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Storia della radiotelevisione privata italiana: anche in Trentino rivendicano il primato della prima radio libera italiana
Non avrà mai fine la contesa su quale sia stata la prima radio libera italiana attiva in maniera continuativa. Non è ovviamente Radio Milano International, alla quale ancora qualcuno assegna impropriamente il titolo sebbene sia stata inaugurata "solo" il 10 marzo 1975 (possiamo però certamente dire che fu quella che più fece parlare del fenomeno delle "radio private"). Parrebbe non esserlo nemmeno Radio Parma (ancora in attività), che ha iniziato i test nel dicembre 1974 e le trasmissioni ufficiali il 1° gennaio 1975. Rivendicano il titolo in Lombardia anche Teo Gildone con la sua (defunta) Radio Milano Palmanova, che pare abbia fatto ingresso in FM nel 1974 (ma non è mai stata dimostrata la continuità dei programmi in quell'anno), la bresciana Radio Valle Camonica, le cui trasmissioni sono documentalmente state avviate nel novembre 1974 e la piena di salute Otto FM (ex RSM Radio Sacro Monte di Varese), con emissioni che verrebbero fatte risalire addirittura all'aprile 1973. Non considerando, in quanto eventi sporadici, le esperienze di Radio Libera Partinico (1970) e di Radio Posto Zero di Milano (1925, sic!), abbiamo più volte sottolineato come la caccia al primato fosse ancora aperta (possibilmente con supporti documentali). Così, ora scopriamo che in Trentino anche Radio Fiemme 104 dichiara l'inizio dei programmi nel 1973 (il 3 luglio), allorquando un macellaio di Tesero (Tn) con la passione per l'elettronica, Tarcisio Gilmozzi (classe 1928), insieme al figlio Giuliano, "costruì la prima trasmittente di onde radio, con pochi milliwatt di potenza". "Il primo disco trasmesso fu "La Gazza Ladra" di Gioacchino Rossini, destinata subito a diventare la sigla della nuova radio, mantenuta e proposta ancora oggi", spiegano a Radio Fiemme (che continua con assoluta regolarità la propria attività), aggiungendo che inizialmente la diffusione era "circoscritta al paese, un paio d’ore alla domenica pomeriggio. Poi il progetto si è allargato, grazie alla determinazione e alla caparbietà di Tarcisio e Giuliano, all’entusiasmo dei suoi familiari, alla collaborazione dei primi amici appassionati, fino a coinvolgere le valli di Fiemme, Fassa e Cembra". La caccia continua: redazione@newslinet.it.
05/09/2009 16:02
 
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