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Tlc: Ibarra (Wind), investito su frequenze ma dubbi se libere in 2013
Ci vuole maggiore concorrenza per garantire lo sviluppo della rete tlc superveloce. A sottolinerlo è l'a.d. di Wind, Massimo Ibarra, in un'intervista al 'Corriere della Sera' in cui esprime anche dubbi sul fatto che le frequenze per il 4G, in particolare quelle sugli 800 megahertz, siano disponibili dall'anno prossimo.
''Per la licenza Lte abbiamo speso 1,1 miliardi e spenderemo altrettanto in 3 anni per le nuove antenne. Il mercato - spiega - e' pronto e stiamo assistendo all'esplosione dell'Internet mobile. Ma il punto e' che ho qualche dubbio che le frequenze piu' importanti, quelle sugli 800 megahertz, siano disponibili in tempo per il gennaio 2013. Per non parlare delle interferenze con le tv satellitari''. E se le licenze non saranno liberate? ''Non saremo risarciti''. (Adnkronos)
 
13/07/2012 06:59
 

Tv. Concessioni provvisorie definitive...

Solitamente accosto i termini "provvisorio e definitivo" per indicare una situazione che dovrebbe essere temporanea che in Italia diventa definitiva.
Questa volta però c'è una sottile differenza: non è una condizione provvisoria che non muterà nel tempo diventando definitiva, piuttosto è qualcosa di definitivo destinato a mutare più volte in breve tempo. L'assegnazione definitiva delle frequenze per 20 anni, già gravata dalla consapevolezza che nel 2015 potrebbe essere necessario rimetterci mano, il pasticcio di TVItalia ed Europa 7 HD con ricorsi alla magistratura, i canali dell'asta da assegnare e liberare (anche da segnali rai), e non ultimo le frequenze per il dvb-H (si sta dando una concessione di 20 anni per una tecnologia dismessa). Per lo meno andavano chiusi i contenziosi coi suddetti soggetti, svolta la gara (che assegna tra l'altro diritti d'uso di soli tre anni per alcuni operatori alla faccia del pluralismo) e stabilito se e in cosa convertire i mux assegnati come DVB-H. Così è come spararsi un colpo alla testa, privandosi per i prossimi 20 anni della possibilità di gestire in modo libero l'etere nazionale come uno stato dovrebbe fare.

Bruno

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