Sera.
 
RMC 701 e' sempre stata attorno ai 300 KW, meno della frequenza usata fino al 1976 (1466, che ora irradia...Radio Maria (segno dei tempi), e comunque non ha mai coperto in modo eccellente tutta l'italia (come sa chi ha acceso la radio in giro per l'italia attorno al 1976).

Radio Luxembourg

Io invece non sarei così netto nelle critiche. Leggendo www.offringa.nl/radioluxembourg.htm, oltre a poter visionare foto spettacolari della mitica Radio Luxembourg, si può trovare conferma di quanto scritto.
 
Claudio
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