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Storia della radiotelevisione privata italiana. Napoli, 1966: Pietrangelo Gregorio fonda Telediffusione Italiana
Nel 1973 l'intera città di Napoli sarebbe stata cablata con 380 chilometri di cavo per 250.000 utenze da una tv con 150 dipendenti e 15 giornalisti e sei studi tv a colori a disposizione. Come è possibile che tale iniziativa sia sfuggita al tempo ai più?  
Per il consueto appuntamento con la storia della radiotelevisione privata italiana affrontiamo la vicenda di uno dei più grandi misteri mediatici italiani: Telediffusione Italiana di Napoli, stazione via cavo fondata dall'ing. Pietrangelo Gregorio (foto del tempo a lato) e diffusa via cavo in tutta Napoli (380 km di cavi!) nel 1966 e poi dal 1970 al 1973, per successivamente debuttare (con altro nome) via etere. Perché la definiamo un mistero mediatico? Perché, come riporta anche Wikipedia "Appare strano che nessun dirigente o dipendente Rai, dal 1966 al 1972 abbia mai denunciato alle autorità competenti, o anche solo segnalato l'esistenza di Telediffusione italiana. Per il cablaggio di interi quartieri sarebbero, poi, serviti poi autorizzazioni comunali difficili da ottenere". Lascia pertanto molto perplessi che un'iniziativa del genere sia sfuggita all'attenzione della stampa del tempo. E' quindi possibile che Gregorio abbia sì creato e gestito TDI nei periodi indicati, ma con dimensioni tecniche decisamente inferiori a quelle sopra descritte e che la vicenda sia poi stata (in tempi a noi più vicini) molto enfatizzata, se non addirittura romanzata. Comunque siano andate la cose, Gregorio va certamente annoverato tra i pionieri delle emittenti locali e quindi è giusto che compaia nella nostra Storia della radiotelevisione privata italiana a puntate. Quanto ai fatti, non potendo disporre di fonti inconfutabili, ci limitiamo ad esporre pedissequamente quanto riportato dai siti Pietrangelo Gregorio.com e Storia Radio Tv.it di Massimo Emanuelli lasciando ai lettori ogni opportuna valutazione. (dal sito Pietrangelo Gregorio.com). Pietrangelo Gregorio nasce a Calabritto, in provincia di Avellino, il 23 luglio 1928, trascorre la sua infanzia e la sua giovinezza a Piedimonte Matese, negli anni '60 si trasferisce a Napoli. Specializzatosi in ingegneria elettronica ed ottica in Francia, si dedica all'attività di rierche e alle invenzioni.  Realizza oltre 300 Brevetti, per conto proprio e per ditte nazionali e multinazionali: Philips, Prevost, Ferrania, Pathè, Ducati, Wiew Master, Paillard Kern, Ignis, Cirse, Dumont, Geloso, Iso Duplex, Breitling, ecc. Nel 1966 Gregorio crea la prima televisione libera italiana, TeleDiffusione Italiana TeleNapoli che nel 1975 diventa la più importante televisione via cavo d'Europa (con 380 Km di cavo primario, 6 studi televisivi a colori, 150 dipendenti, 15 giornalisti) . Il 10 giugno 1973 per ovviare al decreto Gioia che abolì la tv via cavo nacque a Napoli il Tvbox, altra invenzione del Gregorio, che consentiva di riprodurre ovunque programmi televisivi a colori, diversi da quelli del monopolio Rai. Immediata la diffusione in tutta Italia, vanificando il decreto liberticida. La Corte Costituzionale, nel liberalizzare la tv via cavo tenne conto dell'esistenza della diffusione di Tvbox.  