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Tv. Canone RAI: modalità di rimborso per chi lo ha pagato due volte

Sabato 4 marzo, l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad alcune domande poste dall’Unione nazionale dei consumatori (UNC), ha dichiarato che per chi ha erroneamente pagato due volte il canone RAI, nell’arco del 2016, può richiedere il rimborso tramite l’apposito modulo scaricabile dal sito dell’agenzia.
Chi nel 2016 non aveva presentato la dichiarazione di addebito su altra utenza, ossia si era dimenticato di indicare la presenza di un’altra utenza elettrica per l’addebito del canone, e si era ritrovato, quindi, a pagare un secondo canone Rai, può ancora presentare la domanda di rimborso”: questo quanto si legge nel comunicato stampa UNC pubblicato sul portale dell’unione. Il problema sorge, a titolo di esempio, nel caso di due coniugi, proprietari di due immobili intestati rispettivamente uno alla moglie e l’altro al marito (ma lo stesso accadrebbe anche con un figlio o qualsiasi altro membro del nucleo familiare); come si può leggere sul sito dell’Agenzia delle Entrate “il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo e si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione”; i due coniugi, in caso di dimenticanza di segnalazione all’Agenzia delle Entrate della presenza di una seconda utenza elettrica, si troverebbero quindi a dover pagare due volte, nello stesso anno, il canone relativo al possesso di un apparecchio televisivo. Riguardo a questa eventualità, l’Agenzia ha fatto sapere come, chi abbia commesso l’errore, può inoltrare una richiesta di rimborso della somma di euro pari a 100. “Il titolare del contratto di fornitura di energia elettrica, o i suoi eredi, possono chiedere il rimborso del canone di abbonamento alla televisione per uso privato pagato mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica, ma non dovuto, compilando l'apposito modello.- si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate - Questo modello deve essere utilizzato esclusivamente nel caso in cui il canone sia stato pagato indebitamente a seguito di addebito nella fattura per la fornitura di energia elettrica”; più in dettaglio: nel modulo da compilare (che può essere presentato per via telematica o per mezzo postale insieme ad un documento di identità valido) deve essere specificata la causale con codice n. 4 (che indica la motivazione di rimborso per errore di doppio addebito) e, importante, “anche il codice fiscale del familiare a cui è stato addebitato il canone e il periodo in cui sussistono i presupposti della richiesta, ossia l’appartenenza alla stessa famiglia anagrafica”. Inoltre, il richiedente deve prestare attenzione alla compilazione del campo “data inizio” inserendo la data 1/01/2016 (stabilita per convenzione), oppure inserire 1/01/2017 (sempre per convenzione) se i presupposti ricorrono prima di tal data. Ma attenzione: come si legge su un articolo di Italia Oggi, pubblicato il 7 marzo, “se si inserisce una data antecedente il 1° gennaio 2017 (anno di presentazione dell’istanza) il canone tv sarà addebitato ugualmente sull’utenza elettrica in questione per il 2017. Per evitare che ciò accada bisogna non compilare la dicitura “data fine”. Tuttavia, il comunicato stampa dell’UNC al punto 5, sulla stessa questione, evidenzia una situazione diversa: “se i presupposti ricorrono da una data antecedente al 1° gennaio 2017, può essere indicato, convenzionalmente, il 1° gennaio 2017 e non si deve pagare il canone Rai 2017”. E sempre l’UNC scrive che, se si inserisce nel campo “data inizio” un periodo successivo a quello del 1° gennaio 2017 i possibili effetti possono essere due: “se si compila il campo con una data che intercorre tra il 2 gennaio e 1° luglio 2017, si dovrà pagare il primo semestre del canone pari ad euro 45,94; se, invece, si compila il campo con una data successiva al 1° luglio 2017, sarà dovuto l’intero canone RAI relativo all’anno 2017”. Il modulo di rimborso, come già citato, presenta anche un campo “data fine” che deve essere compilato, però, solo nel caso in cui sia cessata la sussistenza dei presupposti attestati (per esempio nel caso in cui il richiedente, alla data di presentazione dell’istanza, non appartenga già più alla famiglia anagrafica del soggetto di cui ha indicato il codice fiscale). Se il campo “data fine” non viene compilato, l’intera richiesta di rimborso vale come dichiarazione sostitutiva quadro B, ovvero “dichiara in automatico che il canone tv non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al richiedente il rimborso in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica”. Un’altra buona notizia riguarda la tempistica: non ci sono termini di scadenza per la presentazione del modulo sopracitato, pertanto, vale la famosa regola del “chi prima segnala l’errore, prima (in teoria) viene rimborsato”. Il rimborso è effettuato dalle imprese elettriche tramite accredito sulla prima fattura utile, e se questo non dovesse andare a buon fine, esso sarà pagato direttamente dalla stessa Agenzia delle Entrate. Per ulteriori chiarimenti, il sito dell’Agenzia delle Entrate invita a visitare il sito www.canone.rai.it dove è possibile richiedere assistenza telefonica gratuita tramite numero verde o prenotare un appuntamento telefonico usufruendo del servizio “Pronto la RAI”. (L.M. per NL)
10/03/2017 13:15
 
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