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TV e internet: YouTube a scuola di televisione
E' netta la sensazione che il rapporto di amore-odio fra la tv e il web sia giunto ad un momento di svolta, in grado di produrre risultati che ancora non siamo in grado di prevedere appieno.
E grande appare la discrepanza tra chi è ancora legato al passato di broadcaster e vede internet come un nemico e chi invece dal mondo della rete cerca di reinventare la televisione espandendone le potenzialità. Così da una parte abbiamo Mediaset (ma non solo) che demonizza il web come luogo senza regole e controlli e se la prende con YouTube e simili, colpevoli di non dare il giusto valore alla proprietà intellettuale. Dall'altra invece apprendiamo che Hunter Walk, Product Development Director di YouTube (in una recente intervista pubblicata sul Corriere della Sera) è interessato ad apprendere dalla televisione i meccanismi che servono per fidelizzare gli spettatori, così da tenere incollati al video gli internauti e far guadagnare ancora di più il colosso degli over-the-top. La visione di Walk è chiara e convergente. Qualche mese fa dichiarava: “We’re not a media company — we’re a media catalyst”, ma anche “I believe the future of video is still in the living room, it’s just via a large screen connected to the Internet and increasingly with a second screen also available on your laptop/phone/tablet when needed". Insomma, una TV ancora “focolare domestico”, ma contaminata da internet: multisorgente, interattiva, condivisibile e personalizzabile. Tutto questo attraverso l'uso di app e servizi specifici che siano in grado di rispondere in maniera individualizzata ed efficace alle esigenze di un telespettatore evoluto. Ovviamente Google, proprietaria di YouTube e di innumerevoli altri servizi che pervadono tutta la rete, si aspetta di guidare questa innovazione da protagonista, promettendo di aggregare tutto ciò che serve sotto il proprio brand e fornirlo chiavi in mano all'utente. E naturalmente di preparare un prodotto appetibile, per gli inserzionisti pubblicitari, almeno quanto quello rappresentato dalla tv tradizionale. Una strategia tutta basata sulla fiducia nella propria capacità di innovare e capire (ma anche guidare) le tendenze del mercato. Da noi invece si invoca l'autorità regolatoria, o peggio censoria, quando fa comodo per mantenere gli orticelli e rifiutarsi di guardare avanti. La distanza tra Mountain View e Cologno Monzese è grande, non solo geograficamente. (E.D. per NL)
26/04/2011 08:29
 
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