Nel 1976 Gregorio crea la prima tv libera via etere napoletana, Canale 21; nel 1977 crea "Telestudio 50" e "Canale 58" (attuale Napoli TV), attraverso la quale l' allora sindaco Valenzi con "Il Sindaco risponde", polemizzava aspramente con "Filo Diretto", una delle più seguite trasmissioni dell'epoca, tenuta dallo stesso Gregorio: come ha scritto Annamaria Ghedina: "chi non ricorda i violenti scontri verbali fra Gregorio e Valenzi? Ma, a parte gli scontri verbali, Valenzi e Gregorio nel privato si sono sempre stimati reciprocamente".  Gregorio ha creato ancora: "Teleoggi", "Rete Sud" "Antenna Vesuvio," ed è stato anche l'anima di altre emittenti napoletane:  Con la sua trasmissione "Filo Diretto" Gregorio difende chiunque subisce soprusi ed ingiustizie; celebri i suoi interventi per Enzo Tortora e per il "sequestro Cirillo" (i brigatisti rossi inviarono all'ing. Gregorio la famigerata videocassetta contenente la "sentenza di condanna a morte dell'on.Cirillo").  Gregorio offre alla città di Napoli, con la collaborazione di "Napoli Nostra" sei parchi gioco. Organizza e finanzia le ultime due spettacolari edizioni di Piedigrotta (1980 e 1981).  Pietrangelo Gregorio ha creato centinaia di posti di lavoro, ha aiutato e promosso i giovani che non riuscivano a manifestare i propri talenti: molti affermati giornalisti, professionisti, artisti e tecnici devono a lui parte dei loro successi. Credendo nei valori dell'amicizia, ha subito una serie di raggiri, di truffe e di furti che lo hanno distrutto finanziariamente. Ma grazie ai suoi brevetti, sta risalendo la china. Sposato con sei figli: Annamaria, Elena, Valeria, Giuseppe, Rossella, Giovanni e la signora Carmen, paziente compagna di vita e di... invenzioni.  Nelle manifestazioni internazionali, otto sue invenzioni hanno fatto assegnare all’ Italia 8 medaglie d’oro (Salon International des Intenteurs” di Bruxelles, “Salon International des Inventions et des nouvelles Techniques” di Ginevra).  Gregorio ha creato varie ditte: Brevetti Gregorio, Gregorphon, Caem, Lang, National Video, Stereodia, Brein, Bit - Buono Italia, Inaris, Istituto Nazionale Ricerche Scientifiche, Photopost, Phonimernet, ecc.  Con le sue stimolanti invenzioni Gregorio ha via trasferito un sempre maggior numero di colleghi giornalisti dalla carta stampata al giornalismo televisivo.  Ne citiamo alcuni: Angelo Maggi, Antonio Scotti, Enrico Marcucci, Umberto Borsacchi, Erminio Scalera. Orazio Mazzoni, Angelo Manna, Sandro Coppola, Aldo Trione, Massimo Milone, Elena Massa, Francesco Maresca, Bruno Peretta, Lorenza Foschini, Antonio Corbo, Gegè Maisto, Enrico Varriale, Alfredo Traetta de Bury, ed altri ancora,  che hanno saputo rapidamente riconvertisri, scoprendo le potenzialità del mezzo audiovisivo.  Il 24 maggio 1971 , per la prima volta in Italia, iniziano a Napoli le prime trasmissioni televisive a colori,  Nel 1981 iniziano a "Teleoggi" le prime trasmissioni stereofoniche in Italia (col suo metodo , portanti a larga banda).  Il 30 marzo 1994 iniziano a Napoli le trasmissioni televisive tridimensionali col sistema Stereo/G. altra invenzione del Gregorio: viene realizzato il più grande schermo polarizzato del mondo (primato non ancora superato) della lunghezza di 60 metri (sala Plinio), sul quale, per oltre un anno, vengono videoproiettate le riprese televisive tridimensionali su Pompei, con la spettacolare riproduzione stereostopica dell'eruzione del 79 d.C.

