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Tv locali: conti Mediapason (Telelombardia/Antenna 3) in deficit mentre l’audience cresce
Telelombardia insieme ad altri due principali canali del gruppo, Antenna 3 e Top Calcio 24, occupano le tre posizioni del podio nella classifica dei canali tv più seguiti della regione.
Anche il canale all news Milanow, a detta dei rumors, è un trend in crescita nel tempo sia nel capoluogo lombardo che in provincia. Nonostante questi ottimi risultati i conti di Mediapason sono in rosso; colpa dei momenti difficili che vivono le emittenti locali sostenitrici di forti costi per il passaggio al DTT ma soprattutto risentite dalla pesante contrazione degli investimenti pubblicitari e aggravati dalla diminuzione dei contributi pubblici. Già la scorsa estate, il gruppo guidato da Sandro Parenzo, ha apportato tagli al personale con la messa in cassa integrazione straordinaria (cigs) di addetti tra il settore tecnico, amministrativo e commerciale, rientrati in azienda dopo quasi 5 mesi. La scorsa settimana l’assemblea dei lavoratori della società ha bocciato il piano volto ad un ulteriore snellimento dei dipendenti (45) tra il comparto amministrativo e giornalistico. L’idea (come si legge su ItaliaOggi) sarebbe stata quella di un’iniziale entrata in regime di solidarietà per tre mesi, decurtando del 20% lo stipendio dei dipendenti, con l’intento di poter usufruire poi della cassa integrazione in deroga. Per ora questo proposito è stato accantonato ma non è detto che non possa essere ripresentato in un futuro prossimo. (V.V. per NL)
 
22/10/2012 07:32
 

Tracollo delle tv locali

Il 2012 è l'anno in cui perdiamo uno degli ultimi residui tecnologici dell'era analogica. Quando i tv erano dei cassoni che scaldavano maledettamente e li si doveva prendere a botte per stabilizzare il quadro (frequenza verticale) o far tornare qualche colore; 2, 8, poi addirittura 30 canali memorizzabili; l'effetto neve, le immagini doppie (riflessi di segnale che oggi semplicemente annullano totalmente la visione). Chi guarderà i film di Star Trek si chiederà quale fantascientifica tecnologia permetteva di ricevere segnali TV imperfetti, come potevano i tecnici migliorare la ricezione semplicemente ruotando delle manopole, ecc, ecc. Dell'era analogica restano ormai solo le radio, dinosauri che stentano ad estinguersi perché funzionano bene, sono semplici, costano poco, non vanno configurate... cadranno anch'esse. Il segnale digitale, con le sue modulazioni miracolose che promettevano (assieme alla compressione) di liberare un sacco di banda ha paradossalmente esaurito tutto lo spazio disponibile. La nuova era tecnologica si fonda sulle comunicazioni via etere, e l'etere non si crea, non si allarga a piacimento, l'etere è un bene limitato, prezioso, commercializzabile. Il tracollo dell'era analogica porta con se anche l'utilizzo libero di questa risorsa. Pochi anni e ci chiederemo increduli come sia stato possibile che in passato uno si montava un'antenna sopra casa per trasmettere programmi autoprodotti. Chiese, comunità, piccoli imprenditori, appassionati... gente che ci metteva impegno, fantasia, sacrificio giustamente chiamati pionieri perchè facevano qualcosa che nessuno pensava potesse portare un profitto. Loro lo facevano per passione tecnica, o per amplificare la propria voce e quella di altri che meritavano di essere conosciuti da molti. La storia ha poi dimostrato che dando spazio ad artisti, aziende (con la pubblicità locale), registi e chiunque avesse qualcosa da dire, si è potuto scoprire e far crescere taòlenti e realtà altrimenti destinate all'anonimato. Il mondo della tv partiva dalla tv parrocchiale e saliva fin sulle vette della RAI; un percorso difficile ma possibile. Nella nuova era digitale tutto questo non è più previsto: come per i segnali c'è una soglia minima al di sotto della quale non sopravvive nulla. Se prima per fare TV servivano pochi soldi e tanto talento/fantasia oggi servono solo tanti tanti soldi, troppi per chi volesse solo sperimentare l'avventura sulle orme dei vecchi pionieri del piccolo schermo. Resteranno internet, un paio di operatori satellitari, una manciata di canali TV nazionali gratuiti e ancor meno tv locali. Uno scenario molto simile agli altri paesi europei, e ci scorderemo di come un tempo è esistita un'era analogica molto diversa. 

Bruno

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