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Tv. Google e Apple: sarĂ  testa a testa sul gatekeeping televisivo

Dopo Google, anche Apple lancia la sua idea per innovare il piccolo schermo: si chiama "Tv", un’applicazione che, come il set top box di Mountain View, mira a creare, come dice il ceo Tim Cook (foto), “un unico posto in cui accedere a tutti i vostri show tv e ai film”.
L’idea è, almeno sul piano teorico, molto semplice e passa, come tutte le trovate di Cupertino, per un’applicazione: il suo nome è Tv, disponibile al download per il set top box di Apple ma anche per iPhone e iPad. Tv non sarà altro che un raccoglitore di tutte le applicazioni video di terzi (o almeno, quelle interessate a collaborare al progetto) permettendo quindi di accedere ai loro contenuti, dovendo fare una singola autenticazione nel caso di servizi a pagamento. Una volta avviata, l’app consentirà di visualizzare una panoramica dei contenuti disponibili, con tanto di suggerimenti basati sui propri interessi e la possibilità di recuperare la visione da dove la si era lasciata, adattandosi di fatto a quel modello Netflix che si è dimostrato estremamente funzionale. Alla base dell’idea, si vede chiaramente la filosofia che Apple porta avanti ormai da anni sul piccolo schermo, cioè che il suo futuro sia scritto nelle applicazioni; una filosofia che, il brand della mela, punta a spingere in modo più significativa dopo l’approdo di Google con il suo set top box che promuove sostanzialmente la stessa idea, con l’aggiunta di essere abilitato anche alla ricezione del segnale digitale terrestre e, quindi, cercare di tirar dentro anche i broadcaster della televisione classica compiendo un passo ulteriore. Al netto degli entusiasmi di marketing e delle sfide concorrenziali, è interessante notare come Apple stia tentando, di fatto, di entrare nel campo da gioco preferito di Google: il gatekeeping che, lo abbiamo già detto, è l’evidente obiettivo del set top box di Mountain View. Altro aspetto fondamentale sono le mire di progetti del genere a scollegare la produzione di contenuti dalla sua distribuzione: il futuro è nelle app e non in quelle per singola emittente/servizio, ma in quelle che raggruppano tutto in un unico contenitore; una cosa del genere porterebbe anche a ridefinire completamente il modo in cui l’utente fruisce il piccolo schermo, puntando verso il superamento di concetti come lo zapping e tagliando di netto fattori oggi fondamentali nell’ambito televisivo, come gli lcn. (E.V. per NL)
04/11/2016 10:36
 
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