INTERVISTA DI MASSIMO EMANUELLI (STORIA RADIO-TV) A PIETRANGELO GREGORIO

Quando iniziò l'avventura di TeleDiffusione Italiana ?

A livello sperimentale il 24 dicembre 1966, in via Toledo, quando sugli schermi dei televisori piazzati nell'Upim apparvero alcune scritte pubblicitarie e il volto di Agostino De Cristofaro, mio socio nell'azienda Caem, che leggeva alcuni comunicati commerciali aggiungendo "suggerimenti utili" sui prodotti in vendita. L'esperimento proseguì nei mesi successivi in alcuni bar, ristoranti e pizzerie.

Era una televendita ante litteram?

La chiami come vuole ma fu il primo tentativo di emissione via cavo. Quache mese dopo si iniziò a proporre alcuni video musicali, brevi filmati di cabaret, ad una sorta di telegiornale locale con speaker scelti attraverso selezioni che avevo effettuato. All'epoca non esistevano videoregistratori, per cui le riprese andavano in diretta. Per potere ripetere alcuni programmi (cabaret, canzoni ecc.) bisognava filmarli con la cinepresa, con pellicola cinematografica, che andava poi sviluppata, montata in moviola e trasmessa col telecinema. Per ottenere buoni risultati video-audio, non erano sufficiente le normali cineprese superotto allora in uso, bisognava ricorrere all'Arriflex, sedici mm. sincronizzata con il registratore audio Nagra. Le trasmissioni sperimentali proseguirono fino al 1969, il numero delle richieste di "allacciamento" aumentava di giorno in giorno, furono collegati utenti di piazza Cavour, e di parte di via Duomo. Si acquistano nuove apparecchiature: mancando i videoregistratori si acquistarono cineprese Arriflex e registratori audiosincronici Nagra per riprendere spettacoli che andarono riproposti col telecinema in differita. Collegammo alcuni prestigiosi bar napoletani: Bar Motta, Bar Carflish, in via Toledo; Bar Brasiliano nella Galleria Umberto e Bar Gambrinus in piazza Trento e Trieste. Il 21 gennaio 1970 iniziano i programmi regolari per due ore al giorno, dalle 19 alle 21. La prima trasmissione fu un simpatico programma di Nino Taranto, che essendo stato filmato andò, a ripetuta richiesta, anche nei giorni successivi. I primi giornalisti: Angelo Maggi (di NAPOLI NOTTE) curava un "videogiornale" e Antonio Scotti (de IL ROMA) curava gli avvenimenti sportivi. L'attività iniziò in sordina - ricorda Gregorio - si effettuarono trasmissioni in diretta poichè all'epoca mancavano i registratori, con gruppi di cabaret e cantanti napoletani. Le trasmissioni andavano in onda ogni giorno dalle 19 alle 20, nei locali pubblici che si riempivano di fans per gustarsi la nuova televisione. La rete si estese per oltre tre chilometri raggiungendo via Toledo e piazza S. Ferdinando. Tre gli sponsor che sostenevano l'iniziativa: la Banca della Provincia di Napoli, la Birra Peroni e la Mobil Oil. Invano il giornalista Angelo Maggi richiese al Tribunale di Napoli la "registrazione" per il suo videogiornale: il Tribunale si dichiarò incompetente a concederla, dal momento che le tv a circuito chiuso non erano contemplate come la carta stampata. Si andò avanti come ditta individuale, TeleDiffusione Italiana di Pietrangelo Gregorio, fino al 17 dicembre 1970, quando si costituì ufficialmente la società TeleDiffusione Italiana - TeleNapoli, con le insegne prestigiose in via Toledo.

Poi arrivò Peppo Sacchi con la sua Telebiella ...

Il 7 maggio 1972 Telebiella - come riporta un articolo di EPOCA - realizza un impianto televisivo a circuito chiuso sul quale trasmette i risultati elettorali, ma nell'articolo di EPOCA si riporta anche l'episodio della fantomatica denuncia che scatenò l'interessamento di tutti i media: subito dopo le feste dell'8 gennaio 1973 il cittadino Mario Perrino denuncia il cittadino Giuseppe Sacchi alla Pretura di Biella perchè gestisce un impianto televisivo senza regolare concessione... La denuncia del cittadino secondo la regolare procedura arriva al giudizio del dott. Giuliano Grizi. Anche volendo prendere come data d'inizio quello "ineccepibile" della società (pur trascurando i quattro precedenti della ditta individuale) TeleDiffusione Italiana resta sempre antecedente a Telebiella che nacque due anni dopo. I progressi di TeleDiffusione Italiana furono eclatanti: il 24 maggio 1971 iniziarono le trasmissioni a colori con particolari telecamere "shidaden", che vengono ricevute a colori solo in quattro bar: Bar Motta (che allestì un'apposita saletta), Bar Gaflish, Bar Brasiliano e Bar Gambrinus, mentre venivano trasmessi in bianco e nero negli altri locali: all'epoca si riuscì a stento a trovare quattro televisori a colori. Sempre nel 1971 il Patron del Cantagiro, Ezio Redaelli, fece effettuare dalla TeleDiffusione Italiana la ripresa a colori di tute le tappe del Cantagiro. Un 'articolo scritto su EPOCA del febbraio 1971 dal giornalista Giuseppe Grazzini asserisce che Peppo Sacchi riuscì a registrare la testata "Telebiella A21 Videoinformatore" il 30 aprile 1971, che la prima trasmissione di Telebiella fu quella del 30 maggio 1972, relativa ai dati elettorali. Quindi resta definitivamente assodato che la prima televisione libera in Italia resta TeleDiffusione Italiana - TeleNapoli nata a Napoli nel 1966, che, già nel 1971, trasmetteva a colori mentre Telebiella ha cominciato le trasmissioni "con una telecamera bianco e nero e con pochi metri di cavo" (sempre articolo de L'EUROPEO) solamente nel 1972.

Pietrangelo Gregorio, da galantuomo, riconosce i grandi meriti di Sacchi che "con la sua simpatica ma modesta Telebiella (sorta sei anni dopo TeleDiffusione Italiana) è riuscito a creare, con "l'originale denunzia di un cittadino" un eccezionale ed indiscutibile caso nazionale mediatico, che ha interessato per anni tutti i mass media e che, dopo alterne vicende, portò alla legge che liberalizzava la televisione via cavo ed al successivo proliferare di televisioni libere in Italia. Sacchi ha anche il merito di essere stato il primo ad ottenere dal Tribunale di Biella la registrazione di un videogiornale (che il Tribunale di Napoli aveva sempre rifiutato, ritenendosi incompetente).

