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Tv, Europa 7 ancora in aula: questa volta avanti alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo

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04/05/2011 05:24
 
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La tutela della libertà di espressione passa anche dalla commisurazione della sanzione pecuniaria inflitta ai giornalisti condannati al risarcimento.
Sulle vicende di Europa 7, rete nazionale comparsa dal nulla nel 1999, quando ottenne il titolo concessorio - caso unico in Italia - in assenza di frequenze su cui trasmettere (non essendo figlia del censimento del 1990), ci siamo a lunghi dibattuti su queste pagine.
Il caso Europa 7 tiene ancora banco, almeno nelle aule giudiziarie. Se l'infatti il network romano sta vivendo una situazione difficilissima sul piano economico, con la rete di diffusione in default, la UE ha rilevato come il nostro paese non abbia ancora risolto la vicenda che la coinvolge da 15 anni.
Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di concordato preventivo presentata il 2 luglio scorso da Centro Europa 7, il network provider che veicola la "tv che non c'è" di Francescantonio Di Stefano.
Il DVB-T2? Ce lo chiedono gli italiani, le televisioni, il governo e anche l'Europa. Parafrasando dichiarazioni oggi di moda, potrebbe essere questo lo slogan della rediviva Europa 7, la tv che non c'era e sta sempre cercando di esserci.