TeleDiffusione Italiana chiuse i battenti nel maggio 1973: dopo avere riprese a colori il Festival di Sanremo (ignorato dlala Rai che ancora trasmetteva in bianco e nero) venne emanato il decreto catenaccio del ministro Gioia che decretava il divieto di trasmettere via cavo, era il 12 maggio 1973. TeleDiffusione Italiana sospese le trasmissioni.

E cosa accadde?

"A Napoli vi fu una sommossa popolare che invocava la "libertà di esprimersi" sancita dalla Costituzione. Ugo La Malfa si rese interprete di questo legittimo sentimento considerando il decreto del ministro Gioia un "atto di pirateria contro l'informazione ed un attentato alla libertà di espressione".

Non potendo trasmettere via cavo, per consentire le trasmissioni nei locali pubblici Gregorio creò il tv box. Cos'era?

"Un semplice mobiletto che conteneva un videoregistratore opportunamente automatizzato, che trasmetteva su un televisore un programma precedentemente registrato. I tv box invasero tutta l'Italia. Bisognava produrre un programma televisivo, copiarne molte copie ed andare ad installarle nei singoli locali. Il programma durava un'ora e veniva ripetuto automaticamente. I mass media usarono titoli del genere: FATTA LA LEGGE TROVATO L'INGANNO... In effetti il decreto Gioia veniva vanificato con l'avvento dei tv box, tant'è che poco dopo si ottenne la liberalizzazione della tv via cavo. Liberalizzata la tv via cavo ebbi la fortuna di cointeressare i fratelli Enrico ed Ubaldo Capozzi, eccezionali operatori economici, che riuscirono a costituire un'importante società per azioni, la TeleDiffusione Italiana spa. L'intera città di Napoli fu cablata con 380 chilometri di cavo primario per 250.000 possibili utenze. Si assunsero 150 dipendenti e 15 giornalisti, con sei studi televisivi a colori. Senza saperlo si era costituita la più importante televisione via cavo d'Europa: tecnici ed esperti stranieri venivano a Napoli per prendere visione di questo primato. Il nastro poteva contenere fino a 15 canzoni, l'utente sceglieva la preferita, premendo semplicemente un tasto. Molti associati Fiet Cavo acquistarono i tv box mettendoli in funzione nelle rispettive città. Il presidente Veniero De Giorgi ne ordinò quattro che installò a Pescara in piazza Salotto per la gioia dei pescatori che fecero la fila davanti a quella singolare novità della tecnica.

Come ha scritto Annamaria Ghidina: "come abbia fatto il Gregorio a sopravvivere a miliardi di debiti (con la sua numerosa famiglia) riducendo gradatamente il notevole passivo è stata davvero la sua più geniale invenzione". "Galantuomo - afferma - paga di persona i propri errori, e da dodici anni sto lavorando solo per pagare errori anche se causati da altri". "Purtroppo qualche "amico" si è regolato peggio degli usurai costringendomi a vendere all'asta la mia abitazione per pagare i loro crediti. Ho però avuto la fortuna di trovare un gruppo di amici che mi hanno sostenuto, attendendo, con una pazienza unica, la restituzione dei loro crediti, una moglie e dei figli meravigliosi, e soprattutto l'aiuto di Dio, che mi ha consentito e mi consente di svolgere la mia attività inventando le cose più disparate, i cui brevetti hanno assorbito, vendendoli, molte mie passività. Per il resto... le vie del Signore sono infinite". Gregorio ha recentemente brevettato il singolare sistema In.Tel applicato al telefono che consente di "navigare" in rete cornetta alla mano, ed un sistema per trasmettere due programmi su un solo canale, ed il megaportale dei Comuni Europei su internet, www.comunieuropei.it.

Ingegner Gregorio intende tornare a fare televisione?

Non so, io però credo che il futuro della tv è via internet per questo ho dato vita al portale dei Comuni Europei.

Cosa guarda oggi in tv?

MI MANDA RAI3, REPORTER, TV7. Sempre la tv.

C'è un programma che le ricorda la sua "tv sociale"?

L'attuale STRISCIA LA NOTIZIA anche se lo fa in maniera satirica mi ricorda il MIO FILO DIRETTO, e MI MANDARAI3 Antonio Lubrano era stato un mio fan.

Approfondimenti qui.

09/02/2009 07:32
 
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